Gioco
Consigli per gli acquisti in Russo: «Ecco cosa devono fare Pielle e Libertas il prossimo anno»
Il tecnico livornese: «La stagione? Positiva, ma entrambe sono arrivate senza benzina. LL riparti dai 4 big più Saccaggi, alla PL terrei Lenti, Lo Biondo, Rubbini e Almansi»
LIVORNO. Un paio di settimane fa ha concluso la sua missione annuale: ha portato la sua Cassino alla promozione in B Nazionale, battendo con relativa facilità (3-1) Sala Consilina al play-in Un risultato per niente scontato, visto che è stato ottenuto con un budget risicatissimo e rilanciando quello che ormai è un suo pretoriano, Flavio Gay, ai vertici della classifica marcatori del suo girone con 17 punti a gara. Ora Roberto Russo è a Ferrara per gustarsi le final four promozione, ma accetta volentieri di parlare del campionato che sarà anche se i punti di incertezza generali sono ancora parecchi.
«Eh sì – conferma – conosciamo i nomi di quasi tutte le 36 squadre ma non sappiamo ancora la formula, non sappiamo quante promozioni ci saranno, quante retrocessioni. Addirittura non sappiamo nemmeno la suddivisione in gironi: fino a poco tempo fa sembrava scontata quella classica in due gironi da 16, ora si sta parlando di tre gironi da 12 in un’ottica di contenimento delle spese di trasferta. Quello che sappiamo è che sarà un campionato durissimo, ancora di più di quest’anno, sia da un punto di vista tecnico che economico»
Perché più duro?
«Il perché è presto detto. Da un punta di vista tecnico, se prima avevo 64 squadre e adesso ne ho 32 è chiaro che ho selezionato le migliori, quelle con i giocatori migliori e quindi con i contratti più onerosi. Non ci saranno più le squadre fatte da soli under già condannate alla retrocessione prima di cominciare, anzi non ci saranno più gli under obbligatori anche se potrà esserci un ristoro economico per chi li farà giocare. Ma intanto dovrà pagarsi il parametro anche per i 2002 e 2003 che invece con la regolamentazione precedente venivano considerati appunto under mentre ora sono equiparati a tutti gli altri. Si potranno fare squadre di tutti senior, ovviamente più costose. In più ci sarà da fare i conti anche con gli oneri contributivi. Quello che è certo è che un contratto che l’anno scorso costava 40, quest’anno costerà, come minimo, 48».
Vogliamo parlare un po’delle livornesi?
«Prego. . .»
Un voto, un giudizio, qualcosa. Lei di solito non è uno che ha peli sulla lingua.
«Direi che da un punto di vista organizzativo e di struttura entrambe abbiano fatto un buon lavoro anche se Libertas e Pielle per prime sanno che altro c’è da fare. Hanno riportato quasi 3.000 persone a domenica al PalaMacchia, 8.000 ai derby. Voto altissimo, sotto questo profilo».
E da un punto di vista tecnico?
«Chiariamo subito che entrambe hanno ottenuto quanto volevano da questo campionato: la B Nazionale subito, un posto nei play-off. Ma mi è sembrato che entrambe siano arrivate agli appuntamenti decisivi con le pile un po’scariche».
Partiamo dalla Libertas.
«Ha finito la regular season con 4 punti in più di Vigevano ma a Ferrara sono andati gli altri, dopo un 3-1 che non ha ammesso repliche. Addirittura c’è stato un qualche rischio anche contro Desio, una squadra che in stagione aveva perso ben 11 volte. Segno che la condizione fisica e mentale era un po’in calando».
E la Pielle?
«Negli ultimi due mesi aveva perso buona parte della brillantezza che l’aveva contraddistinta per il resto della stagione. Era diventata una squadra prevedibile per gli avversari, sempre favoriti nell’intasare l’area. Gli infortuni hanno pesato moltissimo, questo è innegabile, ma qualche equivoco tecnico c’è stato».
E allora, visto che Livorno difficilmente si accontenta anzi chiede sempre di salire più in alto ci dica dove interverrebbe, per migliorare. Cominciamo dalla Libertas
«Non voglio fare la parte del grillo parlante. É chiaro che molto dipenderà dal budget che ognuna avrà a disposizione. Diciamo che non mi priverei mai di uno come Fantoni anche se è chiaro che a 38 anni andrà gestito nel minutaggio. Terrei Fratto, Lucarelli, Ricci. E credo che anche Saccaggi abbia parecchio da dire e da dare».
E l’americano in che ruolo lo mettiamo?
«Perché, è obbligatorio prenderlo? » .
Obbligatorio no...
«Appunto, andiamoci piano. È un terreno molto accidentato, quello».
Bene, veniamo alla Pielle.
«Vorrei tenere Lenti, Lo Biondo, Rubbini e Almansi. Ma so che c’è un discorso di biennali in atto».
Già, perché tutti questi biennali? Prima non era così...
«Perché entrambe le squadre, per rendersi appetibili agli occhi dei giocatori migliori, e anche del pubblico, hanno parlato di obiettivi importanti, a medio-lungo termine. E a quel punto entrano in gioco i procuratori, che sanno fare il loro mestiere. Ah sì? Hai un programma triennale? Allora il contratto facciamolo di due o tre anni. Semplice no? » .
Non abbiamo parlato di Loschi e Piazza...
«Loschi può ancora dare moltissimo. La sua seconda assenza la Pielle non è riuscita a ammortizzarla. Ma non sarà pronto prima di gennaio. Ci vorrebbe un sostituto a gettone, è una questione di budget. Piazza è un grande giocatore ma ormai gli infortuni non gli fanno fare vita e la squadra ne risente. Lo terrei accanto a un altro giocatore di livello nel suo stesso ruolo in modo da potergli chiedere meno minuti a partita ma di altissima qualità. In quel caso potrebbe essere decisivo».
Bene, grazie. Un’ultima cosa. Roberto Russo cosa farà?
«Mi piacerebbe restare a Cassino e continuare il lavoro incominciato. Ma vorrei una stagione tranquilla, senza dover contare il centesimo. Speriamo che se ne creino i presupposti».
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