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Corse dei cavalli

Livorno, il successo del Caprilli sotto le stelle: «Domenica all’ippodromo con quattromila paganti»

di Flavio Lombardi
Livorno, il successo del Caprilli sotto le stelle: «Domenica all’ippodromo con quattromila paganti»

Il gestore Toriello promuove la nuova illuminazione e il fondo della pista: «Più viviamo questo posto, più riusciamo a metterlo a regime per quello che voglio fare. Anche un parco pubblico per tutti i giorni»

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LIVORNO. Luci al Caprilli, finalmente. La magica atmosfera nell’ippodromo più bello che c’è, è tornata a farsi respirare. Un balzo indietro nel tempo per gli over 40, quelli che lì, nei pressi delle tribune, al tondino o vicino ad un bar, c’hanno trascorso serate con i soldi in tasca giusti giusti per un gelato e per una scommessa collettiva al totalizzatore. E i primi ammiccamenti con la fidanzatina. Domenica, è stata l’ouverture per le notturne; una prima sotto le stelle con una illuminazione migliore rispetto alla passata estate. E con meno tempo a disposizione per organizzare tutto. Nessuna zona d’ombra lungo l’intera pista, il cui fondo ha ricevuto voti buoni dai commissari. Condizioni ottimali, pur con dei fari provvisori, che hanno reso più sicura ogni corsa per fantini e cavalli, dando pure modo agli spettatori di godere dell’intero spettacolo senza perdersi neppure un secondo di gara.

Il bilancio

Chi c’è andato, è rientrato a casa col sorriso. Proponendosi di tornare a frescheggiare in uno dei luoghi classici dello “struscio” labronico. Nei minuti precedenti alle 20,30, prossimi alla prima “sgabbiata”, erano già 700 i biglietti staccati al botteghino fra i cancelli di via Randaccio e di viale Italia. A fine riunione, i tagliandi che certificavano gli spettatori paganti, sarebbero poi stati 4 mila. Si stima quindi, che ci fossero non meno di cinquemila persone, tenendo conto che i bambini e le donne hanno l’accesso gratuito.

Parla il gestore

Silvio Toriello, patron di Sistema Cavallo, appare moderatamente soddisfatto. Pragmatico, si potrebbe dire. Come imprenditore, apprezza i passi avanti da quando vinse il bando, ma non dimentica dove, sin dall’inizio, fissò l’asticella.

Da una parte, orgoglioso come il collezionista che ha recuperato una macchina abbandonata dentro un fienile rimettendola in moto, dall’altra, verificato che ormai funziona, programmare una serie di interventi per farla tornare come nuova. «La cosa positiva per me che vivo da 12 anni questo settore è che questo impianto può rappresentare un volano per tutti gli ippodromi del Paese. Io guardo chi c’era domenica: ragazzini che non sono assolutamente giocatori e non lo saranno mai. Si raggruppano e decidono una giocata collettiva magari puntando su un cavallo perché sono attratti da come l’allevatore lo ha chiamato. Scommesse di importo risibile che rappresentano più aggregazione che non avviamento alla ludopatia. Scelgono una determinata puntata insomma, perché leggono sul programma ad esempio “Soldatino” e lo seguono per l’intera corsa incitandolo, facendo battute divertenti anche se finisce ultimo. Una serata diversa, una partecipazione che non è tecnica».

C’è chi racconta di aver sentito un sessantenne urlare ad un amico “Gioa Pomponio, vai!”ed un neofita sui 20 anni, incuriosito dal nome, a cercare la quota sui display. Gli han dovuto spiegare che era una battuta di chi ricordava un cavallo di almeno 40 anni fa su cui scommise un tizio che, da allora, nell’ambiente ippico livornese, ha quel soprannome.

«Venire alle corse è un modo quindi come un altro, per stare insieme all’interno di una struttura dove si crea uno spettacolo e ci si diverte. Ecco spiegati i 4 mila paganti».

Lo sforzo di Toriello si è visto tutto, anche se c’è sempre tanto da fare. E lui, lo sa. «Più lo viviamo questo posto, e più che riusciamo a metterlo a regime per quello che voglio fare. Anche un parco pubblico per tutti i giorni» dice. Ripercorre il suo avvento.

«Sono stato l’unico a partecipare al bando per una concessione di gestione, non di valorizzazione. In questi tre anni, mi sono dovuto accontentare di rimettere in funzione ingranaggi fermi ed arrugginiti. Sono stato l’unico a credere nel progetto, sono stato l’unico a partecipare. Non c’era insomma folla alla porta del sindaco. E se oltre alle scommesse e allo spettacolo, ci metto quello che ho in testa per la valorizzazione del Caprilli, allora il tutto quanto diventa un altro discorso».

Cosa va

«Prima di tutto, i livornesi. Favolosi. Al primo posto ci sono loro. Sensibili, partecipativi e legati all’ippodromo come non succede altrove». Toriello prosegue. «Le tribune vanno bene e la pista ora è buona perché ci abbiamo lavorato e direi ok anche le 21 postazioni più 4 palmari per le scommesse che sono andate bene, tanto che devo fare dei cablaggi per il potenziamento».

Cosa non va

Toriello ha ben chiara la situazione. Ha tutto sul taccuino personale. Illuminazione di ultima generazione in primis. E poi. «Il ristorante al prato, i bar distribuiti su vari punti, il rilancio del centro di allenamento, un rifacimento dell’area hospitality, la scuola di pony». Spiega che domenica c’è stata una corsa europea su questi cavallini, con bimbetti venuti da diversi paesi che ha ospitato con i loro genitori per due giorni all’Hotel Palazzo. «Una scuola del genere, mi permette di fare progetti anche col comune per le scuole elementari e con varie associazioni anche per diversamente abili».

Il partenariato

Entro fine agosto Toriello, presenterà il suo progetto di partenariato pubblico-privato. Su quelle basi, si dovrà andare a gara cercando situazioni concorrenti nell’interesse di crescita del Caprilli. Il progetto può essere migliorato dalla concorrenza, ma Toriello può pareggiarlo garantendosi la permanenza per un accordo duraturo vantando la prelazione come gestore uscente. Entro fine anno, la partita dovrà comunque essere chiusa per permettere l’invio della documentazione al Ministero dell’agricoltura per una calendarizzazione della stagione 2024.
 

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