La protesta
Spostatevi che passa la Pielle: freccia accesa e altro sorpasso in vetta
Altra grande prestazione, asfaltato Legnano in un palasport tutto esaurito. Una difesa d’acciaio e un tifo pazzesco: biancoblù primi e Vigevano a -4
LIVORNO. È la sera dei record. É la sera in cui la PL per la prima volta batte Legnano. É la sera del primo americano in serie B perché un Lenti così vale un 2.08 di Los Angeles. È la sera di un PalaMacchia mai così pieno. É la sera in cui il povero Marino vince il campionato europeo delle offese prese.
Non è un record invece la PL che contro-sorpassa la LL e torna capolista, ma niente come questo fa godere il popolo PL. E attenzione, perché la sconfitta di Vigevano a Montecatini sponda Herons fa salire a 4 punti il vantaggio sulla terza in classifica. Un’altra grande notizia.
Che entusiasmo
É una festa senza fine. Quando scivolano via gli ultimi secondi, il popolo PL è tutto in piedi con le mani spellate e non c’è Nivea che tenga. Ci sono tre generazioni di occhi che brillano.
Ma al suono della sirena nessuno si alza e se ne va. Sembrano tutti imbalsamati. E dopo 5 minuti dalla fine il PalaMacchia è ancora gremito, coi giocatori che vanno alla balaustra a salutare tutti. Ma sì, la pizza o la braciolina riscaldata della domenica sera possono aspettare. Ora c’è da godersi solo la PL.
Tabù Legnano
C’era timore, inutile negarlo. Perché Legnano è sempre stata come il famoso “Ovosodo” che non va ne giù ne su, e alla fine non riesci mai a digerirlo. In più c’erano vecchie ruggini, soprattutto con Tommaso Marino che ha ricevuto un repertorio di cori più ampio della discografia dei Pooh.
Invece la PL non ha vinto. Ha dominato. Ha preso in mano la partita nel primo quarto e non l’ha più mollata, sempre con un vantaggio oscillante tra i 17 e i 9 punti. Ha vinto da padrona, insomma. Da padrona di casa.
In nove a segno
Non c’è che dire Cardani è un allenatore coi fiocchi. Anche stavolta l’ha incartata al collega Eliantonio. Legnano in attacco c’ha capito poco o nulla, pagando anche il fatto che nè Marino nè Drocker sono dei play.Legnano è rimasta impantanata a 58 punti totali, addirittura ne aveva segnati la miseria di 7 nel primo quarto.
Il tutto mentre la PL, pur senza strappare le retine da fuori (8 su 28 da tre) e pur chiudendo con 72 punti totali, ha mandato a canestro ben 9 giocatori.
Devastante, tanto per cambiare, Giovanni Lenti. Ha giocato i primi 4’55” segnando 5 punti e subendo 3 falli, poi Cardani (mister prudenza) l’ha richiamato in panca dopo il secondo fallo e l’ha rimesso dentro a inizio terzo quarto. E Lenti, come gli accade sempre più spesso, ha spaccato: 16 punti, 6 rimbalzi, 7 falli subiti in appena 19 minuti di gioco.
Partita eccellente anche per Rubbini che può solo prendere vantaggi dall’arrivo di D’Ercole (stavolta solo 1/7 per lui ma regia lucidissima), bene Almansi, mentre Loschi si sta scoprendo sempre più uomo squadra capace di selezione i tiri ed esaltare i compagni.
Una bella PL. Ma proprio bella. E un gran campionato. Vissuto da protagonisti. Giusto vantarsene, come dicono i cuori biancoblù.
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