Il Tirreno

Livorno

L'intervista

Greta la campionessa: «Il segreto? Fare sì che gli scacchi restino un gioco»

Stefano Taglione

	La campionessa Greta Viti, 13 anni
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La campionessa Greta Viti, 13 anni

La tredicenne livornese, vincitrice agli italiani di Tarvisio under 14, ha imparato a Fucecchio, dove prima abitava: «Successo per caso in quarta elementare»

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LIVORNO. «Anche se sto raggiungendo risultati importanti per me gli scacchi restano un gioco. Chiaramente sono molto contenta di aver bissato il successo dello scorso anno. Ma sono stanchissima, l’ultima partita è stata veramente un disastro e ho vinto approfittando di un errore della mia avversaria, che è stata comunque bravissima, dopo che a mia volta avevo sbagliato in apertura. Se il titolo non fosse arrivato non sarebbe stato un dramma, già essere alle finali nazionali è fantastico».

La livornese Greta Viti è la regina di scacchi. Dopo che un anno fa ha trionfato al campionato italiano giovanile under 12, due giorni fa si è ripetuta in Friuli Venezia Giulia, ai tricolori di Tarvisio, vincendo con un perentorio 8 su 9 e concedendo solo un punto alle avversarie nel più complicato under 14, dove la classe 2010 se le doveva vedere anche con ragazzine di un anno più grandi di lei e con maggiore esperienza sulle 64 caselle.

Greta, questa è stata una vittoria veramente sofferta.

«All’ultimo turno ero stanchissima, ho sbagliato subito. Però, grazie a un errore della mia avversaria, sono riuscita a recuperare e a darle scacco matto. Se avesse mangiato un pedone con la donna, anziché come ha fatto con il pedone, avrei potuto anche darle la mano e abbandonare, perdendo il primo posto. Non sarebbe stato un dramma, perché sarei comunque arrivata seconda e l’argento nazionale è un risultato super».

Figurarsi la vittoria

«Assolutamente».

Ora può scegliere se giocare l’Europeo o il Mondiale.

«Come ho fatto l’anno scorso sceglierò l’europeo, che si disputerà in Romania a settembre. Il Mondiale, invece, sarà in Italia: giocando in casa potrei farli entrambi. Ma lo deciderò fra qualche mese, non c’è fretta».

Come e quando ha iniziato a giocare?

«Alle scuole elementari. Prima vivevo a Fucecchio e mi ricordo che in quarta-quinta elementare venne un istruttore, non ricordo neanche il nome, che ci insegnò a giocare. Frequentavo la Carducci, è da lì che mi sono appassionata».

Poi con la sua famiglia si è trasferita a Livorno.

«Sì. Ho iniziato a giocare con mio babbo, poi quando lo battevo sempre sono passata al circolo e il 9 gennaio del 2021 ho preso la prima lezione dall’istruttore livornese Maurizio Soventi. Ora però, per almeno una settimana, di scacchi non ne voglio nemmeno sentire parlare. Sono stanca».

Quali saranno i prossimi tornei?

«L’Europeo sicuramente, qualcosa anche prima in preparazione. Deciderò più avanti».

I suoi compagni di classe e amici cosa le hanno detto dopo il bis tricolore?

«Lo hanno saputo naturalmente e si sono complimentati. Io vado in terza media a Montenero, mi fanno molto domande, spero che anche loro si appassionano agli scacchi. Magari possiamo giocare insieme». l


 

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