Gioco
Livorno, almeno pensa al futuro. Il primo tassello sia il campo
Serve un quartier generale vero su cui allenarsi
LIVORNO. Nel futuro del Livorno c’è un tassello più importante degli altri: il campo da allenamento. Un tema centrale al di là di quello che sarà il presidente, quindi sia se dovesse rimanere Paolo Toccafondi, sia se Joel Esciua o altri dovessero acquistare la società.
Un argomento tanto dibattuto durante l’anno e che è tornato decisamente sotto i riflettori negli ultimi tempi visto che lo sguardo dei tifosi, e di un po’ tutto l’ambiente amaranto, è rivolto ormai verso la prossima stagione.
Le problematiche
Il Livorno da due anni si allena sul sintetico del Magnozzi (con una breve parentesi in quello di Borgo), grazie alla Pro Livorno Sorgenti che ha sempre aperto le porte agli amaranto. Detto questo, il campo non è all’altezza della situazione e delle esigenze che ha una società quasi professionistica. In primis il fatto che il manto sia datato, un elemento che ha causato tanti infortuni muscolari, basta considerare nell’ultima settimana Bruzzo ed El Bakhtaoui e le distorsioni alla caviglia di Lucarelli, Fancelli e Longo.
Altro aspetto negativo sono le dimensioni, troppo ridotte rispetto ai campi che il Livorno incontra poi la domenica. Ultimo dettaglio, non da sottovalutare, è l’orario. Il Livorno è costretto ad allenarsi la mattina, un’anomalia nel mondo del calcio. A margine di questo va considerata l’importanza per una società e una squadra di avere una propria casa, sempre a disposizione e adeguabile alle tante esigenze che una squadra del genere può avere.
Le opzioni
Quello del campo di allenamento è un problema che il Livorno si porta dietro da una vita. Negli anni di Spinelli il centro sportivo di Stagno era diventato un punto di riferimento, ma la scelta di lasciarlo per buttarsi su Fauglia si è rivelata perdente. E anche in quel caso tante squadre del settore giovanile erano costrette ad allenarsi in vari impianti della città (Coteto, Shangai, Scopaia) affittati dalle varie società cittadine.
A proposito di settore giovanile il progetto per la ristrutturazione completa del Magnozzi va avanti (l’iter burocratico è lungo), ma questo risolverebbe i problemi per i ragazzi che si allenerebbero il pomeriggio, ma non per la prima squadra che quindi avrebbe ancora il campo solo la mattina.
Il sintetico all’Armando Picchi è stato accantonato per adesso, anche perché il costo dell’operazione non era indifferente e il Comune ha tante partite aperte in tema di impiantistica sportiva.
L’ultima carta riguardava il Busoni di Antignano, ma lì c’è un’offerta della Federazione Hockey su prato e il Livorno pare essersi defilato.
L’investimento
Esciua nei giorni scorsi – come raccontato dal Tirreno - è andato al Coni per valutare la fattibilità dell’operazione di riportare la squadra ad allenarsi a Tirrenia. Non che il broker brasiliano voglia fare già il presidente, ma sta valutando tutte le sfumature che compongono una società di calcio per capire quanto sia onerosa l’operazione. Servirebbe un investimento a lungo termine. Spendere dei soldi per regalare al Livorno una propria casa che possa durare a lungo nel tempo e con il passare degli anni risparmiare migliaia di euro spese in affitti sui vari campi.
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