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La Libertas e i sette moschettieri: «Pensate al segreto di Vigevano»

di Fabrizio Pucci
La Libertas e i sette moschettieri: «Pensate al segreto di Vigevano»<br>

Capitan Forti sulla conferma del nucleo storico: «La scelta giusta per ripeterci. Siamo rodati da un anno di vissuto insieme, è un vantaggio da sfruttare»

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LIVORNO. A 52 giorni esatti dall’eliminazione in finale playoff per mano di Vigevano e a 45 dal primo impegno ufficiale – che solo incidentalmente coincide con il derby di Super Coppa - capitan Francesco Forti fa le carte alla sua Libertas e al campionato che si annuncia estenuante e di altissimo livello.

Francesco, delusione smaltita?

«Ma sì. Ormai è tutto passato. Sono e siamo pronti per una nuova avventura».

Per lei quest’estate è diversa dalle altre…

«Sì. È stata un’estata molto particolare. Mi sono sposato con la mia compagna Irene, sono andato in viaggio di nozze. Insomma: ho trascorso un mese e mezzo molto bello».

Adesso ha già iniziato una sorta di pre-preparazione?

«Sì. Sono a Forlì a lavorare per cercare di arrivare nel migliore dei modi al raduno. Sono atteso da tre o quattro settimane di fatica e di sudore. Sarà un periodo intenso, ma piacevole perché non vedo l’ora di ricominciare e di ritrovare i miei compagni».

La squadra è praticamente la stessa dell’anno scorso. Sembra la Libertas Anni ’80 dei quattro moschettieri…

«È vero. Ripartiamo da sette decimi della squadra della passata stagione. E per noi questo deve essere un vantaggio. Abbiamo un anno di vissuto insieme di cui dovremo far tesoro. In sede di preparazione dovremo essere bravi a far inserire i nuovi Tozzi, Allinei e Buca, ma per come è fatto questo gruppo penso che questo sarà l’ultimo dei nostri problemi. I tre si ambienteranno assai velocemente».

La scelta di mantenere il nucleo storico le piace?

«Sono certo che ripartire da uno zoccolo duro sia determinante: basta guardare Vigevano che ha vinto il campionato con un gruppo rodato e affiatato che per la maggior parte proveniva dall’anno precedente. Di certo sul piano personale sono molto felice di ritrovare molti dei compagni dell’anno scorso».

Che campionato sarà?

«Il più difficile tra quelli che ho disputato indossando questa maglia. Da questo punto di vista siamo andati in crescendo. Il primo lo fu per un verso, il secondo per un altro. L’anno scorso è stato complicatissimo. Questo alle porte è senza dubbio il più tosto perché come avete scritto voi sul Tirreno questa B1 è una A3».

Eppure, non tutte le società hanno preso lo straniero…

«È vero, ma tutti hanno adottato lo stesso metro allestendo squadre dal roster molto profondo. Il campionato è lunghissimo: solo di stagione regolare ci saranno 34 partite a cui dobbiamo aggiungere la SuperCoppa, la Coppa Italia e gli eventuali playoff».

Questo in linea generale e del vostro girone che cosa pensa?

«Nel nostro gruppo regna un equilibrio pazzesco. Se togliamo due o tre squadre – ad esempio Legnano – le altre, a livello di qualità, si equivalgono».

E in tutto questo livellamento verso l’alto, qual è l’obiettivo della Libertas?

«Vogliamo fare bene come l’anno scorso. Non sarà facile anche perché siamo reduci dalla vittoria nella regular season, ma come ho detto prima, dobbiamo sfruttare il fatto che il gruppo è collaudato. Nella passata stagione non siamo arrivati primi per caso. Vogliamo confermarci e andare ai playoff, poi vedremo che cosa succederà».

E sul piano personale?

«Cerco di migliorarmi sempre di più e di divertirmi. Alla resa dei conti sono fortunato. Faccio la cosa che mi piace, nella mia città e da capitano per il quarto anno consecutivo. Per me è un privilegio e un onore. Voglio godermi ogni attimo del prossimo campionato anche perché sono al mio ultimo anno di contratto. Voglio pensare meno ed essere più leggero, nella consapevolezza che per divertirmi e divertirci dobbiamo fare un ottimo lavoro di squadra perché il collettivo va avanti a tutto e a tutti. E poi c’è un altro obiettivo da perseguire».

Quale?

«Il sempre maggiore coinvolgimento dei nostri tifosi. Vogliamo portare sempre più persone al palazzetto. Spero di rivedere il colpo d’occhio di gara-2 di finale con Vigevano, un colpo d’occhio fantastico e un calore incredibile. Dobbiamo cavalcare l’onda dell’entusiasmo che ha portato tanti ragazzini a sostenerci per tutto l’anno. Aspettiamo tutti i nostri tifosi al PalaMacchia per riprendere il cammino da dove lo abbiamo lasciato e andare avanti tutti insieme».


 

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