Livorno, l’abbraccio in tribuna tra Esciua e Toccafondi. E Paolo esulta in curva
Cori e tanto affetto per il presidente uscente, Nel finale foto di gruppo in campo per i giocatori con la maglia celebrativa di Luci
LIVORNO. Una domenica vissuta intensamente. Paolo Toccafondi lo aveva detto: «Resterò sempre un tifoso del Livorno». E pur essendo ancora il presidente amaranto, per una domenica ha svestito i panni del massimo dirigente e indossato quelli del tifoso, seguendo la partita dalla Curva Nord. Maglietta, cori e canti da vero ultrà. “Toccafondi alè ale”, la curva gli dedica il doveroso tributo. Poi, a metà primo tempo, lo struggente e doveroso omaggio della Nord a Piermario Morosini a undici anni dalla scomparsa a cui il presidente partecipa commosso. La gradinata, intitolata proprio al giocatore scomparso a Pescara, risponde con applausi e cori. Applausi a scena aperta in tutto lo stadio “Avevi la nostra maglia”.
A fine primo tempo, Toccafondi paga da bere ai ragazzi della Nord e se ne torna in tribuna. Anche qua, inchino alla tifoseria, selfie e applausi per l’uomo che ha ridato vita al calcio livornese. Con semplicità, passione e sincerità. E con il sorriso sulle labbra. Elementi non comuni nel mondo del calcio. Riprende il suo posto, quello di sempre, tra il sindaco Luca Salvetti e il presidente onorario Enrico Fernandez Affricano, sempre al fianco di Toccafondi nella sua avventura, come sottolineato dallo stesso Fernandez.
Anche Joel Esciua ha partecipato a questa domenica speciale. Era tentato fino all’ultimo momento dall’idea di non venire all’Ardenza, per non togliere la ribalta a Luci e Toccafondi. Ma alla fine il richiamo del calcio è stato troppo forte. Il nuovo patron amaranto è comparso in tribuna d’onore a metà secondo tempo, poco dopo il rigore sbagliato da Longo e dopo il pari dello Sporting Trestina. In tenuta sportiva, Esciua ha seguito con occhio attento quello che accadeva in campo. E sicuramente avrà pensato che molto dovrà cambiare. La squadra non ha certo brillato. Nel finale foto di gruppo in campo per i giocatori con la maglia celebrativa di Luci. In caso di vittoria il clima sarebbe stato diverso e magari ci sarebbe stato tempo per una bella foto di gruppo tra giocatori con vecchi e nuovi dirigenti. Ma il pareggio finale ha raffreddato l’ambiente. Dopo la partita Esciua si è intrattenuto a lungo in tribuna d’onore a parlare con il sindaco e a salutare dirigenti e addetti ai lavori, tra strette di mano e pacche sulle spalle. Si pensa già al futuro, a come costruire una società forte e una squadra in grado di vincere senza complicazioni la Serie D. Joel Esciua lascia lo stadio con Enrico Fernandez Affricano. Una cena in centro e poi il ritorno a Londra. Da qui al 5 maggio sarà immerso nelle questioni burocratiche legate al passaggio di proprietà, e poi via alla costruzione del Livorno del futuro. l
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