Il Tirreno

Livorno

L’intervista

Nuoto, Sara Franceschi in versione mondiale. «In Giappone per stupire ancora»

di Andrea Masini
Sara la figlia del tecnico Franceschi (Foto Masini/Silvi)
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Sara la figlia del tecnico Franceschi (Foto Masini/Silvi)

La campionessa livornse gareggerà nei 200 e 400 misti: «Voglio giocarmi le mie carte»

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LIVORNO. Matura e consapevole. Sara Franceschi, 24 anni compiuti lo scorso primo febbraio, al trofeo Settecolli di fine giugno ha abbassato ulteriormente il già suo record italiano nei 200 misti. E adesso si presenterà a Fukuoka (Giappone) – sede della XX edizione dei campionati mondiali di nuoto dal 23 al 30 luglio – con la voglia di stupire e soprattutto di dimostrare che la medaglia d’argento nei 400 misti, conquistata al Mondiale in vasca corta di Melbourne (Australia) , non è stata affatto una causalità, anzi. In un’intervista rilasciata a Il Tirreno, subito dopo il record del Foro Italico, la stessa campionessa livornese aveva dichiarato senza mezzi termini che «le americane e le australiane sono forti, ma le classifiche stagionali dicono che lo sono anche io. E quindi pure loro dovranno temermi».

Franceschi, finalmente ci siamo. Il Mondiale di Fukuoka è alle porte. È pronta per stupire?

«Sì, e non vedevo l’ora. Fortunatamente non ho dovuto rincorrere la qualificazione, avendola già timbrata lo scorso aprile agli Assoluti di Riccione. Sembrerà strano, ma dopo due Olimpiadi (Rio de Janeiro e Tokyo) parteciperò per la prima volta a un Mondiale in vasca lunga e per questo ho l’adrenalina è a mille. Vengo da una medaglia importante in corta, di conseguenza l’obiettivo sarà quello di fare un bel risultato anche in lunga».

Nel suo programma 200 e 400 misti: in quale distanza, secondo lei, la finale è più abbordabile.

«Ho preparato entrambe le distanze e in tutte e due figuro tra le dieci migliori prestazioni stagionali; ho la 6°/7° nei 400 e l’8° nei 200. Il primo obiettivo è centrare le finali, poi eventualmente ci divertiremo».

Le americane, ai trials statunitensi disputati a fine giugno a Indianapolis, non si sono certo risparmiate.

«Avendo un bacino enorme dal quale attingere, ogni anno propongono atlete da medaglia. A Fukuoka ritroverò la Walsh e la Douglass che ho già affrontato a Melbourne lo scorso inverno, mentre nei 400 misti ci sarà la Grimes. Pazzesco, una ragazzina del 2006. Poi non dimentichiamo le australiane, le giapponesi che in casa vorranno fare benissimo e ovviamente la canadese Summer Mc Intosh, la più forte e destinata a migliorare il record del mondo».

Per lei, dopo due Olimpiadi, sarà appunto il primo Mondiale in vasca lunga. Ma alla prima uscita iridata in corta è riuscita a mettersi al collo uno splendido argento. Bel segno, no?

«Melbourne è stata la ciliegina su un 2022 incredibile, dove ho vinto pure il bronzo agli Europei di Roma e due ori ai Giochi del Mediterraneo. È stato tutto un po’strano, ma al tempo stesso bellissimo. Tuttavia, senza nulla togliere alla vasca da 25 metri, adesso voglio giocarmi le mie carte anche nella vasca da 50 metri e, ripeto, so che posso farlo».

Ha lavorato davvero tanto negli ultimi due anni, compiendo il definitivo salto di qualità. A cosa è dovuta questa maturazione nell’ultima anno?

«Alla consapevolezza; prima mi allenavo bene e non riuscivo a trasformare il mazzo che mi faccio ogni giorno in risultati. Diciamo che adesso, invece, ho trovato il mio equilibrio grazie anche al mio staff ed è anche per questo che alla vigili di un appuntamento così importante ci tengo a citare uno per uno questi professionisti: il mio allenatore, nonché banbbo Stefano, il mio nutrizionista Luca Di Tolla, il preparatore fisico Luca Trotta e lo psicologo Andrea Pecciarini, oltre naturalmente alla struttura di San Rossore Sport Village sempre al mio fianco».

 

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