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Calcio: Serie D

Livorno, il pari è Trestissimo. Le uniche Luci del capitano: eguagliato il record di Lessi

di Alessandro Lazzerini
Livorno, il pari è Trestissimo. Le uniche Luci del capitano: eguagliato il record di Lessi

Tutto lo stadio abbraccia Andrea nel giorno del record di presenze in amaranto. Alla grande festa manca però la vittoria: altro pari triste, Longo sbaglia un rigore

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LIVORNO. “Amarti m’affatica, mi svuota dentro, qualcosa che assomiglia a ridere nel pianto”. A fine partita dagli altoparlanti dello stadio risuona insolitamente la canzone di Gianna Nannini (remake dei Cccp). Casualità, probabilmente, ma il testo riassume alla perfezione una giornata che doveva essere di festa e invece il solito Livorno non è riuscito ad esaltare con l’ennesima prestazione sottotono. Resta, scolpito nella storia, il record di Andrea Luci, in una domenica comunque storica per il calcio livornese.

369 volte grazie

Sul vetro della Curva Nord campeggia lo striscione “Dalla A all’Eccellenza: 369 volte in amaranto. Andrea Luci nostro vanto”. Sono le parole che meglio descrivono quello che il capitano rappresenta per questa maglia. La sua appartenenza, il suo amore per il Livorno, che ha voluto ritrovare scendendo dalla Serie C all’Eccellenza e per cui ha lottando, con sudore e impegno infinito, in ogni stadio, nell’Olimpo del calcio italiano come nei campi spelacchiati del calcio dilettantistico.

Le 369 presenze le avrà riviste a velocità accelerata nella sua mente, nel momento in cui la società, con Toccafondi, Fernandez e Protti, e la città, attraverso il sindaco Luca Salvetti, lo hanno premiato a inizio gara per celebrare l’aggancio storico a Mauro Lessi ( è stata premiata la sua famiglia con una maglia speciale), in cima alla classifica all-time delle presenze. In quei momenti, in quegli attimi, vissuti insieme alla moglie Lisa e ai figli Marco, Edoardo e il neonato Tommaso, gli occhi di Andrea sono diventati lucidi. Un’emozione difficile da trattenere anche per un uomo come lui.

L’ennesima in una storia che lo ha visto salire in trionfo con il Livorno e lo stesso è avvenuto quando le cose sono andate bene. Perché Andrea Luci c’è sempre stato. Con rispetto, grinta, senso di appartenenza e lealtà. E tanto amore. Per il Livorno e per la sua storia, di cui oggi rappresenta la vetta più alta. Grazie capitano, il più amaranto di sempre, esempio per tutti.

Moro e Moby

Lo avevamo sottolineato in fase di presentazione: di motivi per vincere ce n’erano una quantità infinita e un paio ci ha pensato la Nord a ricordarli. Non appena sul tabellone luminoso è apparso il minuto 25, ecco lo striscione dedicato a Piermario Morisini. “Morosini sempre con noi”, si legge in Curva e in tutto lo stadio risuona quel “avevi la nostra maglia” che i tifosi amaranto cantano con il groppo in gola. E’ la forza dei ricordi, specialmente quelli più dolorosi.

Come la strage del Moby Prince, un evento che ha segnato per sempre la città che anche in questo caso risponde con uno striscione a cui resta poco da aggiungere. “Moby Prince: verità e giustizia”.

La partita

I presupposti e le motivazioni per vincere c’erano tutte, compreso l’arrivo all’80’ di Esciua, per la prima volta nel “tondino”. E a dir il vero c’erano anche le possibilità, visto che il Trestina si è confermato l’ennesima squadra mediocre di questo campionato. Ma il Livorno, purtroppo, al livello di questa Serie D si è adeguato presto e troppo spesso. Il gol di Giuliani al 42’, bravo a staccare altissimo di testa Casillo, aveva dato l’illusione di una giornata di festa, in discesa una volta sbloccata la contesa.

Nella ripresa un contropiede sciupato da Lo Faso e il rigore calciato malamente da Longo, portano alla più classica delle regole non scritte del calcio: gol sbagliato, gol subito. Su una delle poche sortite offensive il Trestina pareggia con il diagonale di Ferri Marini che al 69’ trova l’angolo lontano. Il Livorno non ha neanche la forza di reagire e trova il quarto pareggino consecutivo per una squadra che non vince addirittura dal 19 febbraio. "Amarti, Livorno, che fatica", lo avranno pensato i 3mila presenti in attesa di tempi migliori. l
 

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