Gioco
L’ultima spiaggia è in Brianza, ma la vera Libertas può farcela
A Desio gli amaranto si giocano tutto, in arrivo cento tifosi. Serviranno prima di tutto nervi saldi, concentrazione, la capacità di non cadere nelle provocazioni
DESIO. Il mesto ritorno a Livorno per gli oltre cinquanta Sbandati che sono arrivati in auto e pulmini fino a Desio si è trasformato già in voglia di rivincita. Stamani il popolo amaranto ripartirà alla volta della Brianza, per una Santa Giulia diversa, fatta di tensione ma anche di speranza. La speranza di vedere la vera Libertas.
Si giocherà alle 21, di nuovo al PalaFitLine anziché al PalaMoretto, fortino della Rimadesio durante la regular season, dove inizialmente era programmata la partita. È una buona notizia, visto che nel vecchio palazzetto Desio non perdeva da quattro mesi (ultimo ko il 28 gennaio con Mestre) e a livello di ambiente sarebbe stata dura, mentre in gara-tre, giocata nella dispersiva cattedrale del PalaFitLine, il pubblico livornese si è sentito più di quello locale.
Nervi saldi
Serviranno prima di tutto nervi saldi, concentrazione, la capacità di non cadere nelle provocazioni. L’episodio accaduto sabato sera a Ricci è emblematico: Amos è stato vittima di un fallo invertito e della trappola di Fioravanti, giocatore che sguazza nelle provocazioni, come Caglio e Molteni. La sensazione dal campo (e anche rivedendo le immagini) è che la guardia livornese neanche abbia toccato l’avversario – che già un attimo prima, nella stessa azione, si era buttato a terra simulando un altro fallo ad opera di Ricci –, ma il gesto della testata è stata una ingenuità che doveva essere evitata. Poi, a nostro avviso, il tuffo da attore di Fioravanti doveva essere punito con un tecnico, ma è deprimente ormai parlare del livello arbitrale visto quest’anno, che anche nei playoff conferma di dimostrarsi non all’altezza di una serie B dall’alta qualità tecnica e dall’altissimo profilo agonistico.
Gli appena due falli subiti da Fratto, letteralmente massacrato in area, sono un altro scandalo.
L’ultima spiaggia
La squadra di Andreazza sa bene che stasera è attesa dalla guerra, una battaglia vivere o morire. È la prima volta che la Libertas si trova di fronte a una partita del genere, sebbene in qualche modo anche il derby di ritorno abbia rappresentato un bivio simile, così come gara-due di playoff sul neutro di Piombino. Due esempi non a caso, perché è nella faccia e nell’approccio che gli amaranto hanno avuto contro Pielle nel giovedì di Pasqua e cinque sere fa al PalaTenda che sta la chiave per uscire da quest’incubo playoff iniziato la scorsa settimana col ko in gara-uno contro una Desio che si è rivelata a tutti gli effetti l’avversario più ostico che potesse capitare per l’atipico basket che pratica, fatto di velocità, intensità, blocchi ciechi che sabato più volte hanno regalato liberato i brianzoli in area, lunghi che tirano da fuori (messa la museruola a Maspero, ci ha affossato Giarelli con una serie impressionante di canestri dalla media), difese miste davanti a cui i nostri giochi hanno balbettato. Non ci sono vie di mezzo stasera: la Libertas deve vincere per riportare la serie in parità e giocarsi in gara-cinqueil pass per la finale playoff (campo e data da definire dopo il ko di Piombino).
La stagione
In ballo c’è anche il bilancio di una stagione intera, perché è vero che l’obiettivo minimo (i playoff e la partecipazione alla B1 dell’anno prossimo) è stato centrato, ma fermarsi al primo turno sarebbe una delusione, per i tifosi, per gli sponsor, per la società. Chi vince la regular season (e la Libertas l’ha fatto con autorevolezza e merito) si porta dietro anche il dovere di andare un po’ più avanti del primo turno.
Società presente
A proposito di società sabato sera a Desio, in prima fila, a far sentire il sostegno agli amaranto c’erano Gianluca Botta e Giuseppe Arrabito, soci importanti della Fondazione. Stasera, tra gli altri, sono attesi anche il presidente Luca Colò e Yann Inghilesi.
Subito dietro alla panchina amaranto si sono posizionati invece il presidente Roberto Consigli, con la sciarpa degli Sbandati, e il diesse Gianluca Mannucchi. Ieri mattina a mezzogiorno, in albergo, il pres ha voluto incontrare la squadra per trasmettere fiducia, carica e chiedere di giocare da Libertas.
50mila euro di danno
I tifosi sono stati una delle poche note felici di gara-tre. Dopo l’esodo di Piombino, anche sabato si sono compattati per sostenere la squadra. E stasera potrebbero essere addirittura cento. Ma se dal punto di vista emotivo la maxi squalifica del PalaMacchia sembra superata, i fattacci di domenica 14 maggio restano un colpo molto pesante per la società, che in termini di sponsor e biglietteria ha perso attorno ai cinquantamila euro. Andare a gara-cinque (e in finale con Vigevano) è importante anche per questo, per non ritrovarsi l’anno prossimo con le prime due partite casalinghe da giocarsi in campo neutro.
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