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Calcio: Serie D

Livorno, i primi passi da presidente di Joel Esciua: casa, direttore sportivo e il piano rilancio

di Alessandro Lazzerini
Livorno, i primi passi da presidente di Joel Esciua: casa, direttore sportivo e il piano rilancio

L’obiettivo è vincere subito il campionato: ecco tutti i passaggi. Intanto il finanziere brasiliano ha già preso in considerazione alcune soluzioni abitative, valutandole con la moglie nell’interesse della famiglia e dei figli

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LIVORNO.San Paolo, Milano, Bruxelles, Parigi e Londra. Bastano alcune delle città in cui Joel Esciua ha vissuto e lavorato nel corso della sua vita per capire che si tratta di vero e proprio giramondo. Ma Livorno – direbbe Toccafondi – è diversa ed Esciua sta portando avanti con sempre maggior insistenza e concretezza la ricerca di una casa in città.
Il finanziere brasiliano ha già preso in considerazione alcune soluzioni, valutandole con la moglie nell’interesse della famiglia e dei figli, ma in ogni caso la sua volontà è chiara: vuole mettere le proprie radici in città. Questo perché è fermamente convinto che per avere una gestione vincente serva stare vicini alla squadra, alle questioni di campo e quelle extra campo, e avere la supervisione sulle varie decisioni che verranno prese.
È un appassionato di calcio e il proprietario della società, oltre che innamorato di Livorno, come dargli torto? Nella sua vita, come detto, ci sono tantissime città e nazioni. Originario di San Paolo, in Brasile, ha conseguito tre lauree triennali tutte nell’ambito economico-finanziario a Parigi.
Da lì l’ingresso nel mondo del lavoro con ruoli di prestigio in banche francesi, olandesi e australiane fino al ruolo di amministratore delegato della Renaissance Capital e della Russian Investimenti Bank e all’arrivo a Londra, la città cardine della sua vita soprattutto negli ultimi anni. Abita nel quartiere Kensington, uno dei più ricchi e attraenti della metropoli londinese, ed è tifoso del Fulham, squadra che segue abitualmente in Premier League. Ma adesso ha scelto Livorno.
Oltre alla squadra, la città, che ha visitato, ad esempio con il giro in battello in Venezia, conoscendone la storia, e di cui ha apprezzato le bontà culinarie, con la cena nel dicembre scorso al ristorante Romito per il suo compleanno. In questi mesi ha osservato la città e anche la squadra.
Nelle ultime settimane in particolare ha avuto colloqui con tutti i tesserati amaranto e fatto tantissime valutazioni che gli torneranno utili in questi giorni, quelli delle prime decisioni, forse le più importanti per la pianificazione della prossima stagione. Tra tutte c’è quella del nuovo direttore sportivo.
«Ho stretto il cerchio dei papabili, ho un paio di incontri anche tra poco – ha detto qualche istante dopo la firma nel tardo pomeriggio di ieri -. I tempi? Intorno ai dieci-quindici giorni, ma dipende dal futuro della stagione. Se andiamo ai playoff dobbiamo aspettare e anche alcuni dei candidati sono ancora impegnati in sfide importanti sul campo. Spero che ci siano altri quindici giorni, perché vorrebbe dire che siamo arrivati in fondo ai playoff». In caso di vittoria agli spareggi, si potrebbe aprire un piccolo spiraglio per un ripescaggio in Serie C. Di sicuro questo porterebbe il Livorno nel limbo tra le due categorie, una situazione già vissuta in questi anni e che si è rivelata molto penalizzante in fase di mercato.
«Se vincessimo i playoff, basterà valutare le altre candidate in base ai criteri disposti dalla Figc e conoscere la nostra posizione in graduatoria, in modo poi da programmare il futuro. Di sicuro il fatto che abbiano posticipato i playoff di Serie C, invece, porta avanti la stagione di alcuni candidati ai vari ruoli».
Le ambizioni di Esciua sono chiare dal primo giorno: vincere la Serie D è imperativo. Per farlo è probabile che punti su uomini esperti della categoria, che sappiano come si vince in D, oppure su profili di categoria superiore ma comunque di esperienza. In questi giorni però, oltre alle questioni tecniche, il finanziere brasiliano ha preso informazioni su qualsiasi aspetto che riguardi il Livorno, in particolare la questione delle strutture. Esciua ha già un accordo con il Coni, ma sta valutando anche altre opzioni.
«L’incontro di giovedì con il sindaco Salvetti è stato utile e positivo. Ho avuto informazioni importanti sulle strutture cittadine e sull’utilizzo dello stadio. Non c’è niente di definito, ma tanti fronti su cui lavorare».
E allora, in bocca al lupo, presidente. C’è una città che le chiede di riuscire a farla sognare di nuovo.

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