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Basket: Serie B

Il presidente e il futuro amaranto tra tifo e volata promozione: «La Libertas porta felicità»

di Fabrizio Pucci
Il presidente e il futuro amaranto tra tifo e volata promozione: «La Libertas porta felicità»

Roberto Consigli si gode il primo posto e mette già nel mirino i playoff. «Adesso viene il bello. Preoccupato? No, è preoccupato chi giocherà contro di noi»

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LIVORNO. La Libertas è lì. Doveva voleva essere. Con tanto entusiasmo e la voglia di non fermarsi.

Presidente Consigli: obiettivo raggiunto. Siete nelle prime quattro. E il bello deve ancora venire…

«L’obiettivo di entrare nelle prime quattro lo abbiamo raggiunto due domeniche fa a Piombino. La vittoria contro Herons Montecatini ce ne ha fatto centrare un altro: uno dei primi due posti sarà nostro e questo ci dà diritti di giocare la bella in casa nel primo turno dei playoff. Abbiamo la possibilità di arrivare addirittura primi nel girone considerato il più difficile della serie B».

Sarebbe un risultato di grande prestigio.

«Il più importante della nostra storia dopo la rinascita, però se ragioniamo di obiettivi ce n’è uno ancora più grande che è stato conquistato».

A che cosa si riferisce?

«Al fatto che la nostra città è tornata ad amare anche il basket, a vivere di basket. Il merito va alla Libertas e anche alla Pielle perché da soli non ce l’avremmo fatta. Abbiamo seminato e adesso stiamo raccogliendo un grandissimo entusiasmo che ci arriva soprattutto dai giovani. Secondo me con il derby del 5 aprile tutto questo è emerso in modo conclamato».

E nel futuro della Libertas che cosa c’è?

«Sicuramente il consolidamento della nostra posizione in classifica e il desiderio di portare avanti un progetto bello e appassionante. Ecco. La passione che stiamo generando è sana e abbiamo portato nelle case di tanti livornesi il divertimento che garantisce la nostra squadra in campo. Vogliamo continuare così».

Adesso viene il difficile. Preoccupato?

«Viene il bello. Abbiamo lavorato tutta la stagione per essere al meglio in questo periodo dell’anno. Di recente in una intervista al ‘Tirreno’ mi fu chiesto come vedessi la Libertas prima del ciclo di ferro. Risposi che eravamo come al Tour de France con le montagne che arrivano alla fine. Ne siamo usciti molto bene perdendo solo a Vigevano per grande merito loro e forse anche perché noi avevamo il retropensiero del derby di tre giorni dopo. E questa non è una scusa, ma una spiegazione. Preoccupato, mi chiede. Secondo me anche chi gioca contro di noi deve preoccuparsi».

Che cosa è cambiato nella Libertas dopo il derby?

«Abbiamo fatto vedere non solo la forza tecnica della squadra, ma anche la tenuta mentale dei nostri ragazzi».

Torniamo a parlare di obiettivi. Adesso qual è il prossimo step?

«Tutto quello che viene d’ora in poi è benvenuto. Abbiamo voglia di sognare, ma giocheremo partita per partita cercando di andare il più avanti possibile per allungare questa annata bellissima».

A chi deve dire grazie?

«Alla famiglia-Libertas. Ai soci, all’organizzazione societaria, allo staff, ai dirigenti tutti e alla Fondazione. Siamo una squadra di persone che lavora in sintonia come un’orchestra. Dedico tantissimo tempo alla Libertas, ma è un piacere. Abbiamo fatto cose mai viste in città come riempire con oltre 8000 persone il Modigliani. E non voglio dimenticare il sold out di domenica contro Herons in condizioni difficili, ma in totale sicurezza. Il mio grazie va agli sponsor che ci hanno consentito di costruire una squadra così importante. Grazie al Gm Dino Seghetti che coordina tutti i reparti del club e al ds Gianluca Mannucchi che si occupa della squadra. Ottimo il lavoro anche del marketing. Preciso e puntuale quello della biglietteria».

I rapporti Libertas-Fondazione come sono?

«Ottimi. Mi sento quotidianamente con Luca Colò (presidente della Fondazione ndc) e siamo assolutamente allineati».

Presidente. La conferma di Andrazza è il ponte verso il futuro?

«Certo. Credo che Marco sia il miglior allenatore della serie B che tatticamente ha dato la paga a tutti i suoi colleghi. Da quando è venuto a Livorno ci ha sempre messo il cuore a costo di perdere qualche ora di sonno. In questo mi assomiglia molto. Ha costruito un gruppo d’acciaio e non lascia nulla al caso. Sta facendo la differenza».

Presidente e la squadra?

«I nostri giocatori sono le stelle del firmamento libertassino. Che dire di più. Posso aggiungere un grazie a caratteri cubitali?».

Certo, prego…

«Ai nostri tifosi. Mi sento uno di loro. Ci hanno sostenuto dovunque e comunque senza mai andare sopra le righe. Sono stati meravigliosi e per questo dedicheremo a loro la partita di domenica».

In che modo?

«La squadra sarà accompagnata in campo da giovani tifosi. Non da ragazzi di società del territorio come accaduto fino ad ora, ma da semplici, giovani appassionati della Libertas. Domenica abbiamo venduto 693 biglietti agli Under 18. Loro, insieme ai reduci degli Anni ’80, sono la nostra forza. Per loro è giusto continuare a sognare e allungare questa stagione strepitosa».
 

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