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«Livorno culla dell’Italnuoto»: il cittì azzurro in via Allende

di Andrea Masini
«Livorno culla dell’Italnuoto»: il cittì azzurro in via Allende

Cesare Butini a lavoro alla Camalich pensando alle Olimpiadi di Parigi 2024. «Sara Franceschi è il nostro investimento e continuiamo a credere tanto in Detti»

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LIVORNO. La città di Livorno, e in particolar modo la piscina intitolata a Simeone Camalich con la sua vasca da 50 metri, continua ad essere uno dei principali serbatoi della nazionale: tra le corsie di via Allende nuotano atleti livornesi puro sangue (Detti e Franceschi), campioni che hanno scelto il contesto labronico - e l’esperienza dei suoi tecnici - per compiere il salto di qualità (Ciampi e Razzetti) e dallo scorso settembre anche una folta rappresentanza straniera (Joly, Egorova e Litchfiled). Un polo strategico, funzionale, tant’è che in questi giorni sta ospitando un raduno collegiale di giovani mististi - convocati dal commissario tecnico, Cesare Butini -, per innalzare il livello degli allenamenti assieme a Sara Franceschi e Alberto Razzetti.

Proprio con il ct azzurro, ieri mattina, abbiamo scambiato due chiacchere sullo stratosferico 2022 appena concluso e, soprattutto, sui tantissimi temi che riguardano il “sistema” livornese.

Butini, il 2022 si è chiuso con il terzo posto nel medagliere ai Mondiali di Melbourne alle spalle di Stati Uniti e Australia. Quali sono, dunque, le aspettative per il 2023 e per la stagione olimpica?

«Veniamo da un trend molto positivo, costellato di successi e medaglie sia in ambito europeo che mondiale. Quando le cose vanno bene l’obiettivo non può che essere quello del consolidamento, lavorando per migliorarci ancora in vista del prossimo biennio che, pur farcito di due Mondiali in lunga, culminerà con le Olimpiadi di Parigi. Dovremo esser bravi a non sederci e a mantenere alta la soglia dell’umiltà».

Sulle colonne de Il Tirreno abbiamo spesso definito il polo di Livorno come una specie di accademia dei misti. Anche per questo è stata scelta per il raduno?

«Stefano Franceschi è un tecnico federale e allena la coppia Franceschi e Razzetti, ovvero due dei nostri migliori mististi. Di conseguenza è stato semplice e naturale individuare la sede per il collegiale. Abbiamo convocato diversi giovani, tra cui Pier Andrea Matteazzi (bronzo europeo a Roma, ndr), Jacopo Barbotti, Samuele Martelli, Alessandro Tredici, Massimiliano Matteazzi e Simone Spediacci. Il controllo degli atleti di alto livello, unito al monitoraggio dei giovani talenti, è a mio avviso uno degli aspetti che ci ha permesso di celebrare le recenti medaglie. Siamo, inoltre, chiamati a ragionale sul cambio generazione post Parigi, ma non è semplice dal momento che la nazionale di oggi è molto forte e pure giovane».

Qua si allenano i gruppi di Stefano Franceschi, appunto, e di Stefano Morini. Quanto è importante, per la federazione e per la nazionale, l’indotto livornese?

«Da sempre lo è. Questo impianto – le piscine Camalich e Neri – ha ospitato anche diverse edizioni dei campionati italiani Assoluti e dispone di due vasche coperte adiacenti. E se a questo aggiungiamo due ottimi tecnici, la presenza di numerosi azzurri - molti dei quali protagonisti ai Mondiali di Melbourne - ecco che l'importanza di Livorno è spiegata».

Sara Franceschi, nell’ultimo anno, ha conquistato ben 5 medaglie internazionali. L’ultima, la più prestigiosa, in Australia.

«Sara è un investimento che la federazione porta avanti dal 2016, dai Giochi di Rio. Abbiamo sempre creduto nelle sue potenzialità e dopo l’argento europeo di Kazan nel 2021, prima di Natale è arrivato un secondo posto mondiale che, spero, le dia ancor più forza e consapevolezza in vista dei mondiali in vasca lunga e dei Giochi di Parigi».

Gabriele Detti, invece, ha dovuto fare i conti - ancora una volta - con la sfortuna, ma ad aprile si presenterà a Riccione (per la qualificazione al Mondiale di Fukuoka) più agguerrito che mai.

«Gabriele ha vinto tanto in passato e continua ad essere una risorsa importante per l'Italnuoto; la sua voglia di tornare ad altissimo livello è tangibile e per questo lo supporteremo sempre. Farà vedere ancora quello che vale».
 

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