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Il mondiale di Sara, Razzo e Ciampi: tutti in una finale ma niente acuto

di Andrea Masini
Il mondiale di Sara, Razzo e Ciampi: tutti in una finale ma niente acuto

Matteo già alle Olimpiadi con la staffetta

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LIVORNO. Tutti i presenti (atleti, spettatori e addetti ai lavori) potranno dire “io c’ero”. Perché il Mondiale di Fukuoka (Giappone) non è stato un Mondiale qualsiasi. È stato il Mondiale in cui è caduto il record di Michael Phelps nei 400 misti, per mano di Leon Marchand (talento francese allenato in Arizona da Bob Bowman, lo stesso mentore dello “squalo di Baltimora”) , e il Mondiale che strappato, ahinoi, il primato a Federica Pellegrini nei 200 stile libero – che resisteva dal 2009 – ad opera dell’australiana Mollie O’Callaghan. Un Mondiale di altissimo livello al quale hanno ballato in maniera più che positiva anche i campioni livornesi (Sara Franceschi, Alberto Razzetti e Matteo Ciampi) , tutti capaci di nuotare almeno una finale e quindi di entrare nell’èlite a un anno esatto dai Giochi Parigi 2024.

Sara Franceschi

L’atleta classe 1999 è arrivata in Giappone con ambizione, da vice campionessa del mondo nei 400 misti in vasca corta. E la sua rassegna era iniziata col piede giusto, senza faticare particolarmente per aggiudicarsi un posto nella semifinale dei 200 misti. Poi la doccia fredda e l’obiettivo finale, purtroppo, svanito al termine di una gara surreale colpita dai giudici con ben 3 squalifiche per virate irregolari dorso-rana: la Franceschi appunto, l’australiana Kaylee McKeown – successivamente premiata come donna dei campionati – e la britannica Shannan. Sul momento una vera e propria delusione per la livornese, capace però nei giorni successivi di resettare fisico e cervello per ficcare il naso in una straordinaria finale dei 400 misti chiusa al 6° posto in 4’37’’73: «Ho dato il massimo – ha commentato ai microfoni Rai – ce l’ho messa tutta e sono arrivata alla fine distrutta. Il tempo non è quello che mi aspettavo, ma sono abbastanza soddisfatta. Certo sarebbe stato più bello chiudere il mondiale con il record personale, ma il mio bilancio resta positivo».

Alberto Razzetti

Solito combattente, ma stavolta un po’ sfortunato: l’allievo di Stefano Franceschi si è fatto largo nella finale dei 400 misti con il 4° crono d’iscrizione. Per lui la corsia a fianco di Leon Marchand, un treno assai più veloce di quelli giapponesi, in grado di sbriciolare il primato mondiale di Phelps. Unico azzurro (assieme a Ceccon) iscritto a tre gare individuali, si è poi dovuto fermare al 9° posto sia nei 200 farfalla sia nei 200 misti, sbucciando la finale iridata di pochissimi decimi pur nuotando eccellenti prestazioni ma, ribadiamo, nel bel mezzo di uno dei Mondiali più veloci e incredibili di sempre: «Questo Mondiale mi ha fatto capire ulteriormente quanto i dettagli possano fare la differenza; rimanere fuori dai migliori otto al mondo, due volte per una manciata di decimi, non è stato facile da buttar giù ma al tempo stesso mi sprona a lavorare ancora di più in vista della stagione olimpica».

Matteo Ciampi

Una ritrovata 4X200 stile ha messo le mani sulla qualificazione a cinque cerchi per Parigi 2024 grazie al 5° posto; questo non significa che Ciampi vi parteciperà sicuramente (i trials andranno in scena ad aprile 2024) , ma c’è anche da dire che l’atleta tesserato Esercito e Livorno Aquatics dal 2018 è stato l’unico membro del quartetto azzurro a non saltare un appuntamento, vincendo medaglie europee e anche l’argento mondiale lo scorso dicembre a Melbourne. Una garanzia, insomma: «Forse sono passato un po’troppo aggressivo – ha sottolineato Matteo– ma sono contento per me e per la squadra. Personalmente reputo questa gara la migliore gara degli ultimi due anni».

Esperienza iridata positiva, infine, per Damien Joly: il mezzofondista francese, di stanza a Livorno, compagno di corsia di Gabriele Detti e allievo di Stefano Morini, ha chiuso al 13° posto gli 800 e al 10° i 1500 stile libero dominati dal tunisino Hafnaoui, giù campione olimpico dei 400 a Rio 2016.
 

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