Gioco
La lezione di Cardani: «Brutta PL ma ci rialziamo subito. Il lunedì di riposo? Annullato»
Il coach biancoblù porta i suoi subito in palestra dopo la sconfitta di Omegna. «Qui c’è tanta pressione ma la nostra tifoseria non la cambierei con nessun’altra»
LIVORNO. Quasi due giorni dopo Marco Cardani non ha ancora smaltito l'amarezza per la sconfitta di Omegna-Verbania, sopratutto per il modo nel quale essa è maturata.
Coach, ma cosa è successo? Per quasi tutta la partita non è sembrata la Unicusano che conosciamo...
«Il peggior approccio della stagione insieme alla peggior difesa dell'anno. Contro una squadra come Omegna che, non dimentichiamolo, bene o male è sesta, non sedicesima, non te lo puoi permettertere».
E perché?
“Non lo so, cercheremo di capirlo stasera (ieri per chi legge, n.d.r.) all'allenamento»
Ma è lunedì, il lunedì non c'è allenamento...
«E invece stasera lo facciamo. Abbiamo bisogno di tornarci sopra e di capire perchè sono successe certe cose».
Certo 20 palle perse sono tante, vuol dire 20 possessi in più per Omegna...
«Colpa nostra, alcuni ce li hanno levati dalle mani. Non è che li abbiamo persi per 24 secondi o altro. Mancanza di lucidità, più che di intensità così come non siamo stati lucidi nel leggere certe situazioni tattiche che loro avevano preparato».
Il social non è stato tenero con voi. La tifoseria PL è molto generosa ma anche molto esigente...
«La tifoseria della PL non la cambierei con nessun'altra al mondo».
Qualcuno le ha anche rimproverato un uso eccessivo dei cambi...
«É il nostro modo di giocare, li abbiamo sempre fatti. Eravamo risaliti da – 10 a – 1 con il contributo di tutti, abbiamo continuato con le rotazioni. Non siamo mai stati una squadra bloccata su pochi giocatori».
Qualcuno ha anche ipotizzato che la squadra abbia pagato il fatto di aver giocato la partita nello stesso giorno della partenza. Per una trasferta così lontana forse si poteva partire il giorno prima...
«É una scelta che abbiamo fatto di concerto con la società a inizio stagione: partenza al mattino, pranzo e riposino in albergo. Non è che si cambia una scelta se si deve andare 50 km più lontano della precedente».
In certi momenti si è avvertita l'assenza di Piazza. Per quando si può ipotizzare il rientro del “Professore”?
«Non abbiamo ancora una data. Di certo non vogliamo forzare la mano».
E D'Ercole? Al debutto era sembrato quasi un alieno, al di là del modesto valore dell'avversario. Nelle altre due uscite si è palesata qualche difficoltà...
«Lorenzo non giocava una partita da maggio scorso, sono 10 mesi. É normale che non sia ancora al meglio».
É solo la seconda trasferta, su dodici, che avete perso. Nessuno ha fatto meglio. Eppure per alcuni sembra che sia cascato il mondo. Non le dà fastidio tutto questo?
No, è il rovescio della medaglia di giocare in una piazza come questa, con due squadre rivali da sempre entrambe in cima alla classifica: da un lato è affascinante, dall'altro si è sottoposti a una pressione che da altre parti non c'è».
Sembrava che il vostro calendario fosse un po' più morbido di altri, invece non è così.
«No, perchè di sei squadre che dobbiamo incontrare, cinque hanno ancora da chiedere qualcosa al campionato. Solo Langhe Roero, che però incontreremo solo all'ultima giornata, ormai è fuori da ogni gioco. Poi Pavia vorrà difendere l'ottavo posto, così come la Sangiorgese. Perfino Borgomanero ora ha speranze concrete di evitare la retrocessione diretta. Di Libertas e Vigevano non ne parliamo nemmeno, ma anche il loro di calendari non è semplice, forse un po' meglio quello di Vigevano perché ha in casa gli scontri diretti».
Ma davvero c'è così tanta differenza ad arrivare primi o secondi piuttosto che terzi o quarti? Di solito nei play-off certe differenze si assottigliano un po'...
«A noi in estate è stato chiesto di conquistare la B d'eccellenza, meglio se senza passare dai play-in, cioè in via diretta arrivando tra le prime quattro. Pensiamo a raggiungere questo traguardo e al resto penseremo dopo».
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