Gioco
Libertas, difesa, sacrificio e gambe: «Siamo entrati nella testa di Desio»
Abbassate le percentuali degli avversari. Domani in campo per gara-3
LIVORNO. La Libertas ha rimesso le cose a posto. Ha trasformato in furore tecnico e agonistico la rabbia per sconfitta in gara-1 ed è tornata a giocare da Libertas. Così la Rimadesio - almeno quella vista mercoledì sera al PalaTenda di Piombino - non ha avuto scampo. E neanche la versione scintillante dei brianzoli - apprezzata domenica al PalaMacchia - lo avrebbe avuto. Ma tant’è. Il break l’ha piazzato la squadra di Gallazzi e ora gli amaranto devono vincere almeno una delle prossime due sfide in Lombardia per rimanere nella serie.
Testa e gambeNon è tanto la vittoria in sé ad aver tecnicamente rimesso in carreggiata Forti e compagni: è il modo in cui Desio è stata spazzata ad avere un peso specifico enorme. A caldo Marco Andreazza ha ammesso: «Con questa vittoria siamo entrati nella testa dei nostri avversari». Già: la testa. Desio domenica scorsa è arrivata a Livorno completamente libera da pensieri. D’altronde che cosa aveva da perdere? A questo va aggiunto il valore dei brianzoli allenati benissimo dal debuttante Edoardo Gallazzi. Perché dopo l’infortunio del play titolare Fumagalli, ha fatto di necessità virtù concedendo fiducia (ripagata alla grande) a Tornari e l’onere di portare il pallone nella metà campo avversaria ai propri lunghi. Dalla centrifuga tattica è uscita una squadra ancora più imprevedibile e da corsa che però, adesso, qualche pensiero ce l’ha.
E questa può e deve essere la chiave con cui domani sera alle 20, 30 la Libertas deve aprire il PalaFitLine di Desio. Facile e difficileMercoledì sera la Libertas ha fatto una passeggiata, ma l’irrisoria facilità con cui è stata pareggiata la serie non deve indurre nessuno ad abbassare la guardia. In questo senso è di nuovo fondamentale il lavoro psicologico di Andreazza che ieri ha concesso il giorno libero alla squadra, proprio per scongiurare un burnout emotivo ai suoi ragazzi che hanno vissuto una settimana sulle montagne russe: preoccupati dopo gara-1, sereni (ma non paghi) dopo la seconda partita. Il bello dei playoff è che ad ogni partita tutto viene resettato: nel male, come successo dopo la sconfitta di domenica, e nel bene come accade adesso. Insomma: se ci sono concetti particolarmente sfumati, in questo giochino, sono quelli del facile e del difficile: «È una partita di scacchi», ha ammesso Andreazza mercoledì sera.
La lezioneL’altra sera, però, ha lasciato in eredità una certezza che deve essere il caposaldo sul quale completare la rimonta nella serie. La certezza è la difesa. Se la Libertas mantiene l’intensità vista mercoledì (e per la verità per tutto il campionato) , sporca le medie di Desio, gioca con maggiore serenità i possessi, aumenta le proprie percentuali e inibisce contropiede e transizioni dei brianzoli. Si chiede troppo? No: si chiede abbastanza, ma’si può fare’, perché la Libertas ha nel proprio Dna l’intensità difensiva. Il fattore campoAlla vigilia di gara-2 c’era il timore che la pesante squalifica del PalaMacchia e la migrazione a Piombino fosse un ulteriore zavorra che si sommava allo 0-1 nella serie. Nei fatti, invece, il PalaTenda è stato un valore aggiunto. I tifosi amaranto presenti per sostenere la squadra erano almeno 900: tantissimi se si conta la copertura televisiva e la collocazione oraria (le 21) di un giorno feriale. Non solo.
La società Golfo Piombino e i suoi tifosi hanno accolto gli sportivi amaranto con simpatia e hanno permesso un rapidissimo ambientamento a dirigenti e squadra che si sono sentiti praticamente a casa. È il bello del basket. Se la Libertas dovesse andare avanti nei playoff, sa di aver trovato un’altra roccaforte.
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