Gioco
Libertas, che goduria la Coppa
Vittoria netta contro la Sangiorgese, il ko di Vigevano regala il pass agli amaranto. La squadra torna a correre, Fantoni e Fratto big e via Allende è l’unico fortino inviolato
LIVORNO. Prendiamoci questa vittoria sporca e tutto quel che di bello si porta dietro.
1) Il ritorno ai due punti dopo l’amaro ko di Omegna.
2) L’imbattibilità del PalaMacchia e l’orgoglio di essere rimasti l’unica squadra del girone A e una delle tre di tutta la serie B (insieme a Fabriano e Luiss Roma) a non aver mai alzato bandiera bianca nel proprio fortino.
3) L’abbraccio tra la squadra e i tifosi stretti in un fil rouge, anzi amarante, che unisce presente e passato, sogni di gloria e glorie vissute, immortalate da quei cori per Alberto Bucci, davanti a Rossella e Beatrice, vedova e figlia del grande condottiero libertassino, in tribuna, emozionate.
4) A proposito di gloria futura: la conquista del lasciapassare per le finali di Coppa Italia, quest’anno con una formula bizzarra, certo – i quarti di fatto si giocheranno in uno spareggio infrasettimanale mercoledì 25 gennaio e la vincente andrà alle final four di Roseto degli Abruzzi nel secondo weekend di marzo –, bizzarra e pure dispendiosa a livello di energie e a livello economico (ci sarà da viaggiare fino a Orzinuovi in provincia di Brescia, tra la trasferta di Pavia e la sfida casalinga con Borgomanero). Però esserci vale assai più che non esserci. Vale perché nello sport si gioca sempre a vincere. Vale perché la Libertas finalmente potrà testarsi contro una big di un altro girone in una partita vera dopo l’amichevole disputata in precampionato proprio contro Orzinuovi. Vale perché i tifosi hanno provato una qual certa goduria monitorando il sito della Lega e vedendo che Omegna negli ultimi tre minuti stava mettendo la freccia sul parquet di Vigevano il che, per la classifica avulsa, significava che la Libertas sarebbe schizzata al secondo posto superando la Pielle e conquistando il ticket per i quarti a discapito dei cugini, e la magia è accaduta esattamente come era successa a maggio per l’accesso ai playoff.
5) La riconquista del primo posto in classifica, una classifica cortissima, con tre squadre in testa (Vigevano Libertas e Pielle) e altre tre nel giro di sei punti, il che da un lato racconta che non solo l’ultima posizione per i playoff, ma tutte e quattro le posizioni restano ad oggi in ballo, ma dall’altro rende ancor più importante l’impresa di aver galoppato in tutto il girone d’andata tra primo e terzo posto.
6) Il modo in cui è maturata questa vittoria: dopo una partita sporca, dicevamo, davanti a una Sangiorgese dalle mille vite, velenosa e aggressiva in difesa, arrivata con l’obiettivo di bissare il blitz al PalaMacchia già firmato con i cugini.
Si è vista una buona Libertas. A tratti travolgente, a tratti ancora macchinosa. Ma i progressi sono stati palesi e incoraggianti.
Tre elementi in particolare meritano di essere citati: il tentativo di andare in velocità, di giocare in contropiede o transizione, che a Omegna era stato completamente dimenticato. In questo merita un plauso Francesco Forti che ha spinto sull’acceleratore e in almeno tre occasioni ha regalato caramelline a Fantoni, che non ha dovuto far altro che gustarsele. Sono state proprio due azioni al galoppo del capitano a far suonare la Carmen agli amaranto dando il la al primo vero allungo, dal 29-27 del 23’ al 33-27, doppio canestro di Tommy, su cui poi ha messo il carico Ricci (35-27). Alla fine Forti ha chiuso con 7 assist e un urlo verso la curva con la mano sul cuore che racconta tantissimo. E la Libertas ha scritto almeno sette azioni in contropiede, che potevano essere di più, ma insomma sono un gran passo in avanti.
L’altra nota felice della serata è Tommaso Fantoni: un gigante, anche lui, come il capitano, con dentro il sacro fuoco del riscatto. Nei primi due tempi il totem ha tenuto in piedi la squadra quasi da solo: finalmente servito spesso (non sempre nelle posizioni migliori, va detto), Tommy si è buttato dentro perfino in penetrazione, ha dominato ai rimbalzi, al 21’ era già in doppia-doppia e alla fine il suo scout raccontato di 19 punti, 14 rimbalzi, 7 falli subiti (anzi fischiati) in 29 minuti. Un vero leader.
E poi Francesco Fratto, due punti nei primi tre tempi, 16 alla fine, uscito dalla sordina nell’ultimo quarto, con 7 di seguito messi dentro in 99 secondi che hanno rimandato in prigione la Sangio che si era riavvicinata fino al meno 4 approfittando di qualche errore di troppo degli amaranto. Il marine però ha indossato gli stivali e dal 40-36 del 30’ ha portato il tabellone sul 47-36 al 31’39”, un leone sotto le plance (16 rimbalzi), pungente anche fronte a canestro, presente quando la partita andava chiusa a chiave.
Da qui si riparte per Pavia e per un girone di ritorno pien di speme e gioia. Tristezza e noia non ci appartengono.
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