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Livorno, altro incontro con Protti ma non ci sono spiragli: ora l’addio è ufficiale

di Alessandro Bernini
Livorno, altro incontro con Protti ma non ci sono spiragli: ora l’addio è ufficiale

Se ne va un pezzo di storia: Esciua svela i due ruoli che gli aveva proposto in società

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LIVORNO. Se ne va un pezzo della nostra storia. E anche un pezzo del nostro cuore. Le strade di Joel Escia e di Igor Protti si separano, non quelle di Protti e del Livorno che sono tutt’uno a prescindere dall’esserci fisicamente o meno. Perché Protti è e resta “il Livorno”. Come Cristiano Lucarelli.

L’ultimo atto è andato in scena ieri mattina. Igor ed Esciua si sono incontrati ma è stato più altro un saluto meno amaro dell’ultima volta, c’è stata almeno una stretta di mano. Ma non si è davvero mai riaperto uno spiraglio per vedere di nuovo Igor in amaranto.

Le parole del presidente

Anche Esciua ha confermato che Protti non resterà in società. «No, Igor Protti non rimane. Lui per me rappresentava l’uomo di fiducia all’interno del Livorno, una persona onesta, che vuole bene a questa maglia. Ho fatto di tutto perché rimanesse e ho anche lasciato una porta aperta, ma lui mi ha sempre detto che non vuole fare il Ds. É vero, forse lui non è un Ds classico ma la mia visione del calcio è diversa, io avevo ragionato su dinamiche future».

Poi Esciua aggiunge: «Parlandoci ho davvero sentito che dentro di lui non si sente questo ruolo, però se uno non ci prova... Di certo da parte mia, lui avrebbe avuto un ruolo di riferimento, quindi la fiducia c’era».

Poi il presidente svela un altro particolare. «L’altro ruolo che ho offerto a Protti era quello di Club manager, però subordinato alle scelte di ds di allenatore, Lui voleva essere uomo spogliatoio, ma nell’anno appena finito c’erano troppe persone lì dentro. Igor è quello che probabilmente aveva meno colpe di tutti: ha accettato il ruolo di direttore generale senza farlo e sono sicuro che se avesse fatto il direttore sportivo il Livorno avrebbe finito con una classifica migliore».

La scelta di Protti

Igor ha scelto il silenzio, per ora preferisce non parlare. Perché comunque, per lui, il Livorno va davanti a tutto. E di certo non avrebbe voglia di polemiche.

La sensazione è che la rinuncia al ruolo di Direttore sportivo sia stata dettata proprio dall’amore per il Livorno. Perché evidentemente non riteneva di avere le conoscenze per essere la persona migliore per il Livorno in questo ruolo. In un mondo del calcio nel quale tutti ormai accettano di far tutto pur di andare alla cassa, il “no grazie” di Igor va letto comunque come un gesto nobile. D’altri tempi.

Lui è sempre stato un valore aggiunto di personalità e di valori. Questo ha dato in campo. Questo ha dato da dirigente. Sempre. E bene. Ci mancherà Igor. Ecco perché se ne va un pezzo della nostra storia. E anche un pezzo del nostro cuore.
 

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