Gioco
La teoria di “Sandrokan”: «PL e LL tra le sei papabili all’A2 ma attenzione al salto di budget»
Sandro Dell’Agnello: «Con la mia Rieti mi tengo il ruolo di grande favorito Mercato complicato, stiamo cercando un play da un mese ma non si trova»
LIVORNO. Sandrokan, lo chiamavano da giocatore. Per la sua grinta e il suo temperamento che gli ha permesso di vincere uno scudetto con la Juve Caserta e di vestire la maglia della Nazionale Italiana in più di 100 occasioni.
Poi da allenatore, oltre alla sua Livorno ai tempi della Tdshop, ha condotto squadre di piazze importanti per la palla a spicchi italiana come Venezia, Pesaro, Brindisi e Forlì tanto per citarne alcune.
Adesso Sandro Dell’Agnello, uno dei volti più noti della pallacanestro labronica, guida la Real Sebastiani Rieti, prima nel girone C di Serie B, un campionato in cui compete per la prima volta da allenatore e che lo vede tra i favoritissimi alla promozione. «Siamo molto contenti del percorso fatto fin qui – esordisce Dell’Agnello -. Abbiamo avuto un cammino regolare con una sola sconfitta e il fatto di essere il miglior attacco e la miglior difesa del girone certificano la nostra forza. Dispiace aver perso un giocatore cruciale come Spanghero (lo scorso anno promosso in A1 con Verona, ndr) per un grave infortunio perché avevamo trovato la quadra. Detto questo siamo comunque molto soddisfatti».
Secondo alcuni addetti ai lavori siete la favorita numero uno, è d’accordo?
«Siamo di sicuro nel gruppetto delle favorite. Devo ancora conoscere bene il valore delle squadre degli altri gironi, ma siamo consapevoli delle nostre potenzialità. Non scappo dal ruolo di favorito e me lo prendo se per qualcuno è così, sapendo che poi da 64 squadre ne saliranno solo 2 in A2 e quindi la corsa è senza dubbio difficile per tutti».
Quali altre squadre vede nel lotto delle protagoniste?
«Credo che le classifiche dicano il vero. Cioè le squadre che tutti ci aspettavamo nei primi posti adesso sono davanti alle altre. Se devo fare dei nomi dico Orzinuovi, Ruvo di Puglia e le due livornesi, senza dimenticare Roseto che sta risalendo forte dopo un avvio difficile. Anche se poi un’analisi concreta potremo farla più avanti».
Prima volta in Serie B: che campionato ha trovato?
«In questa stagione soprattutto vedo molta differenza in ogni girone tra le prime della classe e le ultime, anche se mediamente secondo me il livello è più che buono. Rispetto all’A2 c’è più anarchia nel modo di stare in campo. Ogni tanto mancano i tempi e gli spazi giusti».
È già qualificato ai quarti di Coppa Italia dove arriverà anche una livornese. Non è un peso questa competizione?
«Macchè. Il peso sarebbe rimanere a casa e guardare gli altri che giocano. Essere tra le prime otto e poi magari tra le prime quattro vuol dire esserselo meritato sul campo. Per chi ci arriva è la certificazione di aver lavorato bene e poi quando ci sei giochi per vincere. Per noi sarebbe il primo trofeo della società e quindi se ci dovessimo riuscire la soddisfazione sarebbe doppia».
Dopo l’infortunio di Spanghero siete a caccia di un giocatore, com’è questo mercato?
«Non è facile trovare il profilo adeguato. Serve trovare gli incastri favorevoli e che si presenti la situazione giusta al momento giusto. È un mese che stiamo cercando un play ed essendo primi, in una società seria, siamo anche una piazza ambita. Ma come detto non è semplice».
Di PL e Libertas cosa ne pensa?
«A livello tecnico posso dire poco perché ho visto solo pochi spezzoni delle loro partite e sarei presuntuoso a giudicare da esterno. Di sicuro sono due roster costruiti bene e con tutte le potenzialità per arrivare in fondo. E di questo va dato merito alle società per come stanno lavorando e per l’ambizione che hanno avuto dopo essersi affacciati nuovamente alla B dopo tanto tempo».
Ruberebbe qualche giocatore tra le due squadre?
«Li conosco tutti e sono elementi molto validi, ma come dico da sempre per me i miei giocatori sono sempre i più forti».
Ha visto il derby?
«No, ho visto solo i video del tifo e devo dire che è stato un qualcosa di spettacolare. Vedere 8mila persone al palazzetto per una partita di Serie B è un qualcosa di incredibile. Basta pensare che solo Milano e Virtus fanno certi numeri e quando giocano in Eurolega. Va dato merito alle società di aver ridato una cassa di risonanza incredibile al basket in città».
Quindi non si aspettava un afflusso del genere?
«No, avrei scommesso che ci sarebbe stata tanta gente ma non così. È stato uno spot meraviglioso per Livorno e per la sua passione per la palla a spicchi. In più voglio sottolineare il fatto che c’erano 8mila persone e tutto si è svolto in un clima sportivo, nello sfottò ma con la massima correttezza. Ecco, credo che questo valga più del tutto esaurito».
Tornando al campionato, secondo lei cosa servirà per vincere?
«Per me le componenti decisive sono tre. La prima è lo spirito di squadra, il fatto di esser riusciti a creare un gruppo coeso e non un insieme di singoli. La seconda sarà avere un’identità tecnica con un’organizzazione difensiva che possa aiutarti nei momenti difficili. E come terza una buona di fortuna che, visto soprattutto il gironcino finale, avrà il suo peso».
Obiettivo A2, categoria dove sta facendo benissimo suo figlio Giacomo a Cividale. Lo avrebbe detto?
«Non credevo potesse avere un impatto del genere. O perché non capisco di basket o perché sono troppo severo nel giudicarlo, spero la seconda (ride, ndr). Ogni volta che si sale di categoria c’è almeno uno step fisico e di ritmo e lui non lo ha pagato».
Dove può arrivare?
«È uno dei migliori italiani del campionato per continuità in questa prima parte di stagione e ha ancora margini di miglioramento. Di sicuro ha la determinazione per continuare a crescere e lavorare sodo come ha fatto in questi anni. Vediamo come va la seconda parte di stagione».
Ha fatto tanti anni l’A2, ce le vede le livornesi al piano di sopra?
«Andare in A2 è un salto importante a livello di budget. È brutto da dirsi ma tutto parte da lì. Detto questo le società stanno lavorando bene e abbiamo uno dei palazzetti più belli di Italia quindi auguro ad entrambe il meglio. Spero che possano arrivarci il prima possibile, anche se farò di tutto perché una delle due promozioni se le prenda la mia Rieti».
Cardani e Andreazza sono due allenatori validi. Ma lei in un futuro ci si vede su una panchina labronica?
«Sia PL che Libertas hanno due grandi tecnici che stanno facendo molto bene. In futuro, vedremo».
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