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Calcio: Serie D

Livorno, col fanalino di coda Montespaccato frenata e occasione sprecata

di Alessandro Lazzerini
Livorno, col fanalino di coda Montespaccato frenata e occasione sprecata

Gli amaranto deludono e non vanno oltre il pari. Non basta il solito Bruzzo: vincendo avrebbe potuto raggiungere il terzo posto

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LIVORNO. “A modo mio avrei bisogno di sognare anch’io”. Ne avrebbero bisogno i tifosi del Livorno. A modo loro, perché il primo posto è andato da tempo, ma vorrebbero ambire ad arrivare il più in alto possibile. In terza o in seconda piazza, magari. Ma ogni volta che c’è un’opportunità ghiotta per accorciare la classifica gli amaranto la trasformano in un’occasione persa e ai tifosi tocca uscire dallo stadio tra rassegnazione e delusione. Contro il Montespaccato, ultimo in classifica, in casa, con tutta la rosa a disposizione e in vantaggio di una rete. I presupposti erano ottimi, ma uno dei peggiori Livorno della stagione si è fermato a un pareggino, ino, ino.
Sempre e solo Bruzzo Venti minuti senza grandi spunti e un paio di brividi in fase difensiva prima che il Livorno si svegli. Se ci riesce il merito è di Michele Bruzzo, sempre più uomo chiave nello scacchiere di Esposito. I tempi di inserimento in area sono perfetti e anche stavolta al 25’ su un cross di El Bakhtaoui con una bella girata di testa sugella un’azione di squadra avvolgente. Il classe ’99 sfiora il 2-0, è uno dei pochi a rendersi pericoloso nella ripresa ed è sempre nel vivo dell’azione. Questo in fase offensiva, ma c’è da sottolineare anche il lavoro sporco in fase di non possesso dove chiude le fonti di gioco avversarie. Terzo gol consecutivo in casa dopo quelli a Ghiviborgo e Città di Castello per il miglior giocatore del Livorno da un mese a questa parte.
Palle inattive Terzo gol per Bruzzo e terzo gol consecutivo subìto da calcio piazzato per gli amaranto. Prima Nieri a Ponsacco, poi Cretella a Grosseto e stavolta Anello che buca di nuovo una difesa troppo ferma sul calcio da fermo. Bagheria non ha ancora incassato un gol su azione, ma è evidente che, come squadra ci sia un problema da sistemare su punizioni laterali e corner. La marcatura a zona non stando i risultati sperati, vediamo se dalla prossima gara ci saranno dei cambiamenti.
Le scelte di Esposito La formazione iniziale è con grande probabilità la migliore da schierare, al netto delle preferenze in attacco dove il Livorno ha tanti giocatori sullo stesso livello. L’idea di tenere fuori Giuliani e usarlo come jolly dalla panchina, visto che non c’era altro difensore a disposizione, aveva un senso. Ne ha molto meno il fatto di tenere fuori il numero 17 per chiudere con cinque quote, per l’ennesima volta. Tanta insistenza su Bamba che nelle ultime gare non incide mai e più di qualche dubbio anche sull’uscita di Lucatti. Perché è vero che il centravanti senese ha avuto un rendimento insufficiente, ma nel finale, in un assalto fatto solo di palloni lunghi e rimesse laterali gettate dritte in area di rigore, i suoi chili e i suoi centimetri potevano far comodo anche per aprire spazi ai trequartisti. Tardivo l'ingresso di Frati.
Occasione sprecata Ogni volta che c’è l’opportunità di salire al gradino superiore, di fare un balzo in avanti per prestazione e classifica, il Livorno tira il freno a mano e smette di viaggiare spedito. In caso di successo gli amaranto si sarebbero trovati al terzo posto, a meno sette dalla Pianese seconda che deve venire a giocare all’Ardenza. Uno scenario che avrebbe riaperto in qualche modo anche la corsa alla seconda piazza. E invece il Livorno è solo quinto, con i playoff saldi in mano, ma mille rimpianti che riempiono la testa. Poteva essere tanto di più e invece va così.

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