Gioco
La gioia amaranto di Palumbo: «Torno nel mio Livorno. È l’emozione più grande»
Ricoprirà il ruolo di team manager: «Ricevuti oltre 200 messaggi, anche da Andreazzoli e Bennacer»
LIVORNO. Quando durante la conferenza stampa di martedì scorso, Joel Esciua ha annunciato Gianni Palumbo come team manager, tra i tifosi non ci sono stati dubbi. É la scelta giusta. L’uomo giusto al punto giusto, un profilo di grande esperienza, innamorato del Livorno, che potrà portare il proprio contributo alla causa amaranto.
Così come fece per sette anni a inizio carriera, dal 1992 al 1999, proprio con il ruolo di team manager del Livorno. Quindi il passaggio ad Ascoli e poi la lunga esperienza di Empoli, durata 17 anni, prima nel florido settore giovanile azzurro e poi in prima squadra, con sei campionati di Serie A e quattro di Serie B. Infine, il Pontedera in Serie C e la Pro Livorno Sorgenti, al fianco dell’amico Paolo Stringara.
Un girovagare per l’Italia che a distanza di 24 anni lo ha riportato a casa, all’Armando Picchi. «Il presidente mi ha chiamato lunedì sera per dirmi che mi avrebbe annunciato ufficialmente durante la conferenza stampa del giorno dopo. Ecco, lunedì notte non ho dormito. Questo penso possa bastare per dare l’idea di quanto sia emozionato di tornare nel Livorno».
Il presidente Esciua che impressione le ha fatto?
«Abbiamo fatto tre colloqui prima che decidesse di darmi questa opportunità. Per quello che ho visto è un uomo molto intelligente, meticoloso e appassionato. Sta aspettando qualche giorno in più per fare le scelte perché non vuole sbagliare e, lo ha detto lui stesso, perché punta a profili importanti. Serve solo un po’ di pazienza».
Al suo annuncio come team manager sui social sono comparsi centinaia di commenti positivi.
«Mi è arrivata una serie incredibile di messaggi, più di 200 nel giro di tre giorni. Non me l’aspettavo. Anche persone che non conosco personalmente mi hanno scritto, è stata un’ondata di affetto che può solo farmi piacere».
Qualcuno più inaspettato di altri?
«Mi ha chiamato mister Andreazzoli, con cui sono stato a Empoli, ma abbiamo un rapporto eccezionale. Ho ricevuto un messaggio da Paolo Giovannini e perfino da Bennacer. L’ho visto crescere, un ragazzo d’oro. Sono piccole cose che mi testimoniano di aver lasciato qualcosa come persona e ciò mi rende orgoglioso».
Cosa porterà il suo arrivo a Livorno?
«Sono un’umile pedina che cercherà di portare il proprio mattoncino alla causa, niente di più. Ci sono tanti aspetti organizzativi da curare e su cui stiamo già lavorando. Di sicuro il mio bagaglio di esperienza, grazie a quello che ho imparato da un maestro come Marcello Carli e tanti altri, potrà aiutarmi, ma a fare la differenza saranno il direttore generale e il direttore sportivo. Sono sicuro che il presidente sceglierà persone di valore assoluto. Sia come uomini che come professionisti».
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