Gioco
Spesa massima, resa minima: il bilancio del mercato del Livorno
Sono già 11 i giocatori arrivati a Livorno nel mercato di riparazione ma con troppi flop. Benassi l’unico che ha convinto, El Bakhtaoui per ora la delusione, oggi firma Bagheria
Livorno La Rivoluzione d’ottobre, momento decisivo all’interno della Rivoluzione russa nel 1917, è tra le più famose nella storia recente e non solo. Il Livorno per la propria rivoluzione invece ha scelto dicembre con un mercato invernale che ha portato a una vera e propria metamorfosi sulla squadra che aveva iniziato la stagione in estate a Pievepelago. Nove cessioni e dieci arrivi (che diventeranno undici con Bagheria, che sarà annunciato oggi) per cercare di invertire la rotta di una stagione che ha preso una piega diversa rispetto a quella sperata dalla società.
Ci sono stati innesti anche in questo inizio di 2023, ma andiamo a vedere qual è stato l’impatto dei nuovi arrivati fin qui.
Arrivi in corsa
Quando parliamo di nuovi acquisti è giusto fare un passo indietro per considerare anche i due svincolati che il Livorno ha messo sotto contratto prima dell’inizio della sessione di mercato invernale. Si tratta del terzino Zanolla e del centrocampista Bruzzo, arrivati per mettere una pezza sugli infortuni di Bruno e Apolloni. Il primo in questi mesi ha giocato su entrambe le corsie difensive, confermando quelle che erano state le parole del dt Califano al momento del suo arrivo. Un soldatino, un gregario in grado di farsi trovare pronto quando c’è bisogno, ma niente di più.
Per Bruzzo invece il discorso è più ampio. Arrivato prima della sfida contro il Grosseto, il classe '99, è stato schierato da titolare in sei partite consecutive, a cavallo tra il cambio di allenatore, dalla sfida con l’Ostia Mare alle tragica trasferta di Orvieto. Il gol all’esordio dal primo minuto contro i laziali è senza dubbio il suo acuto migliore. Fino ad arrivare ai soli 23 minuti raccolti nelle ultime tre gare, con la panchina per 90’ a San Giovanni che ha lasciato perplessi. Esposito gli ha preferito costantemente il giovane Neri e addirittura Mazzucca. Ecco quindi che resta da capire che ruolo possa avere in questo momento.
Alti e bassi
Se guardiamo al mercato invernale chi ha avuto il rendimento migliore è Benassi. L’ex centrale della Pistoiese ha avuto grande fiducia da parte del tecnico che lo apprezza per la sua qualità nel tenere la squadra corta e giocare spesso sull’anticipo. Contro attaccanti di categoria come Marcheggiani, Sciamanna e Vanni ha sempre risposto alla grande. E’ l’unico che fin qui ha convinto davvero, mentre sul resto ci sono tante ombre.
Per il clamore con cui è stato annunciato e l’onerosità economica dell’operazione è obbligatorio partire da El Bakhtaoui. Il trequartista francese si vede che ha colpi interessanti e una qualità che può fare la differenza in questa categoria, il bottino dei gol segnati però dice ancora zero, mentre nella prima parte di stagione al Nuova Florida ne aveva segnati 8. Per questo serve uno step in avanti in quanto a concretezza e voglia di giocare di spada e non solo di fioretto.
In attacco è arrivato anche Giacomo Lucatti. Il centravanti ha segnato 2 gol, dimostrando di essere uomo d’area di rigore. Un bottino forse appena sufficiente, ma che conferma le impressioni della vigilia: un nove, una presenza dentro l’area che serviva, ma a Livorno da un centravanti ci si aspetta di più.
Difficile invece valutare fin qui l’operato di Greselin. Arrivato a Livorno con il difficile compito di sostituire Cretella, l’ex Rimini ha un sacco di recensioni positive tra gli addetti ai lavori, ma fin qui non ha mai brillato. La sensazione è che possa essere una mezz’ala e da trequartista soffra un po’ il fatto di dover giocare anche spalle alla porta.
Impossibile invece dare un giudizio preciso sugli altri. Lorenzoni contro il Flaminia ha confezionato una prestazione sufficiente, prima di finire in tribuna nell’ultima trasferta. Il biglietto da visita di Camarà non è dei migliori, ma giudicare un 2004 per i primi venti minuti in una battaglia sportiva sarebbe folle. Lo stesso si può dire per Mazzucca che ha avuto poco spazio a disposizione per essere giudicato. Discorso che vale anche per Bamba, comunque meglio a gara in corso rispetto che dal primo minuto.
Un occhio al futuro
Escludendo Benassi, fin qui nessuno dei nuovi acquisti ha convinto in pieno. L’arrivo in una squadra a stagione in corso è sempre complesso, a maggior ragione in una piazza come Livorno. Alla squadra è lecito chiedere una reazione fin dalla partita contro il Terranuova, sfida in cui gli amaranto hanno tutto da perdere. Quello che invece in tanti hanno da guadagnare è una conferma per il prossimo anno. Perché se il Livorno dovesse rimanere in D, questi mesi dovranno servire per capire quale possa essere la base, non troppo ampia, da cui ripartire per evitare l’ennesima rivoluzione. Domenica c’è la prima di una quindicina di occasioni da cogliere al volo.
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