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Livorno

Basket: Serie B

Libertas, è l’ora della verità. «Ecco cosa serve per battere Vigevano»

di Fabrizio Pucci
Nella foto i giocatori della Libertas abbracciati e alle loro spalle i tifosi amaranto (Foto Masini/Silvi)
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Nella foto i giocatori della Libertas abbracciati e alle loro spalle i tifosi amaranto (Foto Masini/Silvi)

Domenica 28 amggio il via alla serie di finale: avversari più freschi dopo aver passato il turno con facilità. Coach Andreazza: «In difesa grande durezza e in attacco muovere tanto la palla»

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LIVORNO.  Finale atto primo. Senza un attimo di sosta, senza quel riposo che invece ha baciato Vigevano, abile a sbarazzarsi di San Vendemiano 3-0 in semifinale. La Libertas invece arriva a questa nuova sfida con il fiato grosso. Desio è stato un osso duro. Ha spremuto gli amaranto sul piano fisico e mentale perché i Brianzoli erano squadra da corsa e tatticamente atipica. Sulla questione delle energie rimaste nel serbatoio si potrà obiettare che le vittorie abbassano il livello dell’acido lattico in circolo e che la garra può sopperire alla fatica, ma nei fatti, proprio la differenza di freschezza (a prescindere dal fattore campo), designa Vigevano come favorita per questa serie. Da questo punto di vista Andreazza non è convinto: «I favori del pronostico vengono fuori soltanto durante la serie e non prima».

Pericolo Lomellino

La Elachem è squadra fortissima e abituata a giocare a certi livelli. Basti pensare che quella che si appresta a giocare è la seconda finale playoff consecutiva. L’anno scorso i gialloblù persero 3-2 con quella Cividale che invece al primo turno aveva rifilato un netto 3-0 alla Libertas. Attenzione, però. Quella era un’altra Libertas, reduce da una stagione piena di guai. Adesso c’è una squadra di granito che nelle difficoltà ha trovato le risorse per sbocciare. E che ora affronta Vigevano a testa altissima. Quella di coach Piazza è una squadra completa che abbina talento a fisicità. Giocatori del calibro di Laudoni, D’Alessandro, Broglio, Strautmanis non hanno paura di nulla e di nessuno. Notevole anche il pacchetto dei piccoli con Peroni, Rossi e Benites. In sostanza i Lomellini hanno due giocatori per ruolo e questo fa di loro una squadra completa e profonda. Non solo. La Elachem sta attraversando un periodo di forma smagliante certificato non solo dal brillante approdo in finale, ma pure da un’altra considerazione. Da quando è scivolata a Borgomanero, alla terzultima di campionato, ha vinto facile con la Pielle e ha espugnato Omegna prima di asfaltare San Vendemiano. Piazza ha trovato la quadra e i suoi ragazzi non sembrano più essere soggetti a cali di tensione.

Tutti insieme

Sul versante amaranto la parola chiave è consapevolezza. Consapevolezza della fatica accumulata nella serie con Desio, ma anche della propria forza e – per dirla con un termine abusato in quest’epoca – della propria resilienza. Una convinzione amplificata da un’altra certezza: al fianco della Libertas ci saranno i tifosi. Saranno tanti, carichi, pronti a sostenerla nei prevedibili momenti di difficoltà. Questa finale va giocata – e possibilmente vinta – tutti insieme. Nessuno escluso.

Parole del coach

Marco Andreazza alla vigilia come sempre fa esercizio di realismo: «Rispetto alla partita con Desio abbiamo un piccolo vantaggio: conosciamo il nostro avversario. I giocatori si sono affrontati più volte e a livello di caratteristiche individuali ho poco da dire ai miei ragazzi». L’uomo di Montebelluna individua la partita più delicata: «È gara-1. Non dobbiamo farci trovare impreparati. Non dobbiamo pensare che loro sono più freschi. Servirà un approccio difensivo di grande durezza e compattezza, perché con Vigevano non si può pensare di vincere sei si gioca più duri e compatti di loro. In attacco dobbiamo muovere la palla contro la loro fisicità e capire velocemente dove dono in vantaggi: più tieni la palla ferma, più vai nel loro campo». l
 

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