Gioco
Libertas, ecco i segreti di Desio: «Tanta corsa e lunghi come play»
Coach Venucci presenta la squadra che sfiderà gli amaranto ai playoff: «Dobbiamo farli giocare a metà campo. E far pesare il nostro maggior tonnellaggio»
LIVORNO. La sconfitta della Virtus Padova sul campo di Vicenza nel posticipo di mercoledì sera ha permesso all’Aurora Desio di conquistare la quarta posizione nel girone B con un turno di anticipo, così da un paio di giorni la Libertas sa di dover ospitare i lombardi al PalaMacchia il 14 e il 16 maggio per i primi atti della semifinale playoff.
Ma che squadra è la Rimadesio? L’ultima volta che giocò qui era nel gennaio 1990, in A1. Vinse l’Enimont di 37 (132-95) con 37 punti e 6/6 da 3 di Wendell Alexis. Quel Desio però – è giusto dirlo – finì a 0 punti. Quanto all’attualità è il vice allenatore Iacopo Venucci a presentare l’avversario
Squadra atipica
Il tecnico di San Vincenzo fa una premessa importante: «Nel Gruppo B si gioca un tipo di pallacanestro completamente diverso da quello che siamo abituati a vedere nel nostro girone». Detto questo, la definizione di atipica sembra calzare a pennello per la squadra di Coach Gallazzi.
Il motivo è presto detto: «Hanno un 4 e un 5 come Mazzoleni e Maspero – spiega Venucci – che sono molto perimetrali. Addirittura Mazzoleni, dopo l’infortunio di Fumagalli, gioca pure da portatore di palla e questo non è poco se contiamo che si tratta di un giocatore che sfiora i due metri. È proprio lui ad iniziare i giochi per cui hanno un corpo grande nel ruolo di portatore. Si pensi che Mazzoleni può giocare anche spalle a canestro e può ricoprire i ruoli dall’1 al 4». È chiaro che con queste caratteristiche le avversarie rischiano di andare in difficoltà.
Pregi e difetti
Mazzoleni non è il solo giocatore versatile di Desio: «Hanno Giarelli – conferma Venucci – che bazzica questo campionato da anni. È un lungo mobile di quasi due metri che può essere utilizzato come playmaker aggiunto». L’Aurora però paga dazio in altre zone del campo perché la coperta alla fine è corta: «A differenza nostra non hanno tutta questa fisicità e tutto questo tonnellaggio vicino a canestro e questo fattore può diventare un’arma per noi».
Un aspetto che può aiutare la Libertas è la lunghezza della panchina: «Dopo l’infortunio di Fumagalli, Desio è più corta».
La partita da fare
Venucci ha illustrato il tipo di partite che dovrà fare la Libertas per vincere la serie: «In difesa dobbiamo essere bravi a togliere a Desio l’inerzia che prendono dal loro basket di corsa e dal vantaggio che si prendono perché aprono il campo con i lunghi. Dovremo interpretare la serie cercando di metterla sui nostri binari e far sì che nelle cinque gare la fase difensiva sia dominante. Quindi dovremo far giocare Desio a metà campo, a sporcare le loro linee e non lasciare né campo aperto, né tiri aperti ai lunghi o agli esterni che sono in grado di portare l’inerzia dalla loro parte. Un giocatore pericoloso? Molteni. Se entra in fiducia può fare 20 punti con chiunque».
Mina vagante
C’è poi l’aspetto psicologico che può pesare: «Hanno entusiasmo e verranno qui senza aver nulla da perdere. Si giocheranno la serie a viso aperto e praticando una pallacanestro non consueta rispetto a quella di tutte le squadre che abbiamo affrontato fino ad ora soprattutto in virtù delle particolari caratteristiche dei loro giocatori».
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