Gioco
Livorno, ci devi credere. Le nuove regole danno una chance agli amaranto con i playoff
Ma intanto serve subito il terzo posto. Arrivare subito dietro alle due battistrada vorrebbe dire avere la semifinale playoff in casa e con il vantaggio di passare il turno se al 120’ la gara dovesse essere ancora in parità
LIVORNO. Missione terzo posto. Visto che Arezzo e Pianese sembrano ormai irraggiungibili, l’obiettivo del Livorno a 9 giornate dal termine deve essere conquistare la terza piazza. Arrivare subito dietro alle due battistrada vorrebbe dire avere la semifinale playoff in casa e con il vantaggio di passare il turno se al 120’ la gara dovesse essere ancora in parità. Questo deve essere l’obiettivo del Livorno: fare più punti possibili in regular season e poi vincere i playoff. Dire che gli spareggi non contano niente sarebbe sbagliato e vi spieghiamo perché, in caso di successo, potrebbero dare una speranza di ripescaggio in C.
Come funziona
Agli spareggi si classificano le squadre dal secondo al quinto posto: la seconda sfida la quinta e la terza si confronta con la quarta (senza “forbice”), nelle due semifinali che vedono la miglior classificata giocare in casa la gara secca. Le vincenti delle due semifinali, disputano poi la finale, sempre in casa della formazione meglio piazzata. Chi trionfa viene inserito nel lotto da nove squadre delle seconde classificate che avranno la precedenza in caso di un secondo ripescaggio in Serie C (il primo va ad una retrocessa dalla C)
I criteri
È ovvio che per sperare in un ripescaggio servirà che qualche squadra tra i professionisti non si iscriva al campionato, ma questo è un evento che negli anni si è sempre verificato. L’obiettivo per il Livorno deve essere quello di vincere i playoff per essere nella prima fascia. Le 9 squadre vincenti i playoff dei vari gironi vengono posizionate in ordine in base alla media punti avuta in campionato. Quindi per essere i primi della lista gli amaranto dovranno fare più punti possibile in campionato, per non vedere la priorità in mano ad altri. Alla media punti può essere aggiunto uno 0,10 per le squadre prime nel proprio girone nella graduatoria “Giovani D valore” e uno 0,05 per chi in questa classifica legata all’impiego delle quote è seconda o terza. Ma è difficile che squadre di vertice in campionato lo siano anche in questa graduatoria.
E cosa altro serve? Un investimento di 300.000 euro a fondo perduto e avere uno stadio adeguato ai criteri della Serie C nel proprio comune. Questo è un aspetto cruciale. Perché se uno viene promosso in Serie C sul campo può chiedere per un anno la deroga di giocare in un’altra città (come fatto dal Montevarchi che giocava a Pontedera), ma per fare domanda di ripescaggio serve avere uno stadio adeguato nel proprio comune. Il Livorno ovviamente lo ha, mentre altre realtà più piccole potrebbero avere questo deficit e quindi uscire dalla graduatoria.
E quindi niente titolo sportivo, niente storia, niente settore giovanile? No. Niente di niente, solo quanto detto sopra. Anche in questo caso, come spesso accade nel calcio, servirà un po’di fortuna. Molto infatti dipenderà dalle altre squadre che vinceranno i playoff. Questo perché se il Livorno, in caso di successo, si troverà insieme a tante formazioni di piccoli paesi (come nel nostro girone possono essere Tau o Ghiviborgo) questo aiuterà gli amaranto, visto che le rivali non potranno competere per il discorso stadio. Basta chiedere alla Torres che nell’ultima stagione era quinta per media punti tra le vincenti playoff ed è stata ripescata nei professionisti dopo la rinuncia delle prime quattro.
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