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Calcio: Serie D

Livorno, la cura Esposito va a rilento: ecco cosa dicono i numeri

di Alessandro Lazzerini
Livorno, la cura Esposito va a rilento: ecco cosa dicono i numeri

La media-punti è calata: ora meno di 1,2 mentre con Collacchioni si viaggiava a 1,5. C’è comunque l’alibi dei tanti cambiamenti e domenica sono arrivati segnali positivi

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LIVORNO. Il primo obiettivo quando si cambia un allenatore è che il nuovo arrivato riesca a dare una scossa prima sotto il punto di vista mentale e poi tecnico, con l’obiettivo assoluto di migliorare i risultati. Nel Livorno questo per adesso non è accaduto. Nelle 6 gare giocate sotto la gestione Esposito è arrivata una sola vittoria, poi 4 pareggi e una sconfitta. Una media di poco superiore ad un punto a partita, inferiore anche a quella di Collacchioni che con 20 punti in 12 gare viaggiava a più di 1,5 punti a partita. E’ aumentato anche il divario dalla Pianese che da -9 è arrivato a -13, nonostante i bianconeri abbiano vinto solo 3 delle ultime sei. Ma andiamo a vedere quelli che possono essere gli aspetti che fin qui non hanno funzionato sotto la gestione del tecnico torinese.

Difesa sempre battuta

Nelle sei gare giocate dopo il cambio di allenatore il Livorno ha sempre subito gol. Due contro Tau e Flaminia, uno contro Trestina, Poggibonsi, Orvietana e Follonica Gavorrano. E pensare che invece ad inizio anno la retroguardia era stato nettamente il punto forte degli amaranto con la porta rimasta inviolata in sei occasioni su otto. In totale, aggiungendo anche il finale della gestione Collacchioni, sono ben 10 le giornate consecutive in cui il Livorno subisce gol.

Per trovare l’ultima partita con un “clean sheet” serve andare indietro fino all’1-0 del 23 ottobre all’Armando Picchi contro il Grosseto. In alcune partite, ad esempio l’ultima contro il Flaminia sono episodi sfortunati e errori individuali le causa dei gol, ma se questo accade da dieci partite consecutive è altrettanto evidente che ci sia un problema nel sistema difensivo amaranto.

La situazione rispetto ad inizio anno si è invertita: adesso la squadra crea e segna, ma dietro concede troppo agli avversari. “Coperta corta”, potrebbe dire qualcuno. Se così fosse, compito del tecnico trovare il modo di “allungarla” e rendere la squadra più forte in entrambe le fasi.

Centrocampo da rivedere

In un modulo come il 4-2-3-1 i due giocatori in mezzo al campo sono a dir poco fondamentali per dare equilibrio in fase difensiva e smistare palloni verso le punte in quella di possesso. La partita di domenica scorsa ha detto che nella zona cardine del gioco servono due “vecchi”. Due giocatori in grado di sorreggere un quartetto offensivo come quello del Livorno nel primo tempo e di rendere la manovra armoniosa come si è visto nell’ultima mezz’ora.

Allo stesso modo, però, caratteristiche più di sacrificio sugli esterni come Neri rispetto ad El Bakhatoui o Pecchia quando rientrerà sull’out di destra insieme a Bamba, potranno aiutare la squadra ad essere più compatta in fase di non possesso. La speranza è che Esposito possa trovare al più presto l’assetto giusto.

Tanti cambiamenti

Con il Flaminia ad inizio partita il tecnico ha impostato un undici quantomeno opinabile, poi nella ripresa, anche e soprattutto grazie ai suoi cambi, la squadra ha mostrato una faccia decisamente migliore. A Esposito infatti serve concedere l’alibi dei tanti cambiamenti che ci sono stati nel mercato di dicembre, motivo per cui magari l’allenatore amaranto non è ancora riuscito a trovare la formazione più corretta. In questo verso i rientri degli infortunati e acquisti come Bamba sugli esterni potranno aiutarlo. Soprattutto nel settore “quote”, infatti, nelle ultime sfide non c’erano troppe opzioni.

Finale in crescendo

Se andiamo ad analizzare le partite del Livorno giocate sotto la gestione Esposito, ma probabilmente anche in tutta la stagione, è difficile trovare uno spezzone migliore dell’ultima mezz’ora contro il Flaminia. Un Livorno aggressivo che recupera altissimo il pallone e poi riesce a costruire una manovra fluida e armoniosa sfruttando le corsie esterne con le sovrapposizioni costanti dei terzini. El Bakthaoui collocato da sottopunta, nel suo ruolo ideale, che cuce i reparti e dispensa qualità in ogni tocco. Il risultato? Almeno tre palle gol clamorose oltre al gol di Neri.

Un finale che lascia ben sperare i tifosi. E da lì deve ripartire il Livorno per ritornare alla vittoria. Perché la classifica chiede punti e per il cambio di marcia non c’è più tempo di attendere.l


 

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