Gioco
La promessa in Piazza: «Commosso da questi tifosi. La PL tornerà a vincere per voi»
L’analisi del playmaker dopo il ko in casa contro Vigevano: «Bisogna ritrovare il nostro attacco»
LIVORNO. Nel mondo del basket statunitense, dove bene o male questo sport è stato inventato, si usa dire che esistono bugie, grandi bugie e statistiche. In realtà l’aforisma sarebbe di Mark Twain, ma in questo caso non è la cosa più importante. Vuole significare che è difficile, se non impossibile, spiegare l’esito di una partita basandosi sul nudo esame delle cifre che non riporteranno mai l’intensità difensiva, le letture, le spaziature, la costruzione del gioco. Tutte cose che alla fine fanno la differenza.
Ma i numeri ci sono e in qualche caso almeno una mano per capire perché si è vinto o si è perso la danno. I 17 rimbalzi offensivi concessi a Vigevano si traducono in altrettante opportunità di tiro in più, i 16 (sedici) tentativi da tre andati a vuoto consecutivamente (la Unicusano aveva 4/7 al 16’49”, da quel momento in poi dalla lunga non ha più segnato) spiegano il perché della sconfitta contro l’attuale capolista meglio dei 14 liberi falliti (che pure quei punti avrebbero fatto un gran comodo) visto che gli ospiti dalla linea hanno sbagliato addirittura 15 volte. Ma è del tutto evidente che il problema attuale della PL è l’attacco, passato dagli oltre 80 punti di media segnati fino a fine novembre, alla media di 60 nelle ultime tre partite casalinghe, con l’unica eccezione dei 95 infilati a Borgomanero sulla scia dell’entusiasmo delle vittoria nel derby.
Chiediamo a capitan Piazza di darci una mano a capire cosa possa essere accaduto all’attacco della sua squadra. E lui, da capitano vero, ci mette la faccia.
Piazza, fino a novembre compreso quasi una macchina da canestri, con oltre 80 di media a partita. Ora, nelle ultime tre casalinghe se ne segnano 60. Perché?
«È quello che cercheremo di capire da oggi e nei prossimi giorni. Intanto va detto che nel corso di una stagione i periodi di “down” capitano sempre. Poi le cassette girano, le avversarie leggono le nostre partite e prendono le contromisure».
Anche 17 rimbalzi offensivi concessi...
«Ecco, questo secondo me ha inciso ancora di più degli errori al tiro. Non doveva succedere, abbiamo sofferto troppo la loro energia».
Dal 4/7 da 3 del 16’49” al 4/23 finale. Sembra incredibile...
«Sì, non ha una spiegazione e se lo aggiungiamo ai 14 liberi falliti farebbe pensare a un che di psicologico. Spero che sia stato un caso e va detto che le partite che vengono dopo soste lunghe (in questo caso tre settimane, n.d.r.) sono sempre delle incognite, partite nelle quali può succedere di tutto. Comunque mi prendo le mie responsabilità. Ieri (domenica per chi legge, n.d.r.) non ero in serata, non mi sono piaciuto per niente e può darsi che non abbia dato i giusti ritmi alla squadra quando sono stato in campo».
La buttiamo lì. Il rendimento è stato finora superiore in trasferta piuttosto che in casa. Lo dicono risultati e punteggi. Non è che sentite un po’la pressione delle partite casalinghe? Tutta quella gente, i cori, le bandiere e quindi l’obbligo, se così si può dire, di ripagare con una vittoria...
«Lo escludo nella maniera più assoluta. Altrimenti non avremmo vinto il derby. Anzi, a nome di tutta la squadra voglio dire ai tifosi che siamo molto dispiaciuti per aver subito la seconda sconfitta consecutiva in casa, ma al tempo stesso siamo felici, meglio dire commossi, per le dimostrazioni di affetto che abbiamo ricevuto in entrambe le occasioni. Sentirsi dire siamo sempre con voi anche quando si è perso una partita importante come con Vigevano è impagabile. Significa che la gente capisce che noi diamo sempre tutto quello che abbiamo. A volte può non bastare, ma tutto quello che c’è dentro di noi lo riversiamo sul parquet. Continueremo a farlo, sperando che fin dalle prossime partite possa tornare il sorriso in tutti noi, squadra, società, tifosi».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
