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Vince, dà spettacolo e fa sognare: «Ma quanto è bella la mia PL»

di Andrea Masini
Vince, dà spettacolo e fa sognare: «Ma quanto è bella la mia PL»

Giovanni Lenti sempre più protagonista e decisivo anche contro Legnano: «Siamo stati un cantiere aperto per mesi, adesso il motore andrà al massimo»

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LIVORNO. Giovanni Lenti sta diventando grande. E non perché stiamo parlando di un ragazzone di 2 metri per 110 kg, bensì per la qualità che ogni domenica, ormai da un paio di mesi abbondanti a questa parte, riesce a mettere sul parquet. Rispetto al buon pivot che era stato fino allo scorso anno, realizzatore e super rimbalzista, il bimbo di Antignano - sotto la gestione Cardani/Belletti - ha inserito nel proprio repertorio anche letture, scarichi e tutto ciò che oggi lo rende un ottimo centro, senza dubbio uno dei migliori dell’intera Serie B (12 punti e 8 rimbalzi a partita, ma soprattutto una media di 18.5 di valutazione generale). Un vulcano di sostanza, muscoli e tecnica che sta facendo letteralmente innamorare un popolo, tanto che a fine partita - domenica sera - vi sarà stata una fila di almeno 50 persone - tra adulti, ragazzi e bambini - per scattarsi un selfie insieme al numero 15 in maglia Unicusano.

Giovanni, inutile girarci intorno. Quando c’è lei in campo si aprono spazi anche per gli altri e l’area colorata trova soltanto un padrone.

«Innanzitutto ci tengo a precisare una cosa, ovvero che le partite si vincono e si perdono tutti insieme. Detto questo, sono tanto, ma tanto, felice per la prestazione e per la vittoria. Non è mai semplice approcciare bene dopo una sosta, figuriamoci adesso che i punti iniziano davvero a valere doppio. E ve ne dico un’altra: la sconfitta interna con Herons non l’avevamo ancora mandata giù e per farlo serviva una prova come questa, convincente, al cospetto di un’ottima squadra come Legnano».

Vittoria importantissima.

Io personalmente la reputo una vittoria spartiacque, specie per il morale. Ce la siamo guadagnata, giocando una gran bella partita in entrambe le metà campo. Ora testa e cuore alla prossima battaglia di Omegna».

Cinque punti in avvio, subito due 2 falli e quindi coach Cardani, come fu per Lo Biondo nel derby di andata, ha deciso di metterla a sedere per 15 minuti a cavallo tra il primo e il secondo quarto. Ma lei non si è scomposto e nel terzo quarto è tornato a fare la voce grossa, dominando l’area.

«Tra l’altro quei 5 punti ad inizio partita li avevo realizzati tutti dalla lunetta, sbagliando invece due appoggi facili. E non dico che per me non trovare il canestro da sotto è snervante, ma i rigori si devono buttare dentro e basta. Strada facendo, tuttavia, ho imparato che un paio di errori non possono e non devono condizionare la testa e la concentrazione, dato che le partite durano 40 minuti e quest’anno la Pielle lo ha dimostrato almeno in una decina di circostanze. Ripeto, volevo vincere la partita a tutti costi per una lunga serie di motivi…».

Diceva prima della sconfitta con Herons: la Unicusano, da ottobre ad oggi, ha dimostrato di sapersi rialzare immediatamente dopo ogni caduta. Cosa si aspetta da questo finale di regular season?

«Vincere e aver ribaltato la differenza canestri con Legnano può proiettarci in alto, anche se mancano 7 partite e può succedere di tutto. Alcune squadre hanno, sulla carta, calendari più agevoli di altre. Non vorrei mettere benzina sul fuoco, ma il derby sarà un’altra partita a mio avviso determinante».

In tal senso, quanti margini di miglioramento ha ancora la Pielle?

«Questa squadra è stata un cantiere aperto per molti mesi: all’inizio per i 6 nuovi giocatori, poi per gli infortuni di due elementi chiave come Loschi e Piazza. La società si è subito fatta trovare pronta nel momento del bisogno , inserendo prima Graziani e Oki e in ultima un giocatore del calibro di D’Ercole. Chiunque è arrivato, questo ci tengo a sottolinearlo, ha comunque trovato una base solida, perché siamo una bella squadra e un grandissimo gruppo».l
 

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