Gioco
Matteo Ciampi in missione mondiale. «Entrare in due finali, poi chissà»
Sarà in acqua nella staffetta azzurra della 4x200 e nei 400 stile: «Al Settecolli sono passato troppo forte ai duecento. Alla fine ero senza forze»
LIVORNO. Uomo squadra, se ce n’è uno: Matteo Ciampi non manca a un appuntamento internazionale dal 2018.
Non importa se in vasca lunga o in vasca corta, l’allievo di Stefano Franceschi – il campione è da otto anni in forza alla Livorno Aquatics – ha sempre messo le mani sulla qualificazione e anche stavolta ha timbrato il cartellino, strappando il pass per i Mondiali di Fukuoka (Giappone) ; per lui si tratterà del terzo campionato del mondo in vasca lunga, dopo la finale nei 400 stile libero nuotata lo scorso dicembre a Melbourne (vasca da 25 metri) e la medaglia di bronzo con la 4X200 stile libero.
L’obiettivo è quello di conquistare due finali e poi giocarsi tutto sia in staffetta che nella gara individuale.
Ciampi, anche stavolta – seppur con un pizzico di ritardo – ha conquistato la cuffia azzurra. Soddisfatto?
«Ogni anno l’obiettivo minimo è quello di partecipare alla manifestazione più prestigiosa, in questo caso il Mondiale giapponese. Ci sono riuscito, ancora una volta, e questo non può che rendermi orgoglioso. Non sono, invece, del tutto soddisfatto delle gare di Roma, al Settecolli, dove in particolare nei 200 stile libero mi aspettavo di nuotate più veloce».
A proposito del Settecolli. Ci racconti del 400 stile libero: prima parte di gara sotto al record del mondo, poi cosa è successo?
«Mi sentivo bene, benissimo direi. E forse, proprio per questo, ho abusato un po’delle sensazioni positive; oggettivamene sono passato ai 200 metri fortissimo, che è comunque una mia caratteristica. Però 1’49 è davvero forte e infatti, negli ultimi 100 metri, sono venute a mancare le energie e la brillantezza per chiudere bene. Spero di rifarmi in Giappone. Parteciperò al mio terzo Mondiale in vasca lunga e in tal senso vorrei ringraziare l’Esercito, che mi sostiene e mi aiuta a raggiungere questi prestigiosi traguardi. Far parte della Forza Armata e del Centro Sportivo Olimpico dell’Esercito è per me un grande onore, una “maglia” di cui vado profondamente fiero».
Possiamo tranquillamente dire che è il “veterano” della 4X200, a medaglia anche lo scorso dicembre in Australia. Quanto sarà difficile ripetersi in vasca lunga?
«Più che difficile, difficilissimo. Saranno presenti le migliori nazioni del pianeta, dall’America all’Australia ma attenzione pure alla Corea del Sud, mentre a Melbourne siamo stati bravi ad approfittare di qualche assenza pesante. Detto ciò, in primis punteremo ad entrare in finale e poi daremo battaglia fino all’ultima bracciata. Quando sei là non si sa mai cosa può succedere e durante le staffette ci siamo sempre esaltati».
Nuoterà anche i 400 individuali a Fukuoka?
«Sì, e spero di aver imparato la lezione. Scherzi a parte, gareggiare anche individualmente è sempre un piacere e stimolante. La staffetta è un gioco di squadra, ma il nuoto di base è uno sport individuale e quindi non vedo l’ora di migliorarmi».
Chi sarà, secondo lei, il protagonista azzurro e in generale a questi Mondiali, dove non ci saranno né l’ungherese Milak né Caeleb Dressel?
«Guardando in casa nostra vedo in Thomas Ceccon, Nicolò Martinenghi e Gregorio Paltrinieri concrete possibilità di medaglia. Mi aspetto poi exploit e record dal francese Leon Marchand e mi auguro con tutto il cuore che possano affermarsi anche i miei compagni di squadra, Sara Franceschi ed Alberto Razzetti, perché ne hanno le capacità e risultato nelle top 10 stagionali dei misti».
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