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Rizza e la serie B a 20 anni: «Duro il debutto tra i professionisti. Ora sogno l’Inter e tifo Livorno»

di Alessandro Lazzerini
Rizza e la serie B a 20 anni: «Duro il debutto tra i professionisti. Ora sogno l’Inter e tifo Livorno»

Il terzino livornese cresciuto nell’Empoli e il gran salto dal Piacenza al Cittadella. «Sono amico di Biagini, è un portiere da categoria superiore. Cesarini? Devastante»

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LIVORNO. Il percorso giovanile lasciava pochi dubbi. Oltre dieci anni nel vivaio dell’Empoli con due “scudettini”, di cui uno in Primavera, e la partecipazione alla Youth League. Ma confermare le premesse e riuscire ogni volta a salire allo step successivo nei tempi e nei modi migliori è sempre la parte più difficile della scalata. Alessio Rizza però c’è riuscito. E così dopo una stagione in C al Piacenza, ecco il passaggio a titolo definitivo al Cittadella, in Serie B.

«Ero partito in ritiro con l’Empoli sapendo di dover andare in prestito – racconta al Tirreno il terzino sinistro classe 2003 –. Tra le squadre interessate c’erano Cesena e Arezzo, ma quando stavo per chiudere con gli amaranto ecco che è arrivata la chiamata del Cittadella. Non ci ho pensato due volte».

Come ha vissuto la chiamata dalla cadetteria?

«L’emozione è stata grande, perché giocare in Serie B a vent’anni è veramente una grande opportunità. Il fatto che loro abbiano deciso di acquistarmi a titolo definitivo mi ha fatto capire tutta la loro fiducia. E poi è una piazza che fa da tanti anni la Serie B, è perfetta per la crescita di un giovane. Ora dovrò dimostrare di essere all’altezza».

In questi primi allenamenti che differenze ha notato?

«Senza dubbio l’intensità. Il ritmo è molto superiore, la palla viaggia a un’altra velocità e si vede che anche a livello qualitativo è un altro mondo».

Il primo anno tra i grandi a Piacenza quanto le è servito?

«Tantissimo. Ho iniziato con un infortunio al ginocchio e quello è stato il momento più duro perché sono dovuto stare fuori per 7 partite. Il sostegno della mia famiglia e di Sara, la mia ragazza, è stato cruciale. A livello di squadra il risultato finale non è stato quello augurato, ma come gruppo e come società è stato tutto eccezionale. La differenza più grande col calcio giovanile è la pressione del risultato e dei tifosi, senza dubbio».

In Emilia è arrivato il suo amico Giorgio Bachini, ex Pls.

«Per me è un fratello. Appena mi ha detto che aveva questa possibilità infatti gli ho detto di andare a Piacenza ad occhi chiusi, è un ambiente super».

Lascia Empoli dopo 12 anni. Che effetto le fa?

«È come lasciare una seconda casa. Per me il calcio è stato sempre e solo Empoli. Non è facile andar via dopo tutti questi anni, ma fa parte del gioco. Ripenso ai mille viaggi in pulmino e alla prima volta che vestii la maglia azzurra a 8 anni, sembra passata un’eternità. Alla fine, però, è un finale bellissimo e quindi va bene così».

È cresciuto in una famiglia di sportivi: babbo Alessandro è stato giocatore di rugby e mamma Lara Filippi è stata ginnasta a livelli mondiali e adesso è uno dei volti di riferimento della AGL. Come hanno vissuto la notizia?

«Ci sentivamo ogni giorno e ogni volta che spuntava una squadra diversa mi dicevano “ma cambi ancora?”. A parte gli scherzi, sono felicissimi, compresa mia sorella Giulia. Ho sempre avuto il numero 3, ma in quest’estate di cambiamenti ho scelto di prendere il 28 che è il suo giorno di nascita».

La prima partita ufficiale sarà Empoli-Cittadella in Coppa Italia…

«Davvero, incredibile. Un segno del destino».

Lei conosce bene Biagini, il portiere del Livorno.

«Siamo molto amici. Abbiamo giocato tanti anni a Empoli e fatto anche vacanze insieme. Sono sicuro che farà bene, per me è un portiere da categoria superiore».

Ha giocato anche con Cesarini.

«Sì. Il “mago” ha una qualità devastante. Non so come finirà la trattativa, ma potrebbe far fare il salto di qualità al Livorno. È uno dei più forti con cui ho giocato. Da livornese che andava allo stadio sin da piccolo, spero che il Livorno possa tornare nella categorie che più le competono. Non ha niente a che vedere con la D».

E dell’Empoli in ritiro chi l’ha impressionata?

«Baldanzi. Giochiamo insieme da dodici anni, ma si vede che ha fatto il salto di qualità per giocare anche in una big del nostro calcio».

Lei con che obiettivi va a Cittadella?

«Voglio continuare a crescere e trovare il maggior spazio possibile giocandomi le mie carte. La voglia è di riuscire a fare in B le cose che facevo anche in C. Non sarà facile, ma ho voglia di dimostrare il mio valore».

Il sogno nel cassetto?

«La Serie A, magari con l’Inter, l’altra mia squadra del cuore».


 

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