Gioco
Esciua predica pazienza: «Datemi fiducia e un po’ di tempo, non voglio qui profili da serie D»
Livorno: il neopresidente amaranto ufficializza il team manager. Confermata la rottura con Igor Protti
LIVORNO. Un’ora e mezzo di conferenza. Proprio come una partita di campionato, di quelle dove vedi passaggi, cross, qualche bella azione ma alla fine il risultato resta 0-0. Ci si aspettava il nome dell’allenatore e del Ds come annunciato nei giorni scorsi dallo stesso Joel Esciua ma evidentemente qualcosa è andato storto: speriamo solo nei tempi e non nella sostanza.
Ma su questo JE ha voluto rassicurare: «Datemi fiducia e ancora un po’ di tempo. Se avessi voluto prendere un allenatore e un direttore sportivo di serie D, adesso sarebbe già qui da giorni, forse da settimane. Se ancora non c’è, è perché voglio un profilo di categoria superiore. E allora serve un po’ più di tempo». Ecco, in una conferenza che alla fine non lascia molta carne sul piatto, questa è senza dubbio la frase che tiene vivo l’ottimismo perché il concetto è giusto: un allenatore di serie D che viene a Livorno lo trovi in un quarto d’ora e si paga pure il viaggio. Se aspettare vuol dire scegliere bene, aspettiamo ancora qualche giorno senza far drammi. Purtroppo è invece confermata la rottura con Igor Protti.
La società
«Sono qua dal 12 aprile, poi il mio ingresso ufficiale è avvenuto il 5 maggio. In questi ultimi due mesi ho lavorato giorno e notte per il Livorno. Bisogna creare qualcosa di solido per un periodo minimo di 5 anni, perché questa società non può più vivere del passato ma ha bisogno di fondamenta per guardare al futuro. In questa serie D dobbiamo essere come Marco Pantani, ci sono delle montagne che vanno superate a tutta velocità.
Allenatore e Ds
Niente annunci e niente nomi. Non la butta neanche in corner Esciua, proprio evita il pallone. «I nomi devono essere associati a un percorso vincente, datemi fiducia e ancora un po’ di tempo. Se volevo andare su nomi di serie D, avevo già fatto tutto. Ma non voglio e non bisogna farsi prendere dall’ansia. Quante società di serie D hanno preso allenatori o direttori sportivi di categoria superiore? Nessuno. Io invece guardo lì, alla categoria superiore, e quindi è chiaro che bisogna essere bravi ad aspettare il momento giusto per strappare il “sì” giusto».
Non c’erano sedie vuote accanto a JE, l’unica era quella occupata dal presidente onorario Fernandez. Fino all’ultimo è rimasto il dubbio se magari Obbedio fosse stato presentato ma anche la casella di Ds è rimasta ufficialmente vuota. La domanda che viene da porsi è: ma a questo punto l’allenatore lo sceglie Esciua o aspetta prima di prendere il Ds? «Lo sceglieremo insieme io e il Ds. Ho guardato almeno 70-80 profili di allenatori, quindi penso di conoscere quelli che sono i profili giusti. Ma è giusto scegliere confrontandosi con il Ds».
Dunque cosa salterà fuori? La nostra sensazione è che alla fine potremmo avere un nuovo Livorno con Pagliuca allenatore, Obbedio direttore sportivo e Tosto direttore generale.
La rottura con Igor
Nota dolente. Esciua conferma che non c’è stato accordo con Protti e dunque al momento le due strade si sono separate. «Con Protti mi sono confrontato per mesi, con nessuno come con lui ho condiviso pensieri e strategie. Due mesi fa ho detto che voglio che il Livorno abbia una struttura snella ed efficace, mentre qui ho trovato un puzzle». Poi JE fa la sua ricostruzione: «Ho chiesto a Protti cosa vuole fare. Pochi vogliono bene al Livorno come lui. E lui mi piace perché sa essere discreto, mantiene sempre la riservatezza. Lo scorso anno nella forma ha fatto il Direttore Generale ma nella sostanza non ha mai fatto il Dg per come lo intendo io. Lui non era coinvolto in nessun aspetto extrasportivo e anche in quello sportivo era coinvolto in modo saltuario. La domanda che ho posto a Protti è: qual è la posizione giusta per te? Da parte mia è difficile giudicare il suo lavoro, lui ha accettato il ruolo Dg senza esserlo».
Poi aggiunge: «Ho offerto due posizioni a Igor, uno a livello sportivo e una più a livello societario. La carica sportiva (di direttore sportivo, ndr) gliel’ho proposta tante volte, mi è sembrato anche sul punto di dire ok invece poi non ha accettato. E io non voglio che quando arriveranno ds e allenatore ci sia il rischio che non sia definito bene cosa deve fare ciascuna persona». Ma il ruolo di Protti è sempre stato quello di portatore sano di livornesità, sangue amaranto nelle vene dello spogliatoio. In quello ha rappresentato per tanti anni un valore aggiunto. Possibilità di ricucire? Difficile. «Ma la mia porta è sempre aperta, Igor lo sa».
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