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Calcio, le 24 ore da urlo del livornese Francesco Donzella: prima le nozze poi il trionfo con l’Italia under 19

di Alessandro Lazzerini
Calcio, le 24 ore da urlo del livornese Francesco Donzella: prima le nozze poi il trionfo con l’Italia under 19

In due giorni il matrimonio e il trionfo nella finale per il match analyst della nazionale azzurra under 19. Ma come è arrivato a ricoprire questo ruolo? La sua storia

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LIVORNO. Questo mese di luglio Francesco Donzella non lo dimenticherà mai. Nel giro di pochi giorni ha vissuto due delle più grandi emozioni della sua vita. Prima il matrimonio con la moglie Giulia Mainardi, celebrato alla Parrocchia Madre Seton di Livorno, e poi a Malta la vittoria dell’Europeo U19 di calcio con la Nazionale Italiana di cui fa parte come match analyst.

Il weekend iniziato il 7 luglio per lui è stata una vera e propria maratona. «Sono partito la mattina presto con un volo per Bologna – spiega -. Avevamo perso contro il Portogallo per 5-1 e il morale non era dei migliori. Ho avuto qualche ora per prepararmi e riprendere fiato, prima del matrimonio del giorno successivo con la festa a seguire. Il 9 mattina, alle 9.30, ho preso un treno da Firenze per arrivare a Fiumicino e salire di nuovo sull’aereo per Malta. Lì mi aspettava un transfer per lo stadio dove andava in scena Italia-Polonia. Il volo ha ritardato 40 minuti, ma sono comunque arrivato per il fischio d’inizio».

Un vero weekend da leoni. «Davvero. Avevamo deciso già da tempo la data del matrimonio, prima che l’Europeo venisse inserito nel programma estivo. Per fortuna Giulia è una sportiva e ha capito subito le mie esigenze. Non mi ha messo i bastoni tra le ruote, l’importante è che il sabato fossi all’altare (ride, ndr)».

Tre giorni vissuti a mille all’ora. Impossibile quantificare le energie che Francesco ha consumato in quel weekend. «La prima cosa che ho pensato la mattina del 9, quando mi sono svegliato, è stata: ci vuole uno stomaco forte per reggere certe emozioni e così poche ore di sonno. Per fortuna Giulia ama organizzare e ha pensato lei a tutti i preparativi. Più facile preparare una partita o un matrimonio? Una partita, sicuro (ride, ndr)».

La sua passione per il calcio e per la tattica parte da lontano. «Sono sempre stato abbonato in Curva Nord al Livorno e fin da piccolo mi è sempre interessato il lato tattico. Appena compiuti i 23 anni ho fatto il corso a Coverciano. Ero il più giovane di tutti. Su 250 ne passavano 40, mi sono diplomato con il massimo dei voti. Lavoravo in una ditta di informatica, ma non sentivo che non era la mia strada».

Da lì tante esperienze tra Pistoiese in C, Genoa nella stagione della salvezza con Davide Nicola, quindi le giovanili della Fiorentina e la Nazionale subito dopo. «Vincere l’Europeo con l’Under 19 è stata un’emozione incredibile. Abbiamo festeggiato per giorni fino al ritorno a Coverciano insieme a tutta la Federazione. Il futuro? Il mio obiettivo è restare il più possibile in Azzurro».

Da livornese, cresciuto in Fabbricotti e amante dell’amaranto, i ricordi legati al Livorno sono tanti. «La stagione della promozione in A con Nicola resta la mia preferita. Se devo dire una partita scelgo quella rimonta epica in Livorno-Sassuolo, avevo 18 anni ed ero nel pieno del tifo. Se c’è stata la possibilità di tornare a Livorno? Ho parlato con Esciua, ma da quello che ho capito Favarin ha un suo collaboratore in questo ruolo. Farò ancora il vice allenatore alla Pls».
Ma cosa fa un match analyst nel proprio lavoro. «Il mio compito si divide in tre sezioni. In primis lo studio dell’avversario. Guardiamo almeno 6-8 partite cercando di individuare le costanti del loro gioco, sulle palle inattive e cose del genere. Durante la partita facciamo l’analisi live dall’alto della tribuna, segnalando osservazioni tattiche alla panchina tramite un Ipad. E nel post partita analizziamo cosa è andato bene e cosa meno bene».

Un lavoro che per Donzella dovrebbe ripartire a giorni con le giovanili azzurre. Poi ci sarà il tempo per regalarsi finalmente la luna di miele con Giulia. «Andremo a dicembre in Australia e alla Isole Cook. Stavolta mi sono assicurato prima che non ci sia alcun impegno sportivo nel mezzo».

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