Gioco
L’addio di Lenti alla PL. «È stato tutto fantastico. Ecco perché ci siamo separati»
Il pivot riparte da Mestre: «La mia intenzione era quella di restare ma dopo pochi giorni ho capito che la società aveva idee diverse»
LIVORNO. Questo matrimonio non s’ha da continuare. No, non siamo sul lago di Como e i protagonisti non sono Renzo e Lucia. Siamo a Livorno, con Giovanni Lenti e la PL. Una storia che negli ultimi due anni ha regalato soddisfazioni a entrambi, portando il pivot tra i top del girone e regalando alla società biancoblù il simbolo per il proprio popolo. L’ultimo flash vissuto insieme è il tap-in di Lenti in gara 3 contro Mestre, il punto più alto di questa avventura che, dopo aver toccato il culmine, è giunta al termine.
Un colpo di scena forse inaspettato, che di sicuro ora è realtà. Lenti andrà a Mestre e la PL ha preso Pagani come pivot. «Se me lo avessero detto dopo gara 3? Beh, non me lo sarei aspettato – commenta il livornese classe 1996 -. Come ho già detto attraverso questo giornale, mi avrebbe fatto piacere restare. Era ovvio che servivano riflessioni da una parte e dall’altra, ma due mesi fa pensavo che la percentuale di una permanenza fosse più alta di quella dell’addio».
Come ha vissuto quelle settimane in attesa di una chiamata?
«Ho capito subito che la direzione era un’altra quando sapevo che per altri giocatori del roster erano iniziate le manovre per le riconferme, mentre per me non si era fatto sentire nessuno. Io volevo restare, la trattativa poteva essere immediata per trovare dei compromessi. Appena sono passati pochi giorni, ho capito».
Il mercato della PL è girato molto intorno a Lo Biondo. Quando è uscita la sua riconferma, lei non aveva ancora l’accordo con Mestre. Poteva attendere gli sviluppi?
«Se qualcuno vuole Lenti, l’unico vincolo che deve esserci è relativo alla trattativa sul contratto personale. In ogni caso essendo stata una scelta tecnica, anche se avessi aspettato non sarebbe finita in modo diverso».
Che sensazioni prova dopo questa separazione?
«Mi dispiace, è ovvio. Ho visto tantissimo affetto da parte della gente sui social e questo può solo farmi piacere. Ho sentito tanta riconoscenza, da parte di un ambiente che mi ha stimato come persona e come giocatore. Un aspetto che non può che aumentare il mio rammarico. Un po’ di amaro in un bocca per non poter continuare questa storia c’è».
Cosa le lasciano questi due anni?
«Tanto. Sono cresciuto molto e vado via più maturo come uomo e migliorato come giocatore. Sono grato e riconoscente alla PL per avermi permesso di giocare per due anni nella mia città, davanti a un pubblico incredibile, senza eguali in serie B. É sempre stato il mio sogno giocare per una tifoseria del genere. Ho avuto la possibilità di fare un campionato di vertice, è stata una tappa importantissima nel mio percorso».
Il ricordo più bello?
«Quel canestro allo scadere con Mestre, senza pensarci due volte».
Con Cardani che rapporto ha avuto?
«Buonissimo, sia a livello umano che cestistico. Ho sempre riconosciuto sia l’apporto fondamentale della squadra sia il merito del suo lavoro nella mia crescita e nei miei risultati. Dopo il rendimento positivo dello scorso anno, mi aspettavo una fine diversa».
Adesso ha scelto Mestre.
«Quando abbiamo giocato contro nei playoff, ho percepito un ambiente organizzato, con una struttura di alto livello e questo mi è stato confermato quando ho parlato con coach Ciocca e tutta la dirigenza. É una società con ambizioni di vertice e di promozione in breve tempo, come la PL, quindi resto sullo stesso livello. Giocare per provare a vincere era quello che volevo».
Si annuncia una serie B tosta.
«Esatto. Il girone è molto competitivo e ci sono tante squadre di spessore. Anche per me a livello personale sarà una sfida importante. Non ci sono più squadre materasso e ogni settimana sarà una battaglia. Per me sarà interessante capire come riuscirò a confrontarmi con questo livello».
Per adesso niente confronto con la PL, due gironi diversi. Le sarebbe piaciuto affrontarla?
«Indifferente. Accetto questa cosa come mi sarebbe andato bene essere nello stesso girone».
Magari vi date appuntamento ai playoff.
«Eh, chissà. Sarebbe sicuramente un’opzione affascinante».
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