Il Tirreno

Livorno

L’intervista

Basket: «Saccaggi sarà il nostro straniero e vedrete una Libertas da corsa»

di Giulio Corsi
Basket: «Saccaggi sarà il nostro straniero e vedrete una Libertas da corsa»

Coach Andreazza: «L’arrivo di Tozzi ci farà giocare di più in contropiede Ricci resta, siamo arrivati primi su Raivio ma lui voleva stare a Legnano»

8 MINUTI DI LETTURA





Marco Andreazza, ci siamo lasciati la notte del 4 giugno, nei corridoi del PalaBasletta, sudati, stanchi, tristi dopo una battaglia durissima con Vigevano. Che ha fatto da allora?

«Abbiamo fatto i complimenti a Vigevano che dopo averci eliminato è andata in A2 con grande merito, vincendo anche il gironcino di Ferrara. Siamo usciti al termine di quattro battaglie contro una squadra che poi è andata su. Non è un rammarico né un motivo di presunta soddisfazione ma un dato di fatto: l’annata è stata dispendiosa e ci è mancato un qualcosina per arrivare al gran ballo. Ma bisogna accettare il verdetto, le partite con Vigevano, al di là degli scarti, sono state combattute».

E poi?

«Abbiamo iniziato a confrontarci con la società e a fare valutazioni a 360 gradi, per capire le strategie».

Il mercato si sta accendendo, ma in casa Libertas per ora è arrivato un volto nuovo (Tozzi), una conferma (Bargnesi) e una uscita (Sipala, oltre a Maralossou e Agostini). C’è un po’ di stasi nei movimenti amaranto?

«È voluta. Abbiamo deciso di puntare sul nucleo storico che ha dato tanto, che si è abituato a giocare in una piazza come Livorno, che ha un anno in più ma lo ha anche a livello di conoscenza reciproca. Questa è una squadra che ha vinto una regular season».

Quando parla di nucleo storico intende che anche Ricci resta?

«Sì. E ne siamo felici».

C’è voluto qualche giorno per l’accordo.

«Amos voleva rimanere perché si sente parte di questa squadra e di questa società, sarebbe rimasto anche se fosse partito dalla panchina. Noi avevamo l’uscita e ci siamo esposti per tenerlo, lui poteva rispondere tre giorni dopo e ci ha detto che sarebbe rimasto con grande motivazione e voglia».

È arrivato Tozzi, giocatore che i libertassini ricordano bene perché due anni fa all’andata nel match tra San Miniato e Maurelli fece 22 con 8 su 9 da due e 2 su 4 da tre. Chi lo conosce lo descrive come uno che avrebbe tranquillamente potuto giocare in A2 se avesse lasciato la Toscana. Ci racconta che giocatore è?

«Diverso da Sipala, più imprevedibile, ha più abilità con la palla in mano. Dovrà calarsi nel nostro sistema. Lo cercavano in tanti ma lui voleva fortemente venire alla Libertas. Sa fare più cose, può attaccare in palleggio, giocare senza palla, ha la doppia dimensione ed è abituato a difendere nei sistemi di San Miniato, dunque sa cosa vuol dire difendere. Io l’ho sempre seguito in questi anni, due stagioni fa aveva fatto la finale con San Miniato ed è stato votato come uno dei migliori lunghi del campionato. L’anno scorso è stata un’annata altalenante per la sua squadra, la sua voglia di rivalsa e di rimettersi in gioco ci ha invogliato ad andare avanti con la trattativa. Per noi era quello che poteva sostituire al meglio Andrea».

Capitolo straniero: arriva, non arriva, vi tenete la cartuccia a gennaio?

«Lo straniero non arriva. E tanti non lo prenderanno. Se veramente uno vuole prendere un giocatore importante si va su cifre fuori dalla portata della maggior parte delle società. Qualcuno l’ha già inserito come Legnano che ha firmato Nik Raivio, su cui eravamo arrivati molto prima degli altri».

E cosa è successo?

«Ci ha ringraziato, ma ci ha detto che avrebbe finito la carriera a Legnano dove l’ha cominciata. Per un giocatore così la società avrebbe fatto uno sforzo, ma per prendere giocatori che non conoscono il campionato, che vengono dall’altra parte del mondo, abbiamo ritenuto fosse meglio non incasinarsi. Siamo a posto così, se cammin facendo avremo la necessità di intervenire – speriamo di no – valuteremo se farlo con un italiano o uno straniero».

Dunque il mercato è quasi completato?

«No. Stiamo cercando di potenziare la rosa in altri due tasselli. Cerchiamo giocatori che abbiano un minimo di esperienza nei senior, non talenti delle giovanili, bisogna essere profondi se vogliamo arrivare alla fine, dove arrivano le squadre che si allenano meglio e hanno i roster più equilibrati».

Con la firma di Ricci e una coppia di guardie “leggere” come Amos e Saccaggi pensa che serva un cambio a Lucarelli che forse è mancato l’anno scorso?

«Sì e infatti è uno dei due tasselli mancanti. Lo stiamo cercando tra i profili giovani, atletici e che abbiano un minimo di esperienza. Lo stesso vale per il cambio di Fantoni».

Potreste pescare dalle nidiate già svezzate di Borgomanero, Alba, Casale e dintorni?

«Vogliamo situazioni non mordi e fuggi ma per le quali lavorare con un percorso almeno biennale. Cerchiamo anche in categoria superiore tra gente che non ha avuto spazio (sembra fatta per il 2004 Gregorio Allinei, quest’anno a Pistoia, ndr), dobbiamo metter dentro giocatori che abbiano tastato cosa significa giocare campionati senior, ma comunque giovani che ci permetteranno di risparmiare qualcosa sui parametri, perché dieci parametri senior è meglio non affrontarli. Tra gli obiettivi c’è la sostenibilità economica che non ci porti ad aver sorprese a fine anno».

La linea della continuità, che in diversi avevano suggerito come policy, a partire da Walter De Raffaele, nasce dalla convinzione che questo gruppo possa crescere ancora o da certi contratti biennali che in qualche modo vi hanno incanalato (o incastrato)?

«Da entrambe le cose. Nel momento in cui i contratti vengono stipulati sai che, nel bene o nel male, su quei giocatori devi fare affidamento anche per la stagione successiva. Ma il fatto che questa sia stata una squadra compatta fino all’ultimo ci fa ben sperare, in questi campionati il valore viene fuori soprattutto dalla forza del gruppo. Nel rispetto della sostenibilità puntiamo sulla continuità. Entriamo in una stagione delicata, andiamo ad affrontare un campionato nuovo e la riforma del lavoratore-sportivo che potrebbe influire sulla gestione economica».

La conferma di Bargnesi si porterà dietro un incremento del suo minutaggio?

«Sarà sempre il campo a determinare il minutaggio. Sicuramente abbiamo un giocatore che non è più un giovane under che veniva da una squadra, la Sangiorgese, che si era salvata a gara cinque dei playout. Andrea, con le sue prestazioni, ha pian piano aumentato il minutaggio, tenuto in mano la squadra in un contesto di compagni e ambiente importante. Mi aspetto un giocatore che metta ancora un miglioramento che è nelle sue possibilità».

Ha parlato testa a testa con tutti i singoli?

«Ho parlato con ognuno dei ragazzi per ringraziali subito dopo i playoff e poi per capire alcune cose e per comunicare a chi non era confermato la fine del rapporto. È un compito ingrato ma mi piace farlo personalmente. Ora li sto risentendo tutti in attesa di dare a ognuno i compiti delle vacanze».

A Saccaggi che ha detto o che dirà?

«Che per noi è un giocatore fondamentale: per il ruolo che ricopre, per la qualità che ha e anche per il contratto, essendo quello più pagato insieme a Fantoni. Ha un dovere morale di presentarsi al raduno tirato a lucido, il suo è un ruolo veramente importante: dove gli altri mettono lo straniero, noi abbiamo deciso di mettere lui. Saccaggi sarà il nostro straniero».

Il finale di stagione però è stato in evidente calo. Lei che lo conosce bene ritiene che abbia i mezzi fisici e mentali per riscattarsi e tornare il vero Saccaggi?

«Me lo auguro anche se non ho bacchetta magica né sfera di cristallo. Da quando ha iniziato ad avere problemi alla schiena è stato gestito in maniera impeccabile dalla società e ha ricambiato con un lavoro attento. Da novembre in poi è stato un rincorrere, sempre in gestione. Nel momento in cui ha cominciato a star meglio si è iniziato a giocare ogni due giorni e abbiamo fatto una serie contro Desio dove gli si appiccicavano alle mutande con difese tattiche incentrate su di lui. Con Vigevano non è stato solo lui a corto di energie, ma un po’ tutti. Voglio ricordare che le ultime cinque partite di regular season sono state un playoff anticipato per noi. Andrea sa che questi 40 giorni che mancano all’inizio del precampionato sono fondamentali per il recupero psico-fisico e per farsi trovare più pronto nella consapevolezza che il campionato sarà comunque lungo».

Che Libertas sta immaginando? Quanto diversa dell’anno scorso?

«La difesa è il mio marchio di fabbrica e resterà il punto di partenza per tutto. Avere una rosa più lunga e un giocatore di raccordo come Tozzi può dare imprevedibilità e allungare la squadra in transizione e contropiede. Tozzi è uno che può condurre il contropiede in palleggio, come faceva a S. Miniato».

Vedremo una Libertas da corsa dunque rispetto a quella che spesso frenava per giocare a difesa schierata?

«Per concretizzare meglio il lavoro difensivo svilupperemo un gioco in transizione più efficace dell’anno scorso quando ci rifugiavamo sempre in azioni manovrate a metà campo. Dunque in alcuni momenti sarà più da corsa, anche se, mi conoscete, io dico sempre che le partite importanti si vincono da metà campo e da stanchi».

La domanda sull’obiettivo è prematura forse ma va fatta. Si proverà a far meglio dell’anno scorso?

«Le promesse le fanno i marinai. Far meglio significa perdere due partite in campionato... L’obiettivo è provare a vincere più partite possibili, dar tempo al campionato di decantare come un buon vino, capire la formula, conoscere gli avversari. Noi dobbiamo essere onesti sapendo che portiamo in dote qualcosa di importante e che vogliamo mantenere l’entusiasmo dei tifosi».

Venucci e Bonaccorsi restano?

«Sì e saranno ufficializzati a breve. Per il resto ci saranno cambiamenti. Mi dispiace per Bruni che ha dato tutto l’anno scorso ma ha fatto altre scelte».


 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web