Gioco
Libertas ko nell’inferno di Vigevano: gli amaranto si fermano dopo otto vittorie consecutive
Due tempi doc, poi il calo, ma la squadra lotta ed esce tra gli applausi dei cento al seguito
VIGEVANO. Finisce con i giocatori di Vigevano che ancora dopo 10 minuti dalla sirena saltano sul parquet e il pubblico lombardo impazzito come se avessero battuto la Virtus Bologna. Ma ha un senso: questa Libertas, fino a ieri capolista solitaria, è una corazzata e col suo meraviglioso popolo al seguito – anche al PalaBasletta, come a Legnano, c’erano un centinaio di livornesi, altro record per la serie B – è roba da categoria superiore.
Due tempi perfetti, duri in difesa, lucidi in attacco, il terzo da dimenticare, nel quale Vigevano ha scavato l’allungo e trovato fiducia, il quarto un po’ sulle gambe, eppure, nonostante una performance così così e nonostante dall’altra parte la Vigevano costruita anch’essa per tentare il grande salto avesse il vento in poppa, a due minuti e zero otto dalla fine gli amaranto erano ancora lì, 66-60, grazie a due tiri liberi di Francesco Fratto e se sull’azione successiva la mattonata di Peroni non fosse finita dentro rimbalzando sul tabellone (69-60) forse sarebbe andata diversamente...
Alla fine s’interrompe il ciclo positivo, dopo otto vittorie di fila, ma prima o poi doveva capitare. Anche gli dei talvolta cadono. Questa terra evidentemente non porta bene, visto che l’ultima sconfitta a fine gennaio arrivò al PalaRavizza, pochi chilometri più a sud, ma per chi crede nei corsi e ricorsi storici c’è da metterci la firma pensando ad un altro filotto in campionato come quello iniziato dopo Pavia. La domanda vera con cui i tifosi amaranto escono dall’inferno di via Carducci però è un’altra: come arriviamo al derby? Stanchi sicuramente, perché una partita come questa, su un campo infuocato anche a livello di temperatura (c’era una calura degna dell’estate), spreme energie. Ma ci arriviamo anche consapevoli di un gruppo compatto, maturo, che non si scioglie davanti alle difficoltà, che ha talento e varietà di cavalli da montare a seconda delle esigenze della partita. Si è visto chiaramente a Vigevano: la Libertas se l’è giocata nonostante dopo appena tre minuti avesse già Fantoni in panchina con due falli, una situazione che ha cambiato il piano partita di Andreazza e condizionato il resto del match di Tommy, anche ieri comunque immenso; se l’è giocata nonostante Saccaggi sia ancora indietro a livello fisico; se l’è giocata nonostante troppi errori ai tiri liberi (16/23); se l’è giocata nonostante la difesa da wrestling che Vigevano ha messo in atto dopo l’intervallo con i due arbitri che dopo un’esibizione degna dello Show dei Record di Gerry Scotti (cinque falli tecnici nei primi 20’, due addirittura per simulazione a Sipala e Saccaggi), hanno iniziato a fischiare in un senso solo, arrivando a sanzionare il primo fallo del terzo tempo alla Elachem dopo 7 minuti e 14 secondi e dopo averne fischiati ben sette contro gli amaranto. Un arbitraggio che alla fine, a partita ormai archiviata, ha concluso il suo capolavoro con un’assurda espulsione a Francesco Forti per un fallo ritenuto particolarmente duro. Resta da capire se ci sarà una squalifica (non è certo) e se eventualmente si potrà far ricorso in modo da avere il capitano in campo mercoledì nel derby. Oggi sapremo.
Se l’è giocata la Libertas rientrando nel secondo quarto dal meno 9 con la leggerezza di una farfalla e la forza di un bisonte: 26-17 diceva il tabellone al 13’, 27-30 era scritto dopo 5 minuti, un 13-1 firmato da due guizzi di Lucarelli (devastante quando si accende) e da Fantoni. E chi c’era può garantire quanto fosse complicato recuperare in una situazione come quella di ieri.
A quel punto si poteva forse implementare il bottino e invece Ricci (buona partita) ha fatto a sorpresa 1/3 dalla lunetta (sul 31-35), Broglia (il migliore dei suoi) di là ha accorciato (33-36) e il ciuff di Fratto per il 33-38 su rimbalzo offensivo di Forti è arrivato a sirena ormai suonata .
Dopo l’intervallo la Libertas è partita bene, la tripla di Forti ha segnato il 33-39, massimo vantaggio amaranto, poi è iniziato il diluvio di triple di Vigevano: Peroni, Broglia, Rossi, ancora Broglia, Benites. Il tutto mentre in difesa la squadra di Piazza picchiava come un fabbro sul tornio e la Libertas aveva difficoltà a trovare un varco, un tiro pulito. Un parziale di 22-5 in sei minuti, nel cuore della partita, ha ribaltato il punteggio (55-44) e avrebbe steso un toro ma gli amaranto hanno continuato a lottare, a prendere botte e l’han quasi riaperta (seppur alla fine abbiamo perso anche la differenza canestri). Il messaggio che arriva forte è quello di una squadra che non muore mai e che giunge al derby ferita, rabbiosa, carica e consapevole di avere tutte le carte in regola per rimettersi subito la corona di regina. Alla fine gli applausi dei cento libertassini che hanno sfidato l’inferno lomellino lo dicono chiaramente.
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