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La Pielle ha inceppato i suoi fucili, ma ai playoff sarà la mina vagante

di Francesco Parducci
La Pielle ha inceppato i suoi fucili, ma ai playoff sarà la mina vagante

Il ko di Vigevano è arrivato nuovamente per un attacco sterile e poca convinzione

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LIVORNO. Aprile è il più crudele dei mesi, scriveva Thomas Eliot. E per la PL aprile è stato crudele davvero portando sconfitte che hanno fatto male, più al morale di squadra e (ancora di più) tifoseria che alla classifica che bene o male parla di terzo posto già assicurato con ancora possibilità di riprendersi il secondo.

Le sconfitte totali della squadra di Cardani dal 1 ottobre a oggi sono state 7. Di queste, tre sono arrivate nell'ultimo mese, per essere più precisi dal 25 marzo (a Omegna) a domenica scorsa, a Vigevano. Insomma, un po' strano. Una squadra perde 4 volte in 7 mesi e poi incassa tre sconfitte in un mese e una settimana. Ma un altro dato che suona come campanello d'allarme in vista dei play-off, che distano solo 11 giorni da oggi, è la produttività offensiva che nelle sconfitte è calata in modo esponenziale: 68 punti segnati a Omegna (una cifra alla quale si può comunque vincere a patto di difendere alla grande) ma 56 nel derby e addirittura 54 a Vigevano, punteggi che fanno a pugni con quelli di inizio stagione quando la PL era il miglior attacco del girone (ora è il quarto) e saliva regolarmente oltre il muro degli 80. Solo la trasferta di S.Giorgio su Legnano, una settimana prima del crack in Lomellina, aveva fatto vedere l'attacco scintillante di inizio stagione, con il 52% da tre punti, prima di riprecipitare al 26% (esattamente la metà) nel breve volgere di una settimana.

Certo, molto dipende anche da chi ti difende ma la difesa della Sangiorgese era fino a quel giorno la prima del campionato e quindi ci deve essere anche dell'altro, ma capirlo non è facile.

Sindrome da pancia piena, una volta che la domenica precedente la notizia della sconfitta di Piombino aveva portato con sé la certezza del terzo posto come minimo a tre giornate dalla fine della regular season? O forse, anche, il retropensiero che il terzo posto (che eviterebbe eventuali derby nella prima fase dei play-off) consentirebbe una post-season con meno pressione addosso?

Fatto sta che a Vigevano la squadra è scesa in campo scarica, ed è bastato un soffio di vento contrario a inizio del terzo quarto per passare dal – 2 a un – 9 che deve aver fatto pensare a molti che non ci sarebbe stato molto da fare anche perché i padroni di casa, non ancora aritmeticamente certi di un posto fra le prime quattro, di motivazioni invece ne avevano eccome.

Quello che è certo è che i tifosi lì per lì non l'hanno presa benissimo. Già la sconfitta di Omegna (simile per caratteristiche) con quella nel derby appena 10 giorni dopo avevano c dato il là a qualche mugugno, perché in entrambi i casi era sembrato che la squadra prima che da un punto di vista tecnico fosse stata soverchiata sotto il profilo mentale, caratteriale.

Ma la vittoria in trasferta a S.Giorgio pareva aver cacciato via ogni nube e erano spuntati fuori “i tre tenori” e lodi sperticate e una fiducia nella squadra che sembrava illimitata. Tutta roba spazzata via una settimana dopo, nella notte fra domenica e lunedì, quando il social, che certamente non è un buon compagno di viaggio per i giocatori di qualsiasi sport, riportava commenti non teneri, chiamando in causa per prima cosa “la mancanza di rispetto per chi si era sciroppato tanti chilometri”. Il tutto dopo il rifiuto del saluto a fine partita, roba mai vista da parte dei tifosi biancazzurri. “Perchè a Livorno è così” - si è poi letto il giorno dopo in un colorito post sul sito della tifoseria piellina – passare da eroi a brodi è uno starnuto di ciuo”.

Per fortuna già ieri tutto è sembrato rientrare nell'alveo della normalità. I tifosi, o almeno la stragrande maggioranza di loro, sembrano aver capito che la PL è già oltre i suoi obiettivi e che nonostante l'ultimo mese scricchiolante la stagione può riservare altre soddisfazioni. A patto che tutti ci mettano del loro. I tifosi, sì, ma prima di loro coach e squadra, che devono ritrovare all'interno dello spogliatoio tutte le caratteristiche che avevano fatto della PL una delle leader assolute del campionato. Perchè il mese crudele ora è alle spalle. Ben venga Maggio, ben venga primavera.
 

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