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Per i livornesi biglietto più caro, poi il Grifone fa marcia indietro

di Alessandro Lazzerini
Per i livornesi biglietto più caro, poi il Grifone fa marcia indietro

Polemica prezzi per il match Grosseto-Livorno:13 euro per i tifosi amaranto e 10 per i locali, ma il regolamento lo vieta

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LIVORNO. Non sarebbe Toscana senza campanilismo. Quel sano pizzico di rivalità che ogni derby del Granducato riesce a stuzzicare. Livorno-Grosseto qualche anno fa valeva anche un posto nella corsa verso la Serie A e in quel caso gli strascichi della partita furono infiniti, ma anche oggi che rappresenta una sfida, sì importante, ma di Serie D, non mancano quelle piccole polemiche che differenziano un derby da una partita qualsiasi. La diatriba nasce intorno alla questione biglietti, ma cerchiamo di andare con ordine per capire quello che è avvenuto in questi giorni.

Lunedì pomeriggio il Grosseto comunica alla società amaranto che il costo dei biglietti per il settore ospiti sarebbe stato di 13 euro più prevendita. Il Livorno prende nota e rende pubbliche le modalità di acquisto e i costi dei tagliandi ai propri tifosi attraverso il classico comunicato.

Ieri mattina, poi, nel momento in cui viene aperta la vendita online, la società labronica si accorge che il costo del biglietto per il settore ospiti è superiore a quello della curva dei padroni di casa. Una disparità che non può avvenire e il Livorno, sempre attento con i proprio collaboratori e dirigenti, lo ha fatto subito notare: nel comunicato ufficiale n. 1 della Lega Nazionale Dilettanti, pubblicato il 1 luglio scorso, al punto P viene spiegato infatti come “sia obbligatorio equiparare il prezzo dei biglietti per il settore ospiti a quello più basso stabilito per gli spettatori locali”. Una norma chiara e non interpretabile che ha portato il Grifone ad abbassare il costo dei tagliandi nel settore ospiti dello Zecchini.

Inizialmente da parte dei biancorossi c’era stata una resistenza, tanto che nel primo pomeriggio sembrava pronta ad esplodere una dura polemica, ma dopo un contatto tra i piani alti delle due società la questione si è risolta in modo sereno e pacato.

Il nocciolo della questione, è importante chiarirlo, non riguardava i tre euro in più (anche se 13 euro più prevendita per una gara di Serie D non sono pochi) o il fatto che il biglietto al Picchi per i tifosi maremmani fu di 10 euro, ma l’evidente disparità tra i prezzi per le due tifoserie che non può essere permesso in tutto il calcio italiano, fino alla Serie A. Un dettaglio che il presidente Paolo Toccafondi ha voluto far valere. «Non è la questione dei tre euro o meno – esordisce il patron amaranto -. Si tratta del rispetto per i nostri tifosi che ci hanno seguito ovunque e lo faranno anche domenica. Siamo riusciti a far rispettare la norma della Lnd e tutto si è concluso per il meglio».

Alla fine ha prevalso il buon senso e la notizia è stata appresa con grande soddisfazione da parte dei tifosi livornesi che ieri si erano lamentati e non poco per il costo del biglietto. Apprezzata l’attenzione della società a far rispettare la propria tifoseria.


 

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