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Coppa del Mare, finale a sorpresa. Rainmaker batte anche i pronostici

di Andrea Rocchi
Coppa del Mare, finale a sorpresa. Rainmaker batte anche i pronostici

Grande pubblico al Caprilli: appassionante corsa nel trofeo più atteso. Il Criterium va a Scapestrato. Gli impegni del ministero per l’ippodromo

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LIVORNO. Quello che non ti aspetti. Il cavallo che non è dato nel lotto dei favoriti. Eppure per Rainmaker, questa Coppa del Mare, resterà nella storia. Il baio maschio di 5 anni allenato da Elisabetta Savelli e di proprietà di Daniele Gotti la spunta a sorpresa nel finale di questa appassionante corsa e precede i favoritissimi: mette più del muso davanti ad Allison, con il terzo posto ad ex aequo assegnato al fotofinish per Lagomago e Zittella.
La 78esima edizione della Coppa del Mare non tradisce le aspettative degli appassionati. Sia per l’agone sui 2250 metri della “classicissima” sull’anello verde di Ardenza, sia per la cornice di pubblico (alle 21,30 c’erano già oltre 5000 paganti) che ieri sera ha impreziosito il Federico Caprilli e che non aveva niente da invidiare agli anni d’oro del galoppo livornese quando questo trofeo _ come racconta spesso Enrico Querci _ era veramente il Natale d’Agosto di tanti appassionati delle carovane di purosangue e del grande circo delle corse dei cavalli. Dalla prima volta di Barcarola, che per i colori della scuderia Vincigliana, montata dal fantino Grilli, vinse l’edizione inaugurale nel 1938. Fino ai trionfi in serie di Pistoletti e Gasparini. Momenti di gloria (la monta di Ovidio Pessi, il bimbo delle Sorgenti, che vinse per due anni di seguito, 1975-76 con lo stesso cavallo, Hipcress) ma anche finali tristemente emblematici, come quello del 2015 quando Too Much Troubles(Troppi problemi), anziano purosangue di nove anni stramazzò all’arrivo subito dopo aver tagliato il traguardo da vincente per l’ultima Coppa del Mare prima della chiusura del Caprilli.
La corsa più attesa, ieri, dopo la parentesi non meno storica (ma sicuramente dal minor appeal visto i “soli” cinque cavalli iscritti del Criterium, quest’anno concentrato nella seconda corsa), era proprio la quinta, la Coppa del Mare, sponsorizzata perl’occasione da Irish Thorouggbred Marketin, l’ente con base a Galway che promuove il purosangue inglese allevato in Irlanda. Dieci cavalli (dai tre anni in poi) al via per un montepremi di 25.300 euro, con una contesa sostanzialmente aperta e quattro nomi, Arc on Fire e Allison della maison Botti montati rispettivamente da Satta e dalla Del Fabbro, con Lagomago (Grizzetti) e Zitella, una femmina di 4 anni quest’ultima di casa Turri, pronti a fare da guastatori.
La corsa è molto incerta ma dal novero dei più quotati ecco spuntare l’outsider (ma non troppo), Rainmaker montato da Malune, che si aggiudica il più ambito dei trofei della stagione ippica livornese.
Serata allietata dalla presenza di Barbara De Rossi, reduce da un tour livornese a Effetto Venezia. L’attrice, legata da un rapporto di amicizia con Silvio Toriello, amministratore delegato della Sistema Cavallo Srl di Follonica che ormai da due stagioni gestisce il Caprilli, è stata la madrina della Coppa del Mare. «Sono molto affezionata a questo mondo – ha detto – anche se è la prima volta che assisto ad una corsa al galoppo, qui a Livorno». Sin dall’età di 11 anni l’attrice ha frequentato una scuola di equitazione e uno dei suoi primi film l’ ha vista recitare proprio alcune scene a cavallo. Convinta animalista, fa parte di associazioni che si battono per i diritti degli animali: «Ho chiesto a Silvio (Toriello, ndr) come vengono trattati i cavalli. Me lo ha spiegato e mi ha rassicurato, altrimenti non sarei qui». Tra gli ospiti di questa Coppa del Mare anche Paolino Ruffini che ha duettato con Enrico Querci, sul filo dell’ironia, di arte e spettacolo per poi presentare alcune sue iniziative che lo legano strettamente a Livorno, lui che per motivi di lavoro vive oggi a Milano.
Il mondo delle istituzioni, oltre che dal sindaco di Livorno Luca Salvetti, era rappresentato dal sottosegretario del Ministero delle Politiche Agricole Patrizio Giacomo La Pietra. Pistoiese, La Pietra si è detto molto contento di “vedere tanti giovani per questo appuntamento”. «Qui al Caprilli c’è una storia, l’ippodromo è una parte importante della città ma direi più in generale del sistema ippico toscano e nazionale». Quanto alla politica del governo sull’ippica il sottosegretario ha ricordato come sia ormai stato scelto (“un dirigente del Consiglio dei Ministri”) il nuovo direttore del settore ippico, ricordando come la classificazione degli ippodromi sia una passo importante per “dare struttura al sistema”, così come sia necessario procedere ad una puntuale riforma del sistema delle scommesse.
A proposito del Criterium, stavolta il cavallo di Max Allegri Fly by Fly che aveva debuttato vincendo al Caprilli non si è ripetuto ieri. Merito di Scapestrato (in sella c’era Mario Sanna), altro prodotto della scuderia di Botti, che si è aggiudicato il trofeo precedendo Dark Defence e proprio il purosangue dell’Alma Racing. Niente corto muso, ma gara comunque appassionante con Fly by Fly uscito troppo tardi in rimonta sugli ultimi ceto metri. Terza posto, in casa del mister bianconero, anche nella terza corsa dove Momento Giusto è stato preceduto da Beatifull Cindy (ancora Botti Turf) e da Aristovic in piazza d’onore.
Nella serata contraddistinta da un grande successo di pubblico, il solito variegato pubblico del Caprilli rappresentato non solo dalla zoccolo duro degli scommettitori e degli appassionati, ma anche da tante famiglie e moltissimi giovani, anche under 18, si sono registrate proteste e lamentele da parte di alcuni spettatori che hanno dovuto fare una lunga file alle biglietterie prima di poter entrare, lamentando l’apertura di un numero di sportelli insufficiente per soddisfare la grande affluenza. Una pecca per un’organizzazione che ha comunque funzionato bene con la Sistema Cavallo di Silvio Toriello che può già trarre un bilancio più che positivo da questa serata. In attesa che il Caprilli possa diventare qualcosa di più con un progetto complessivo di più ampio respiro.
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