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Basket playoff

Libertas ancora spalle al muro. Uno scatto per andare alla bella

di Fabrizio Pucci
Fratto Lucarelli
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Fratto Lucarelli

Alle 18 a Vigevano Fantoni e soci si giocano tutto: reset è la parola chiave

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LIVORNO.  Con le spalle al muro. Un’altra volta. Mai che la Libertas possa godere di una serie playoff serena e senza sussulti che – quantunque sia un’eventualità rara – era, è e sarà nelle corde di questa squadra. Eppure, come nella lunga battaglia poi vinta contro Desio, anche stavolta gli amaranto hanno compiuto un percorso in salita. Nel turno precedente furono sorpresi dalla atipicità della squadra di Gallazzi. Adesso dalla altissima intensità della Elachem. Una intensità spalmata per tutti i 40’ e che non cala praticamente mai. A calare invece è quella della Libertas. Il terzo quarto di gara-1, il secondo quarto di gara-2, il secondo e il terzo di gara-3 sono lì, impietosi, a certificare questa differenza.

Reset

E’ la parola più ricercata su Google dai tifosi della Libertas. Reset. Reset dopo gara-1 e gara-3 con Desio, dopo gara-1 e gara-3 con Vigevano. La Libertas deve provarci di nuovo. Senza mostrare stanchezza, senza mostrare il minimo segno di cedimento perché quelli della Elachem sono come gli squali che sentono una molecola di sangue su un miliardo a un chilometro di distanza. I gialloblù sono lì pronti a stappare lo spumante per brindare all’approdo alle finali di Ferrara. Le bottiglie sono in fresco e la Libertas ha un solo modo per mandarle in frantumi: giocare da Libertas.

Macchina da canestri

In altri termini la squadra amaranto deve difendere duro nel pitturato – ma in quella fetta di campo tutto sommato i ragazzi di Andreazza se la cavano – ed uscire velocemente per impedire agli esterni (ma anche ai lunghi) vigevanesi di sparare dalla distanza con quella frazione di secondo di vantaggio che li mette in ritmo.

Venerdì sera la Elachem ha sfiorato il 50% da 3: roba che neanche la miglior Jugoplastika. Il problema è che i gialloblù non si scoraggiano neanche se falliscono le prime due o tre conclusioni. I numeri dicono che nelle tre partite di finale Vigevano ha provato la bellezza di 97 tiri da 3 a fronte dei soli 85 da 2. E che quando la Libertas ha costretto gli avversari ad avvicinarsi a canestro, ha vinto. In sostanza c’è una macchina da canestri da fermare. Con le buone o con le cattive anche perché quella di oggi alle 18 è l’ultima chiamata. E’ la sfida senza appello. Se Vigevano vince il riso va in cottura.

A tutta forza

C’è una sola via per espugnare il PalaBasletta: giocare in modo ruvido. E non abbandonare mai quell’atteggiamento. E’ infatti acclarato che alla minima incertezza, Vigevano salta addosso agli amaranto. In gara-1 è risalita da -9, in gara-2 da -13 e in gara-3 da -10. Questo significa che comunque i margini per provare a scappare, ci sono tutti. E’ la tenuta mentale, più che fisica, a far difetto alla Libertas in questa serie. Pare che Vigevano sia più solida di testa e questo spaventa alla vigilia della partita decisiva. Venerdì avrebbero dovuto tremare i Lomellini, vieppiù che si erano trovati sono nel punteggio. E invece a smarrirsi è stata la LL. E questo è un lusso che gli amaranto non possono più permettersi.

Spalle al muro

Come accaduto a Desio, ma come si è già verificato in almeno un paio di altre circostanze durante la stagione, la Libertas ha una grande capacità: quella di rialzarsi nei momento più delicati. A questa volontà d'acciaio si appellano i tifosi che saliranno questa mattina a Vigevano con la grande speranza di riportare a Livorno la serie. Sarà durissima, perché il PalaBasletta sembra inespugnabile. Sembra...

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