Gioco
Bonaccorsi sul ko nel derby: «PL, digerire la sconfitta non è facile, ma ora non guardare i social»
L’ex bandiera biancoblù analizza il match con la Libertas: ««Ai miei tempi leggevi il giornale e finiva lì, Facebook e Instagram hanno un assurdo potere destabilizzante»»
LIVORNO. Claudio Bonaccorsi – ex bandiera piellina e oggi agente della R&B Sports Management – ha assistito al derby da bordo campo, sullo spigolo lato panchine-curva sud vicino al vice presidente della Unicusano Francesco Farneti.
Occhi fissi sul parquet, magone allo stomaco e quasi una lacrima nel vedere un palasport bollente di passione. Per la sua Pielle, purtroppo, una serata in cortocircuito. Una sconfitta sì pesante, ma che non può (e non deve) minare quanto di buono la squadra di Cardani ha prodotto fino ad oggi in termini di successi ed emozioni. Perché è normale farsi prendere dalla fame, dalla rivalità e dalla voglia di volare il più in alto possibile, ma per coerenza è anche giusto fare un passo indietro, rimarcando quali fossero gli obiettivi a inizio stagione.
Bonaccorsi, da ex giocatore e addetto ai lavori (rappresentante di Sipala e Di Sacco) che idea si è fatto sulla partita della Pielle e su una gara quasi sempre a senso unico?
«Il derby ha certificato quella che era ed è la mia idea riguardo il telaio delle due squadre: la Libertas ha costruito un organico più esperto, decisamente a trazione posteriore. La Pielle, a parte Lenti, sotto canestro è più leggera e in attacco più arrembante. Tali caratteristiche hanno determinato la sfida in favore della Libertas, brava a sfruttare la fisicità di Fratto contro Lo Biondo mentre in casa Pielle sono mancate quelle fiammate che in numerose circostanze avevano fatto la differenza».
Per la Pielle la sconfitta nel derby può essere un campanello d’allarme?
«Assolutamente no, ci mancherebbe. Seguo molto la Pielle, per amore e per lavoro, e il cammino positivo della squadra è sotto gli occhi di tutti e perfettamente in linea con gli obiettivi dichiarati lo scorso agosto. Rispetto alla Libertas, ribadisco il concetto, il roster a disposizione di coach Cardani è molto giovane e questo, a mio modesto avviso, ha inciso soprattutto a inizio partita, quando Forti e compagni hanno messo subito le mani addosso. Nei primi due quarti la Pielle ha segnato pochissimo da sotto, a differenza della Libertas che ha eseguito alla perfezione il piano partita cercando Fratto e Fantoni contro Lo Biondo e Diouf. Senza contare l’apporto di Sipala, non perché è un mio assistito o perché lo scorso anno ha vinto il campionato a Cremona, ma Andrea è entrato, due bombe e uno sfondamento nel momento dell’allungo».
Quindi secondo lei la Libertas è un passettino avanti alla Pielle?
«La Pielle si è posta come obiettivo di vincere il più possibile, la Libertas ha il dovere di vincere. L’errore più grande sarebbe fare la corsa sui cugini, disperdendo energie preziose e nervose…».
Lei di derby ne ha giocati, persi e vinti durante la sua carriera: che tipo di consiglio darebbe ai più giovani per metabolizzare la sconfitta?
«Ai miei tempi era diverso, si leggeva il giornale e finiva lì. Oggi, invece, i social possono mettere un carico ulteriore, di conseguenza ai ragazzi dico di estraniarsi da tutto ciò e di pensare ai prossimi impegni. Facebook e Instagram hanno un potere assurdo di destabilizzare. Dopo Pasqua c’è la sfida interna col College Borgomanero e sarà l’occasione per ritrovare il sorriso. So benissimo che non è semplice da buttare giù, ma voltare pagina è la miglior medicina. Combattere per i prossimi 2 punti e poi vivere serenamente il rush finale di stagione regolare».
Un’ultima cosa: oltre 8000 persone al Modigliani Forum per un derby di Serie B. Pazzesco.
«E se ci fossero stati 12mila biglietti, 12mila ne avrebbero venduti. Livorno e il basket sono fatti per stare insieme. Ma la Pielle, per me, rimane la Pielle. Come per i suoi tifosi, che la amano in tutte le lingue del mondo. Ancor di più quando i derby non vanno per il verso giusto». l
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