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Viva, carica, pronta all’assalto. Ora è una Libertas che ci crede

di Fabrizio Pucci
Viva, carica, pronta all’assalto. Ora è una Libertas che ci crede

Andreazza: «Reazione da grande squadra». E domani sera c’è subito gara-3

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LIVORNO. La Libertas c’è. È viva ed è pure un osso duro. Le risposte arrivate da gara-2 di finale sono inequivocabili. Vigevano è squadra forte e solida, ma gli amaranto non sono da meno: dopo tutto la banda di Andreazza non ha vinto la stagione regolare per caso.

Casa dolce casa

Il ritorno a casa, nel 'grembo materno' di un PalaMacchia gremito, ha giovato al gruppo che si è presentato sul parquet con gli occhi della tigre. Il 27-14 con cui la LL ha mandato in archivio i primi dieci minuti sono la radiografia dell’impeto libertassino che avrebbe messo alle corde qualsiasi avversario.

Nel secondo quarto c’è stato un calo preoccupante nella misura in cui ha ricordato quello accusato a Piombino e che di fatto consentì ai gialloblù di prendersi gara-1. Stavolta, però la Libertas ha tenuto botta e alla distanza ha piegato la resistenza degli uomini di Piazza, tornati sulla terra quanto a percentuali del tiro da tre e tenuti a 70 punti. Ecco: aver vinto gara-2 dopo lo spavento del secondo quarto è un merito doppio se non triplo. Il successo è di spessore e deve essere il viatico per il prosieguo della serie.

Mani addosso

La chiave di volta, come è facilmente intuibile, è stato l’atteggiamento che ha prodotto una difesa aggressiva e tosta che ha concesso pochissimi tiri aperti ai Lomellini. Le immagini che riassumono la notte del PalaMacchia sono le stoppate rifilate da Jacopo Lucarelli, ma anche un tiro libero di Laudoni che non solo non è arrivato al ferro, ma quasi neanche alla retina. Proprio il tatuatissimo lungo vigevanese con un mortifero e per lui inusuale 4/5 da tre aveva prodotto rimonta e allungo degli ospiti tra il secondo e il terzo quarto. Martedì sera, invece non c'è stato pane secco né per lui, né per gli altri gialloblù che però le hanno provate tutte pur di restare in partita fino all'ultimo, segno che hanno birra in corpo, grinta e talento.

La reazione

A fine partita Marco Andreazza, dopo aver torturato le proprie vocali, ha quasi sussurrato: «La nostra è stata una reazione da grande squadra». In effetti c’erano tutti i presupposti affinché la Libertas si sciogliesse: la fatica generata dalla settima partita in quindici giorni, si sommava alla pressione di dover vincere a tutti i costi contro una squadra in stato di grazia, riposata il giusto e gasata dal successo in gara-1. Invece gli amaranto non si sono sciolti. Hanno sfruttato i lunghi e ritrovato i piccoli. Fantoni è stato chirurgico dal campo. Fratto ha battuto il record di permanenza in campo (37’) e con la consueta doppia doppia (23 punti + 12 rimbalzi) ha spaccato la partita. Fondamentale, però, è stato anche il contributo degli esterni. Saccaggi ha ritrovato la mira e Bargnesi ha giocato da…Bargnesi. Tutti, però, nessuno escluso hanno portato il proprio mattoncino per la vittoria.

E non è possibile passare in secondo piano l’assenza di Lucarelli espulso dopo un minuto e mezzo dell’ultimo quarto per via di un antisportivo e un tecnico presi in rapida successione e che ha limitato le rotazioni a disposizione di Andreazza nella fase più delicata della partita.

Il break

Fin qui tutto bello, quasi perfetto. Lo sarebbe completamente se non ci fosse quel break incassato in gara-1 e che va assolutamente restituito in una delle sue prossime sfide al PalaBasletta, pena l’eliminazione dalla serie finale. Si può fare? Certo, il coefficiente di difficoltà è altissimo, al punto che un tuffo di Louganis al confronto è una semplice siuski fatta dal trampolino dei Fiume. Ma gli amaranto sono gente di mare e ci proveranno fino all’ultimo secondo dell’ultima sfida.
 

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