Gioco
Quando segna, la PL fa paura. E ora scopre un Graziani in più
A Matteo è stato proposto di restare fino a giugno partendo da ottavo senior. «Dura decidere: mi trovo bene ma a 22 anni andare in tribuna non è il massimo»
LIVORNO. Rientrato subito nei ranghi dopo lo stop contro Vigevano per far posto al rientrante Loschi, Matteo Graziani ha risposto a Alba con una prestazione di tutto rispetto, 12 punti in 19' di utilizzo, con 19 di valutazione, un punto al minuto.
Graziani, traguardato sui 40 minuti avrebbe fatto 40 di valutazione, qualcosa di irreale...
«Eh, magari. Comunque sono contento di aver dato un buon contributo alla vittoria, di essermi fatto trovare pronto».
Il suo contratto scade a fine mese. Ma ci risulta che la società le abbia proposto il prolungamento fino a fine campionato. Ma come ottavo senior. Che cosa farà?
«È una decisione per me molto difficile da prendere. Da una parte mi piacerebbe molto di restare, dall'altra essere l'ottavo senior per un ragazzo di 22 anni non è il massimo della vita. Non è che ogni settimana posso augurarmi che qualcuno dei miei compagni abbia un problema perché io possa giocare».
Quello mai, gli infortuni non si augurano nemmeno agli avversari, figuriamoci ai compagni. Ma qualcosa andrà pur deciso.
«Sì, il contratto scade il 31 ma abbiamo tempo fino al 23 per decidere sulla rescissione o sul prolungamento. In settimana parleremo ancora. A me, ripeto, piacerebbe molto restare, mi trovo benissimo con il coach e con la società, una società seria, che ha una progettualità. Il rovescio della medaglia è quello che ho già detto prima: a ventidue anni la prospettiva di non giocare in partita è un qualcosa di molto negativo».
Intanto torniamo un attimo a Alba. L'avversario non era dei più ostici, ma la PL ha ritrovato improvvisamente le sue certezze al tiro. Lei con Vigevano non c'era, ma con Sangiorgese sì. Perchè in queste due partite non andava dentro niente? In fondo un tiro libero è un tiro libero, sia che tu lo tiri contro Boston che contro Langhe Roero.
]«Dobbiamo sempre contestualizzare queste cose. Sia quella con Sangiorgese che quella con Vigevano sono state partite estremamente nervose, tese, e questo non aiuta mai i tiratori al di là del fatto che contro chiunque tu giochi ci sono e ci saranno sempre partite nelle quali la palla non ne vuol sapere di entrare».
D'accordo, ma passare dal 15% da tre tirato contro Sangiorgese al 52% di Alba è un salto enorme, al netto del diverso modo di difendere delle due squadre.
«Ad Alba le cose si sono messe subito bene fino dai primissimi minuti. A quel punto tutto diventa più facile, sia quando tiri da un angolo che quando tiri dalla linea del tiro libero. Ovviamente spero che quel 15% sia qualcosa di irripetibile».
Il girone di ritorno è finito. La classifica attuale rispetta i valori delle squadre? Nel senso, chi è in cima c'è perché ci doveva essere?
«Intanto va detta una cosa. Io non lo so se il nostro girone è il più forte. Di certo è il più equilibrato e già questo basta a renderlo difficile. In tutti gli altri gironi c'è una squadra al comando (Orzinuovi, Rieti, Ruvo di Puglia, n.d.r.) e poi vengono le altre. Da noi ce ne sono tre. Quanto al resto direi che all'appello manca solo Legnano, ma mi sembra che stia rapidamente rientrando».
Quanto al resto?
«Piombino sta facendo miracoli, ha continuato a vincere anche senza De Zardo, ma so che stanno per inserire un giocatore, forse Alibegovic. Le due di Montecatini finora hanno un po' deluso ma i rinforzi che hanno inserito sono di qualità tale che nel girone di ritorno dovranno venir fuori per forza, non so se sono ancora in tempo per dare l'assalto al quarto posto ma sicuramente saranno avversarie difficilissime da affrontare per tutti. La nostra prossima avversaria, la Gema, ora che ha inserito Laganà e Di Pizzo ha un potenziale offensivo enorme. Quello che è sicuro è che sarà un girone di ritorno terribile, per tutti, dove basterà una mini-striscia negativa di due giornate per passare dal primo al quinto posto».
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