Gioco
Basket, la maledizione di Paolo Orsini: derubato prima degli Europei non parte con la nazionale over 50
Il giocatore livornese vittima di un furto in palestra non è riuscito a partire con i compagni per il Portogallo: «Vi racconto la mia odissea, ma andrò comunque»
LIVORNO. Una maledizione azzurra. È quella vissuta in queste ore da Paolo Orsini, 52 anni, giovanili nella Pielle degli anni d’oro con Paolo Cianfrini allenatore, mito delle minors di basket e titolare della palestra Salus di via del Vigna. Elemento quest’ultimo non secondario per raccontare l’odissea sportiva e personale che sta vivendo in queste ore. Orsini, è la premessa, figura tra gli undici convocati da parte di coach Maurizio Surico per la nazionale italiana Over 50 che domenica 11 giugno esordirà in Portogallo, ad Albufeira, contro l’Ungheria, nella prima giornata del campionato Europeo Open. Ma Orsini, in questa stagione all’Us Livorno in Promozione, non sarà in campo con i compagni che forse, se tutto andrà bene, raggiungerà solo lunedì 12 giugno. Colpa di quello che è successo venerdì sera, prima della partenza fissata dall’aeroporto di Bologna per il giorno successivo.
A raccontare quello che è successo, con tanta marezza, è lo stesso Orsini. «Ero nella sala pesi della palestra intorno all’orario di chiusura. Mia moglie si è allontanata un attimo dall’ufficio per fare una commissione e in quella frazione di secondi qualcuno è entrato e ha rubato il mio portafoglio». Dentro, oltre ai contanti e alle carte di credito bloccate poco dopo, c’era soprattutto la carta d’identità da mostrare il giorno successivo al gate per prendere il volo con il resto della squadra di cui, tra gli altri, fanno parte l’ex Basket Livorno Alejandro Gomez e il capitano, ex Scafati, Pino Corvo.
«Dal momento in cui ho capito che non avevo più la carta d’identità è cominciata un’odissea che non è ancora finita». Impossibile, visto che il volo da Bologna era fissato per le dieci, andare all’ufficio anagrafe (tra l’altro di sabato) e fare il documento prima. Così Orsini, insieme al compagno di squadra della nazionale Over 55 Marco Aprea, è andato comunque a Bologna per cercare di partire. «Per prenotare l’hotel e tutti i servizi legati alla nazionale avevo inviato la fotocopia della carta d’identità. Nel frattempo sono riuscito a fare la denuncia e ho provato a salire comunque a bordo spiegando la situazione». Purtroppo, dopo ore di ping pong tra la polizia della dogana di Bologna e i referenti della compagnia area, Orsini è dovuto restare a terra. «Nessuno si è preso la responsabilità di farmi volare con solo la fotocopia del documento», racconta. Così il giocatore è tornato a Livorno, ma non si è dato per vinto. «Nell’ultimo mese mi sono allenato tanto per esserci - racconta - ero contento della convocazione, la maglia azzurra è sempre la maglia azzurra e non avendola mai indossata prima non voglio rinunciare a farlo oggi. Così ho prenotato un volo da Pisa per domani mattina, prima andrò all’ufficio anagrafe a fare la carta d’identità». Poi se tutto andrà per il verso giusto potrà raggiungere i compagni. E realizzare il suo sogno. Alla faccia della sfiga che stavolta gli ha fatto un brutto canestro in faccia.
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