Gioco
L’oro di Raul Caso sbaraglia tutti anche ai campionati italiani assoluti di lotta
Dal Gruppo Lottatori livornesi all’Esercito. «Un sogno e ora punto all’Europeo Under 23»
LIVORNO. Vincere non è mai semplice. E solitamente si dice che confermarsi sia ancora più difficile. Figuriamoci quanto possa essere impresa ardua far diventare la vittoria una routine. A Livorno, però, il compito è semplificato: basta chiedere a Raul Caso. Il talento classe 2005, cresciuto nel Gruppo Lottatori Livornesi, ha fatto incetta di titoli giovanili e, dopo un tris di medaglie internazionali la scorsa estate, al primo colpo è riuscito a conquistare anche la medaglia d’oro nel campionato italiano assoluto, categoria 74 kg.
Un percorso netto, senza mai concedere neanche un punto agli avversari in tutti gli incontri disputati. Un dominio clamoroso concluso con il successo su Alberto Maiorana, atleta tesserato per la New Popeye, altra società livornese, che ha conquistato l’argento. «Sapevo che la gara era alla portata – esordisce con sincerità Caso –, ma vincere alla prima occasione nei senior non è mai scontato. È una bella soddisfazione. La felicità è doppia perché questo risultato mi porta a lavorare con gli atleti della Nazionale Italiana e lì posso solo imparare e continuare al meglio il mio percorso di crescita».
Subito dopo il trionfo al PalaPellicone di Ostia, il giovane talento, lombardo di nascita ma livornese di adozione, si è fermato a Roma per alcuni allenamenti insieme all’azzurro Frank Chamizo, bronzo a Rio 2016 e quarto a Tokyo 2021 e due volte Campione del Mondo. «È stato veramente un onore, un’esperienza che mi servirà tantissimo. Il suo livello è il massimo in Italia e allenarmi con lui ha messo a nudo tutti quegli aspetti su cui devo lavorare se un giorno voglio arrivare a raggiungere certi traguardi. Stando con lui ho capito sempre di più che sono i dettagli a fare la differenza».
Dopo un’estate 2022 da sogno con tre medaglie internazionali a livello giovanile, i mesi successivi per Caso sono stati altrettanto importanti. In autunno infatti è entrato a far parte del gruppo sportivo dell’Esercito, un passaggio chiave nella carriera degli atleti. «È un tassello cruciale che mi permette di mantenere questo livello di allenamento e di ore da dedicare alla lotta. Era un obiettivo che insieme al mio staff e alla mia famiglia mi ero prefissato sin da piccolo e raggiungerlo all’età minima permessa è una soddisfazione incredibile. L’Esercito è sempre stata la mia prima scelta e quando è arrivata la chiamata ero al settimo cielo. Questo gruppo sportivo ti permette di allenarti dove preferisci e per me questo è stato un aspetto fondamentale perché mi ha permesso di continuare ad allenarmi a Livorno con Igor Nencioni. Il suo rapporto di stima e amicizia con Pietro Piscitelli e Andrea Sorbello, i miei due allenatori nell’Esercito, rende tutto più semplice. All’angolo ho un trio super che mi dà la carica».
La testa del giovane talento di via Lulli è comunque già rivolta ai prossimi impegni con l’obiettivo, come sempre, di provare a centrare il massimo risultato. «Tra dieci giorni avrò i campionati italiani under 20, mentre a marzo è in programma l’Europeo Under 23 a Bucarest. Sono appuntamenti importanti, ma non posso negare che la preparazione è tutta finalizzata in vista dell’estate. Lì avrò Europeo e Mondiale Under 20 e voglio cercare di raggiungere il miglior risultato possibile. Per questo mi sto allenando al massimo, perché so che i risultati sono una conseguenza diretta di quello che uno fa in palestra».
In palestra Raul ha scoperto anche un nuovo ruolo, visto che da qualche tempo ormai segue i gruppi di allievi più piccoli del Gruppo Lottatori Livornesi. «Compatibilmente con i miei impegni quando posso cerco di dare una mano. Sono giovane, ogni anno imparo cose nuove e mi piace trasmetterle ai bambini che si avvicinano a questo sport. La lotta è la mia passione e oltre ai consigli tecnici cerco di far capire ai più piccoli che per raggiungere i risultati serve tanto sacrificio. Il fatto che loro mi vedano come un esempio, un punto di riferimento, è la vittoria più bella».
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