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«Squadra-famiglia e tifosi super. Impossibile lasciare la Libertas»

di Fabrizio Pucci
«Squadra-famiglia e tifosi super. Impossibile lasciare la Libertas»<br>

Andrea Bargnesi e il rinnovo del contratto. «A Livorno ho vissuto un anno fantastico. Dopo Vigevano ancor più voglia di migliorare, abbiamo lasciato qualcosa in sospeso»

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LIVORNO. “Andrea Bargnesi c’è”. Inizia con questa affermazione secca e decisa il post con cui la Libertas ha annunciato la conferma del playmaker di Fano.

22 anni compiuti a gennaio, Bargne ha rinunciato a qualche sirena proveniente dalla A2 per sposare il progetto amaranto: «Decidere di rimanere nella Libertas anche quest’anno – ha subito voluto sottolineare - non è stato per niente difficile».

Perché?

«Semplice: appena arrivato a Livorno, l’estate scorsa, ho percepito un calore che non si trova in tutte le città e una solidità che non appartiene a molte società. Sul piano del coinvolgimento emotivo il calore e l’affetto dei tifosi nei confronti miei e della squadra sono cresciuti in modo esponenziale durante il campionato. Ditemi voi se non si fa fatica a lasciare un ambiente come questo».

Per la prima volta l’anno scorso ha giocato in un club ambizioso. Come si è trovato in questa dimensione nuova?

«La stagione appena passata mi è servita molto a crescere. Il miglioramento c’è stato dal punto di vista tecnico, ma anche personale. Ho avuto il privilegio di avere come compagni di squadra persone meravigliose ancor prima che grandi giocatori e posso assicurarvi che questo fa tutta la differenza del mondo. E poi siamo stati una famiglia fin dal primo giorno di ritiro a Castelnuovo Garfagnana».

Che cosa è mancato per fare il salto in A2?

«Abbiamo incontrato una grande squadra. Vigevano non a caso a Ferrara ha festeggiato la promozione. Sicuramente resta il rammarico di aver perso un’occasione per regalare un’altra gioia al nostro pubblico e alla società, ma lo sport è anche questo: si stringe la mano all’avversario e si torna a lavorare per fare meglio».

A proposito di fare meglio. Cifre alla mano il suo rendimento ai playoff è stato superiore a quello della stagione regolare. Significa che ha personalità...

«Sa che non sono il tipo di giocatore che guarda le cifre? Sono un caso rarissimo, ma sono fatto così».

Allora ci pensiamo noi. In regular season ha tirato da 2 con il 45%, nei playoff è salito al 48%. Da 3 è passato dal 29 al 47%...

«Fa piacere, ma l’assunto è un altro: cerco sempre di dare il massimo per aiutare la squadra e quest’anno ho imparato che si può essere utili alla causa in tanti modi e non solo facendo canestro. Certo, se poi la palla entra anche più spesso nel cesto ben venga».

L’anno prossimo la B Nazionale sarà un campionato diverso da quello appena vissuto. Che sensazioni ha?

«La prossima stagione è un’incognita per tutti. È un campionato nuovo di zecca in cui sarà sicuramente portata più in alto l’asticella delle difficoltà e delle ambizioni di molte squadre».

Tra queste ci sarà la Libertas, ovviamente…

«Ho appena parlato di incognita, ma una certezza ce l’ho: noi ci faremo trovare pronti a tutto. Un mese fa abbiamo lasciato qualcosa in sospeso e ora abbiamo il desiderio di riprovarci».

Ora? Ma se è ancora tempo di vacanze…

«In effetti sono a casa nella mia Fano. Dopo il matrimonio del nostro capitano Francesco Forti sono tornato a casa, ma studio e mi alleno. Quello di vacanza è un concetto un po’ blando. Per questo le ho detto che ho e abbiamo già voglia di riscatto dopo l’epilogo della passata stagione. Non vedo l’ora di tornare in raduno».
 

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