Gioco
Diamanti annuncia l'addio al calcio, il messaggio del sindaco Salvetti: «Fai un altro anno a Livorno»
"Alino" sabato giocherà la sua ultima partita. In amaranto ha disegnato la parabola più bella della sua carriera con un triplo salto dalla C2 alla Serie A
LIVORNO. Magnetismo. Quella capacità che hanno alcune persone di calamitare intorno a sé le attenzioni e l’interesse di una platea enorme. E nella storia del calcio a Livorno, o almeno quella più recente, nessuno probabilmente è riuscito ad avere questo "effetto calamita" come Alessandro Diamanti. Che fosse una punizione all’incrocio con la maglia del West Ham, piuttosto che il rigore segnato a Joe Hart agli Europei con l’Italia o la vittoria del campionato in Australia, i livornesi hanno tifato per lui. Lo hanno seguito, hanno guardato centinaia di tabellini per vedere se avesse segnato, come si fa con un figlio quando gioca in trasferta e non possiamo essere presenti. E nel giorno in cui ha deciso di dire addio al calcio, i social dei tifosi amaranto sono tornati a inondarsi di post, ringraziamenti, foto e ricordi che hanno tutti come protagonista "Alino", il mancino fatato che ha incantato Livorno.
Un post per dire addio
"Dopo 23 anni sabato sarà la mia ultima partita", si apre così il post che chiude la carriera del fantasista pratese cresciuto nel Santa Lucia, prima di passare al Prato dove esordì in Serie C2 a 17 anni lanciato proprio da Vincenzo Esposito.Da lì un lungo giro per l’Italia, per l’Europa e poi per il Mondo, dalla Cina all’Australia, con il Western United come ultima fermata. Impossibile non sottolineare come la tappa chiave della sua carriera sia stata l’arrivo in amaranto con un triplo salto dalla C2 alla Serie A, fino alla stagione della consacrazione da protagonista assoluto in B con il ritorno nella massima serie del Livorno. Un gol iconico contro il Brescia che è rimasto nel cuore di tutti i livornesi, presenti senza dubbio in massa nelle "migliaia di persone da ringraziare" di cui ha parlato nel post."Sono un uomo felice - scrive Diamanti -. Io che ho sempre cercato di essere un calciatore della gente, per la gente. Io che ho sempre seguito i valori veri del calcio. Non sono stato un giocatore da 100 trofei, ma sono stati un giocatore che si è sentito amato, dai miei cari per primo e da tutte le migliaia di persone che mi seguono da più di 20 anni. Ora - dice sempre Diamanti nel suo post - sono pronto ad affrontare altre sfide, con gli stessi valori, con le stesse certezze che mi hanno accompagnato fin dal primo momento che ho preso in mano il pallone: passione, lavoro duro, umiltà, entusiasmo, sana follia e tante risate».
L’assist del sindaco
Non serve un sondaggio dell’Istat per accorgersi di quale sia il commento più comune e ripetuto tra i tifosi del Livorno una volta saputa la notizia dell’ultima partita di Diamanti. "Torna a Livorno e fai un ultimo anno con noi". Il concetto lo ha riassunto per tutti il sindaco Luca Salvetti con un post sul proprio profilo personale. "Senti Alino, ma sei proprio sicuro che un altro anno non ce la faresti a farlo? Chiedo per un po’ di amici amaranto". E via di commenti a sostegno della tesi. Tra chi propone di andare a Melbourne a piedi per portarlo a Livorno e altri che pensano (come dargli torto) che in Serie D "potrebbe giocare bendato e su una gamba sola". E’ un miraggio. Un’ipotesi lontana anni luce dalla realtà, visto che la scelta di Diamanti di dire stop al calcio giocato arriva dopo una profonda analisi fatta insieme alla moglie e nell’interesse dei tre figli. E’ un miraggio, ma ai livornesi quando si parla di quel mancino con il 23 sulla schiena è impossibile non chiedergli di sognare oltre ogni immaginazione.
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