Il Tirreno

Livorno

Basket: Serie B

La favola della PL: trionfo sulla sirena. E adesso la serie con Mestre è riaperta

di Alessandro Bernini
La favola della PL: trionfo sulla sirena. E adesso la serie con Mestre è riaperta

Vittoria incredibile: Lenti all’ultimo secondo segna il tap-in che abbatte Mestre. Tifo pazzesco e alla fine esplode la gioia biancoblù, domani subito gara-quattro

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Belli da morire. Belli da impazzire. Belli da crederci. Sì, da crederci. Perché dopo aver vinto la partita di ieri, una speranza ce la teniamo. Nella testa e nel cuore. Una partita pazzesca, vinta, persa, ri-vinta all’ultimo secondo, con un tap-in pazzesco di Giovanni Lenti a 2” dalla fine che ha regalato la vittoria in un PalaMacchia esploso. Avranno sentito il boato anche da Salviano.

Una partita memorabile. Che riporta la Pallacanestro Livorno sul 2-1 e ora domani sera c’è gara-quattro sempre al PalaMacchia. Sarà l’ennesimo sold out. Lo merita questa squadra. Che senza Loschi e Piazza ci ha messo l’anima per non uscire. Non voleva uscire davanti ai propri tifosi.

Tutti immensi. dal primo all’ultimo. M igliore in campo Lo Biondo che nell’ultimo quarto ha messo i canestri decisivi, ma come si fa a non nominare un pazzesco Almansi, il leone Lenti, la tigre Campori, il gallo Rubbini che dopo una partita in apnea ha segnato il canestro della parità sul 70-70. Belli. Bellissimi.

Una favola di 10 minuti

Quello che è successo nel primo tempino è roba da libri del basket. Sapete con quali percentuali ha chiuso la PL? 6/8 da due e 6/7 da tre, con 4/4 di Giampy Almansi. Avrebbe fatto canestro da 8 metri anche il team manager Riky Masini. Grande circolazione di palla, scelte di tiro perfette, poi oh, il resto è imponderabile. E stavolta l’imponderabile si trasforma in una macchina da canestri. 31-20 al 10’e PalaMacchia che viene giù a ogni missile sparato.

Il timore è “quanto durerà”? Ma nel secondo quarto la PL non molla un millimetro, alza l’asticella dell’intensità difensiva, domina a rimbalzo (21-13 all’intervallo) , continua a martellare in attacco e un canestro pazzesco di Almansi da tre punti all’ultimo secondo, in arretramento, con 14 uomini addosso, fissa il risultato sul 50-35 col popolo piellino che esplode nell’ennesimo boato.

Quel 12-0

La botta in testa però è dietro l’angolo e lascia stordita la PL. Le percentuali al tiro iniziano a calare, la zona di Mestre diventa peggio di un rebus per esperti di enigmistica e il terzo quarto è un incubo senza fine. Da 53-38 si va a 53-50, Cardani cambia uomini a raffica ma la PL ha perso il filo e non lo ritrova. Una bomba di Paoli illude (56-50) , Mestre però fa canestro da ogni parte, sorpassa (57-58) e scappa via alla fine del terzo quarto (57-63) . Una frazione maledetta da 7-28.

Tutto d’un fiato

Si decide tutto negli ultimi 10’anche perché la PL piazza subito un 8-0 e mette di nuovo il muso avanti (65-63) , con D’Ercole che sbaglia la bomba del +5. É Rubbini a 1’30” dalla fine a firmare la parità in entrata (70-70) , di là allo scadere dei 24” segna Conti (70-72) . Lo Biondo va dentro e fa 72-72 a 58” in un PalaMacchia che è una bolgia. Gli arbitri ci mettono lo zampino con un fallo inesistente di Rubbini, dalla lunetta 2/2 di Conti (72-74) ma la PL non molla, Lo Biondo segna ancora da sotto attaccando il ferro (74-74 a 37” dalla fine) . Palla a Mestre, il tiro se lo prende Rossi che sbaglia, restano 26”. Rubbini palleggia, va dentro, sbaglia, tap-in di Campori sbagliato, arriva il tir Lenti e il suo tocco fa sprofondare la palla dentro la retina. É il trionfo. Meritato. Stupendo.

Perché ricordatevelo: la PL non muore mai.
 

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