Gioco
Il Livorno di Favarin: “garra” e un gruppo unito. «Le punte? Serve tempo perché vogliamo il top»
Il direttore sportivo Pinzani ha le idee chiare sul mercato amaranto. «Gli attaccanti bravi sperano ancora di giocare in C»
LIVORNO. Attaccanti, assassini col fiuto del gol. Chiamiamoli come si vuole, ma si sa che per vincere i campionati servono giocatori che là davanti facciano la differenza. Elementi da almeno 15-20 reti, in grado di trascinare la squadra. In qualsiasi categoria il concetto non cambia. Al Livorno, servono adesso solo i tre-quattro giocatori nel reparto offensivo, oltre a quattro-cinque quote per i quali il direttore Raffaele Pinzani asopetta solo l’ufficialità.
Mancano quindi i pezzi grossi, quelli che dovranno permettere al Livorno il salto di qualità. «Se non li abbiamo ancora presi è colpa mia – ha detto il diesse -, perché se devo prendere tanto per prendere non lo faccio. Serve attendere ancora una settimana, forse qualcosa in più. Il motivo è semplice: chi era in C aspetta ancora proposte dalla in quella categoria, chi ha segnato 10-15 gol in D guarda al piano superiore. Non è un problema di soldi, il budget non manca. Serve solo che questi giocatori inizino a prendere in considerazione le proposte dalla Serie D. Siamo dietro a profili di prima fascia».
Gli altri reparti per Pinzani sono praticamente sistemati. «In difesa abbiamo tre over di alto livello e con le quote che arriveranno, insieme a Fancelli, siamo a posto. Lo stesso discorso vale per la porta, con Albieri e Biagini; in mezzo al campo ci servono solo le quote. Sono soddisfatto del lavoro fin qui svolto e bisogna avere la pazienza di aspettar. Sbagliare la scelta degli attaccanti sarebbe grave. Un acquisto che mi inorgoglisce particolarmente? Palma e Fissore, perché non era facile portarli qui velocemente. E vedrete Sabattini, ci puntiamo molto».
Ufficiale, l’arrivo del trequartista classe 2004 Niccolò Nardi dalla Primavera della Fiorentina, mentre un altro dei nomi in arrivo dovrebbe essere il terzino destro classe 2004 Tommaso Nizzoli, lo scorso anno 28 presenze nel Prato. «Nardi ha giocato due mesi fa una finale scudetto in Primavera contro il Lecce. Profili pronti al 100% per Livorno, per quanto riguarda le quote, non esistono. Ma abbiamo cercato quelli più pronti Non vi dico quanto abbiamo sudato per prendere un attaccante come Menga. In generale, vogliamo gente di personalità che sia adatta a certe partite e certi contesti che si vivono solo a Livorno».
Parola quindi d’obbligo al tecnico Giancarlo Favarin, nelle ultime stagioni sulle panchine di Tau, Gavorrano e Prato; uno che vanta il successo in sette campionati di Serie D. «Essere qui per me è un grande orgoglio. Sono in una piazza che merita altre categorie e questo mi dà una motivazione eccezionale per una grande stagione».
Il primo obiettivo lo rende chiaro. «Dovremo formare un gruppo granitico, con forte senso di appartenenza. Cruciale partire bene per accendere l’entusiasmo della nostra gente. Voglio vedere una squadra che sappia adattarsi alla categoria. Questo perché giocare al Picchi e ad esempio in un campo come Ponsacco equivale quasi a fare due sport diversi».
Un segno chiaro, da sempre, di una squadra di Favarin è la “garra”. «Dovremo essere propositivi, giocare sempre per vincere e non arrendersi mai. Un imperativo che dovranno osservare i ragazzi da subitodal punto di vista tattico sarà il pressing alto». Il modulo di riferimento dovrebbe essere il 4-3-3, con possibile passaggio al 4-3-1-2, o in alternativa il 3-5-2. «Le quote le avremo in porta, sui terzini e poi una tra attacco e centrocampo, ma dipenderà da un effetto domino anche con gli over. La rosa? Sono soddisfatto, ad ora il voto è 10, cercando il valore della persona prima di quello del giocatore. Il girone? Il D forse è il più competitivo, ma ovunque andremo sarà Livorno contro tutti. Un problema degli altri, pero’».
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