Gioco
La Libertas blinda il condottiero. Andreazza firma fino al 2025
La soddisfazione del coach per il prolungamento del matrimonio di altri due anni. «Ho e abbiamo un gran progetto, è un orgoglio restare su questa panchina»
LIVORNO. Il matrimonio tra la Libertas e coach Marco Andreazza prosegue fino al 30 giugno 2025. Il prolungamento del contratto dell’allenatore di Montebelluna per i prossimi due anni e mezzo è stato annunciato dal club in una partecipata conferenza stampa. È stato lo stesso Andreazza a rivelare che le grandi manovre per il rinnovo sono partite molti mesi fa: «Quando sono arrivato, tredici mesi fa, firmai per la stagione scorsa più questa, ma fin dal precampionato con il mio procuratore Andrea Forti abbiamo fatto alcune valutazioni».
Quali?
«La più immediata è che non è mai bello iniziare una stagione importante come questa con il contratto in scadenza. D’altronde nessuno è più forte dei risultati. Per questo motivo abbiamo chiesto alla società di metterci attorno a un tavolo. E siamo partiti».
Partiti e arrivati. Viaggio lungo, però. Perché?
«Intanto c’è da dire che stiamo disputando un campionato in linea con gli obiettivi. Nel frattempo c’è stata una crescita nella reciproca conoscenza con le persone dell’ambiente. Siamo arrivati a consolidare tutto nelle ultime settimane perché a latere c’erano scadenze e situazioni societarie importanti, come la nascita della Fondazione. Eravamo già pronti da un po’ di tempo, ma queste impegni della società hanno rallentato l’annuncio».
Il suo rinnovo è una garanzia anche per i tifosi. Significa che la LL ha un progetto a lunga gittata…
«Ho e abbiamo un progetto. Ho spinto per il rinnovo proprio per questo. Questo è un anno zero. C’è la riforma dei campionati e abbiamo l’esigenza di finire al meglio la stagione. Vogliamo portare a casa l’obiettivo minimo (uno dei primi quattro posti ndc) e magari anche qualcosa di più, ma questo ce lo dirà solo il campo. Il prosieguo lo vedremo a bocce ferme. Siamo abituati a programmare sempre tutto nel migliore dei modi».
Farà l’allenatore-manager?
«L’allenatore deve fare l’allenatore. Un tecnico con un minimo di esperienza sa che tasti toccare con i propri dirigenti. Posso dire che in casa Libertas abbiamo un progetto molto vasto. Facciamo pallacanestro, ma la struttura sportiva deve essere di prim’ordine. Dietro la squadra c’è un universo di dirigenti, soci, tifosi che stanno portando avanti la società con grandi sforzi, entusiasmo, sacrifici e passione. In tre anni sono stati fatti passi da gigante».
La Libertas ha bisogno di un settore giovanile. Si occuperà anche di questo?
«É prematuro dirlo. Di certo sono mi sono sempre esposto in prima persona per le società per cui ho lavorato. Quando sei in un club devi essere in grado di fare ciò che ti viene richiesto, ma se c’è da dare un consiglio, da mettere una parole, da fare una riflessione e dare un contributo per il miglioramento della struttura non devi tirarti indietro. Tutto questo non solo fa parte dei miei compiti, ma è pure un piacere».
Quindi basi solide altrimenti i risultati sono effimeri…
«Le partite e i campionati ti presentano sempre il conto. Il lavoro sportivo deve andare di pari passo con il corretto funzionamento dell’apparato dirigenziale, dell’ottimo rapporto con gli sponsor e con i collaboratori».
Nell’immediato in questo senso che cosa auspica?
«Spero che andando avanti nei prossimi giorni si possano definire anche i rinnovi dello staff che ha lavorato bene con me (Venucci, Bonaccorsi e tutto lo staff ndc). Ci sono poi tanti tasselli da sistemare. Il mio staff è affiatato e di qualità. Di errori ne abbiamo fatti e se ne faranno, ma quando ci sono serietà, passione e competenza alla fine si può costruire qualcosa di solido. Per noi è motivo d’orgoglio far parete di questa società che ha avuto figure illustri tra dirigenti, giocatori e allenatori. Noi però siamo la Libertas del 2023 proiettata verso il futuro. Un futuro roseo e duraturo».
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