Non chiamateli “figli di papà”, a Livorno il talento è nel dna: i campioni che stanno esplodendo
Dai Montano ai Lucarelli, passando per Dell’Agnello, Pietrini e Pierucci. Una infinità di campioni che stanno esplodendo sulle orme dei genitori
LIVORNO. Questione di genetica o pura casualità? Oppure un mix di entrambi i fattori? Scoprire gli ingredienti giusti della ricetta che porta tantissimi figli d’arte a seguire le orme dei genitori nello sport non è semplice, mentre è facile constatare questo fenomeno sia una costante nello sport italiano. Uno degli esempi più importanti lo regala la famiglia Maldini, nella storia del calcio con Cesare e Paolo, con il giovane Daniel pronto per il terzo capitolo.
In ogni sport c’è un esempio. Basta pensare a Giorgio e Tania Cagnotto nei tuffi, come Dino e Andrea Meneghin nel basket che annovera anche i Tonut, Alberto e Stefano. Nell’atletica Larissa Iapichino ha già dimostrato di avere le qualità per arrivare ai livelli di mamma Fiona May mentre Valentino Rossi ha superato a doppia velocità in rettilineo i traguardi di babbo Graziano. Ecco, la carriera del fenomeno di Tavullia dimostra come in alcuni casi i figli riescano a fare meglio dei propri genitori, mentre in altri casi il confronto si dimostra solo un peso. Livorno, da capitale dello sport qual è, non è certo da meno, e ha un’infinità di esempi da mostrare con orgoglio.
La dinastia Montano
Una famiglia che ha segnato la storia della scherma e dello sport italiano. Tutto nasce negli anni 30’ con Aldo, che vince tre ori mondiali tra Piestany ’38, Lisbona ’47 e Montecarlo ’50, senza dimenticare gli argenti olimpici a Berlino ’36 e Londra ’48. Ad un passo dalla medaglia d’oro ai Giochi Olimpici, raggiunta poi dal figlio Mario Aldo nella gara a squadre di Monaco 1972, con gli argenti di Montreal ’76 e Mosca ’80, oltre agli ori mondiali a Goteborg ’73 e Grenoble ’74. Non c’è due senza tre: e allora ecco Aldo. Livornese classe 1978, scrive la storia della sciabola italiana, continuando la dinastia Montano. Cinque medaglie olimpiche in cinque edizioni dei giochi diverse, tra cui brilla l’oro individuale di Atene 2004. Impossibile non sottolineare le 12 medaglie mondiali e le 11 a livello europeo. La storia dello sport livornese e italiano, è qui: nella famiglia Montano.
Calcio e basket
Quando in estate Mattia Lucarelli ha firmato per il Livorno, il parallelo con babbo Cristiano è stato immediato. Lo è diventato ancora di più nel momento in cui il classe ’99 ha segnato il primo gol al Picchi contro il Seravezza, con un’esultanza tutta “garra y corazon” che ricordava quelle del Galattico che il 99 non lo aveva sulla carta d’identità, ma sulla propria maglia. Il livello raggiunto da Cristiano è difficilmente eguagliabile, ma Mattia per sentimento e appartenenza alla causa non è secondo a nessuno.
Il tutto mentre, restando in casa Lucarelli, Matteo, figlio di Alessandro, giocava fino allo scorso anno in Ungheria.
In Serie D, nel Follonica Gavorrano, gioca anche Giorgio Diana. Il classe 1995 è un ottimo centrale per la categoria, anche se in una disciplina diversa rispetto a babbo Giovanni, cervello della PL nei dorati anni ’80. Sempre nella palla a spicchi è facile menzionare il parallelismo tra Andrea e Francesco Forti, simboli della Libertas del passato e del presente. Lo stesso discorso vale per Stefano e Tommaso Fantoni, con quest’ultimo che, dopo una carriera in giro per l’Italia e 37 presenze in Nazionale, è tornato nella sua Livorno, con la LL, per vestire la maglia che il babbo aveva indossato in più di 170 occasioni. Cambiando sponda, in casa PL c’è la staffetta tra Renato e Matteo Graziani.
Anche in questo caso si passa dagli anni ’80 al presente, di nuovo luminoso per la palla a spicchi cittadina. E non solo a Livorno. Perché se babbo Sandro ha fatto gioire Caserta e oggi allena Rieti, Giacomo Dell’Agnello si sta mettendo in grande mostra con la maglia di Cividale in A2. Senza tralasciare Tommaso, per anni simbolo della PL in C Gold.
Carrellata infinita
Dando un’occhiata a tutti gli altri sport la regola dei figli d’arte è confermatissima. Nel nuoto Sara Franceschi è atleta di livello internazionale, proprio sotto la guida di babbo Stefano, oggi stimato allenatore e in passato atleta da finali nazionali.
Alle Olimpiadi di Mosca ’80 a tenere alta la bandiera amaranto, nella lotta c’era anche Riccardo Niccolini, oggi numero uno della New Popeye. Il fiore all’occhiello della palestra di via San Matteo è senza dubbio il figlio Gabriele, già campione italiano assoluto grazie anche agli insegnamenti del babbo che lo segue in ogni passo.
Sport diversi ma risultati già importantissimi per Elena Pietrini. Un oro europeo e una Vln per il prodotto del settore giovanile del Volley Livorno, nata nel periodo in cui babbo Alberto, dopo aver giocato anche nella Libertas, vestiva la maglia di Imola.
Dal calcio alla scherma è invece il tragitto in casa Cantini. Alessandro, portiere della Primavera del Napoli negli anni di Maradona e del Livorno in Eccellenza, oggi esulta a bordo pedana per i successi di Edoardo, talento classe 2004 del Circolo Fides plurimedagliato a livello giovanile.
Stesso passaggio anche per i Sena. Babbo Nicola è stato giocatore di calcio di “categoria” e oggi allenatore dell’Armando Picchi, mentre il figlio Cristiano, prodotto dell’Accademia della Scherma, sta crescendo tra ottimi risultati.
Un colore nel sangue della famiglia Mori. Fabrizio è nel mito dell’atletica con l’oro di Siviglia ’99, con il figlio Gabriele che ha già in bacheca il titolo italiano Allievi (con record italiano) nella staffetta 4x100 dell’Atletica Livorno. Senza dimenticare i nipoti (figli del fratello Massimo) Rachele e Federico. La prima è campionessa mondiale Under 20 nel lancio del martello, mentre il secondo è rugbista che ha già vestito la maglia della Nazionale in più occasioni.
Vere e proprie dinastie. E per il futuro Giovanni Pierucci, stellina del Circolo Fides già campione italiano giovanile fa ben sperare, ovviamente sotto l’occhio attento di babbo Giuseppe. Insieme a lui anche Carlos Maria Orsini, figlio di Francesco Orsini, cestista anche in maglia Virtus, e Maurizia Cacciatori, volto della pallavolo italiana, è portierino classe 2011 nel Milan. In una storia che è pronta ad arricchirsi di altri, entusiasmanti, capitoli.
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